Italy

Coronavirus Roma, bollettino Spallazani: 80 pazienti ricoverati, 4 in terapia intensiva

L’Istituto Spallanzani illuminato con i colori della bandiera italiana
in foto: L’Istituto Spallanzani illuminato con i colori della bandiera italiana

Presso l'Istituto Spallanzani sono ricoverati ad oggi, sabato 11 luglio, 80 pazienti. Di questi, 50 sono risultati positivi al tampone per la ricerca del nuovo coronavirus. In 30 sono sottoposti a indagini. Così si legge sul consueto bollettino medico diramato dall'ospedale romano. In terapia intensiva sono ricoverati 4 pazienti, mentre i pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture sono a questa mattina 515.

Ippolito: "Mantenere allerta alta, numeri casi ancora significativi"

Secondo il direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito, l'allerta va mantenuta alta, "tanto più che i numeri complessivi dei casi sono ancora significativi". In un'intervista rilasciata al Messaggero il direttore ha sottolineato l'importanza di prorogare lo stato d'emergenza, così come proposto dal governo. Sulla possibile seconda ondata autunnale afferma: "Fasciarsi la testa con la preoccupazione sulla seconda ondata non serve a nulla. Chiunque millanti certezze assolute su questa epidemia non ha le basi per farlo. Lo strumento dello stato di emergenza, però, permette di attuare rapidamente procedure amministrative e risparmiare tempo in caso di necessità. C'è ne bisogno, perché l'epidemia non è finita. L'idea mia è che dobbiamo tutti abituarci ad una nuova normalità nella quale fino a quando non ci sarà un vaccino o una cura definitiva, tutte le mattine accanto al bollettino meteo dovremo guardare il bollettino epidemiologico. I sacrifici che abbiamo fatto durante la quarantena potrebbero svanire alla svelta se allenteremo l'attenzione e le misure di sempre. Distanziamento, igiene delle mani, uso delle mascherine".

Il libro di Ippolito ‘Cosa Sarà'

Il dottor Ippolito e Salvatore Curiale, comunicatore scientifico dello Spallanzani, hanno scritto un libro, ‘Cosa sarà' il titolo, che "non è un testo di virologia, né si rivolge a un pubblico di scienziati". Il virus, spiga Curiale, "è solo il punto di partenza di un racconto affascinante, che ci mostra come i problemi, le difficoltà, le paure e persino le fake news ed i rimedi che abbiamo utilizzato per difenderci dal virus, siano gli stessi che hanno sperimentato i nostri antenati durante le grandi epidemie del passato, dalla peste di Giustiniano sino all’influenza spagnola del 1918. E tornando al tempo presente, l’impatto
dell’epidemia ha evidenziato le vulnerabilità e ha reso inevitabile un ripensamento complessivo del nostro sistema sanitario, di cui la pandemia ha messo in mostra i problemi e le inefficienze, frutto di decenni di definanziamento e di scelte organizzative che hanno creato storture e disuguaglianze". I ricavati del libro saranno devoluti alle ricerche in corso all'Istituto Spallanzani di Roma.

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