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Coronavirus, ospedale pediatrico Gaslini: “Non tenete i bambini chiusi in casa. Aria aperta fa bene”

"Il coronavirus è una malattia a bassa contagiosità e aggressività, soprattutto nei bambini: sarei più preoccupato da un meningococco o da un morbillo non vaccinato in un asilo": così Elio Castagnola, responsabile del reparto di malattie infettive dell'ospedale pediatrico Giannina Gaslini ha smentito alcune fake news riguardo al nuovo Sars-Cov-2 e i bambini: "Non teneteli chiusi in casa: l'aria aperta non può fare che bene. Capisco la preoccupazione ma non facciamoci prendere dal panico". Mentre il numero dei contagiati aumenta, sono stati accertati anche 4 casi di minori che hanno contratto il coronavirus. Provengono tutti dalla Lombardia e sono una bimba di 4 anni, due bambini di 10 anni e un ragazzo di 15. Le condizioni di salute di tutti quanti sembrano buone: due di loro sono già stati dimessi.

"Le conseguenze del virus per loro dovrebbero essere ancora minori, poco più di un raffreddore. Si tratta di una forma lieve", ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. La paziente più piccola è di Castiglione d'Adda, uno dei Comuni della zona rossa più colpiti dal contagio, mentre gli altri vivono a San Rocco al Porto (Lodi), Soresina (Cremona) e Seriate (Bergamo). "Non sappiamo che rapporto abbiano avuto con le persone infettate, non abbiamo ancora la storia completa", ha spiegato Fontana, sottolineando che però si crede che siano tutti collegati al focolaio nel lodigiano.

Per quanto riguarda la bambina di appena 4 anni, la piccola ha contratto una lieve forma di influenza, ed è risultata positiva al tampone. Ora è confinata in casa, ma starebbe bene. Il governatore regionale ha confermato la notizia, affermando che "per la prima volta sono coinvolti anche minori per cui l'infezione è più leggera", ribadendo che "non stiamo affrontando una pestilenza, ma una cosa poco più seria di una influenza". Il bilancio dei decessi in Italia è di 12 persone: si tratta di persone in età avanzata e con condizioni di salute già compromesse. L'ultima vittima si è registrata in Emilia Romagna, ma si tratterebbe di un cittadino del lodigiano preveniente proprio dai Comuni della zona rossa.