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Coronavirus, Roma Capitale punta sullo Smart working

Sono novemila i dipendenti che lavorano da casa . L’80% degli impiegati di Roma Capitale sta continuando a svolgere le proprie funzioni in modalità “Smart working”. L’

La macchina amministrativa di Roma Capitale, per fronteggiare l‘emergenza Coronavirus, è stata riorganizzata. Solo una minima parte dei dipendenti capitolini, continua ad andare nella propria sede di lavoro. Ma si tratta di impiegati che svolgono servizi incomprimibili, come quelli garantiti dagli uffici anagrafici. Gli altri continuano a lavorare in modalità “agile”. La totalità dei 62 addetti stampa, tutti e 142 i dipendenti dell’Avvocatura capitolina operano in modalità smart working. Sono soltanto 2 su 214  invece, gli impiegati che lavorando nell’ufficio dell’Assemblea capitolinacontinuano a frequentare il Campidoglio. Lo smart working, ha spiegato Antonio De Santis, l’assessore capitolino al Personale, è ormai una modalità ampiamente diffusa tra i lavoratori comunali. “Roma Capitale ha 23mila dipendenti. Tra questi ci sono seimila insegnanti che hanno da tempo sospeso la didattica e seimila agenti di Polizia Locale che sono in larghissima parte operativi su strada. Restano altri 11mila dipendenti. Di questi, circa l’80% sta lavorando da casa – spiega De Santis – Il restante 20%  effettua attività che sono legate all’emergenza Coronavirus o  servizi indifferibili ed incomprimibili. Ad esempio gli impiegati dei servizi anagrafici per quanto riguarda il rilascio  degli atti di nascita e di morte. Loro continuano a recarsi sul posto di lavoro. Per inciso sono stati sospesi gli appuntamenti per il rilascio della Carta di identità elettronica, poiché si tratta di un servizio non indifferibile.

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