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Coronavirus/Veneto e Vicentino: diminuiscono i ricoveri. Pioggia di donazioni in Regione

9625 i contagi in Veneto (dati del bollettino della Regione delle ore 8 del 1 aprile) dall’inizio dell’epidemia, con un aumento di 245 rispetto al report di ieri pomeriggio. La provincia con gli incrementi maggiori rimane Verona (+66), seguita da Padova (+56) e Vicenza (+55). I casi attualmente positivi son in Veneto 8534, e anche qui Verona ha superato Padova con 2092 positivi contro 2072, terza Vicenza con 1179.  Il totale dei decessi, in ospedale e fuori dagli ospedali ha raggiunto quota 499 (473 in ospedale, 26 in altre strutture): i numeri sono ancora in aumento (+8 decessi da ieri pomeriggio), mentre i veneti negativizzati virologici – ossia persone non solo guarite da Covid-19 ma il cui test si è dimostrato negativo al virus Sars-Cov-2 – sono 592. 902 invece i dimessi dagli ospedali. 2068 i ricoverati (quattordici in meno rispetto a ieri pomeriggio), di questi 350 nei reparti di terapia intensiva (-2). E’ è proprio la minor pressione sui repari ospedalieri la buona notizia di oggi.


Oltre 112 mila i tamponi effettuati finora e 20.275  i veneti attualmente in isolamento domiciliare. “I tamponi positivi – ha affermato il presidente della Regione Luca Zaia nel suo puntoi stampa quotidiano – aumenteranno i prossimi giorni, per un motivo molto semplice: abbiamo 8-10 mila tamponi fermi in frigorifero da processare. Sono tamponi fatti anche fino a sei giorni fa, perché mancano i kit di reagenti. “La situazione è sotto controllo, ma con alcuni focolai in particolare nelle case di riposo. Non siamo nella condizione di alcuni giorni fa con 15-18 persone in più in terapia intensiva ad ogni bollettino. Ma non bisogna abbassare la guardia, per questo dico ai veneti che un dato da solo non dà una tendenza. Abbiamo un’ordinanza restrittiva in essere da riconfermare. Questa settimana è cruciale”.

I dati del Vicentino. Le persone ricoverate a martedì 31 marzo  alle 16 erano 278, un numero ancora in aumento: 18 all’ospedale di Bassano, 18 in quello di Asiago, 100 nel covid-hospital di Santorso e 8 nell’ospedale di comunità di Marostica per quel che riguarda l’Ulss 7 Pedemontana; 102 a Vicenza, 19 a Noventa, 13 a Valdagno per l’Ulss 8 Berica. 44 quelle in terapia intensiva (26 a Vicenza, 6 a Bassano, 12 a Santorso): un numero che non solo non si sta contraendo ancora, ma che invece è cresciuto, in un giorno, di 9 unità. Ieri i decessi son stati due: un’anziana di 87 anni di Asiago, morta all’ospedale di Santorso, e un anziano di Sovizzo di 81 anni, deceduto al San Bortolo. Complessivamente nel Vicentino sono morte 67 persone. I vicentini contagiati sono 1275, oltre 2600 le persone in sorveglianza attiva domiciliare. 72 le persone dimesse dagli ospedali in terra berica.

La raccolta fondi della Regione. Sono già 18,5 i milioni di euro raccolti dalla Regione Veneto grazie alle donazioni di privati, aziende ed enti. Tane piccole gocce ma anche alcune offerte molto significative, come, per quel che riguarda il Vicentino, i 500 mila euro donati dalla Cereal Docks di Camisano e altrettanti da Rino Mastrotto di Arzignano. Tutte le donazioni, ha ribadito Zaia, serviranno per sostenere spese legate all’epidemia: “Per la quale come Regione abbiamo già speso in particolare in attrezzature e materiali 92 milioni di euro ad oggi” ha concluso Zaia.

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