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Così i chili di troppo fanno salire il rischio cancro in maschi e femmine

Che sovrappeso e obesità facciano lievitare le possibilità di ammalarsi di vari tipi di cancro non è una novità. In base agli esiti di un recente studio, un team di ricercatori internazionali ha però concluso che ad essere particolarmente pericoloso sarebbe proprio l’allargamento del girovita, più per le donne che per gli uomini.

Lo studio e le differenze fra i due sessi

La nuova indagine, sostenuta dal World Cancer Research Fund, da Caser Research UK e Diabetes UK e coordinata dall'Università di Bristol e dall'Agenzia per la Ricerca sul Cancro, ha coinvolto oltre 100mila persone e, concentrandosi in particolare sul cancro al colon, i dati sono stati analizzati utilizzando il metodo di ricerca noto come «randomizzazione Mendeliana» che usa le informazioni genetiche come strumento per misurare gli effetti del grasso corporeo sul rischio di sviluppare un tumore.  Gli esiti indicano che avere un indice di massa corporea (BMI, Body Mass Index) più elevato è particolarmente pericoloso per gli uomini, mentre il grasso che si concentra sul girovita fa salire il rischio di sviluppare una neoplasia soprattutto per le donne. «Il nostro studio sottolinea l'importanza di concentrarsi maggiormente su sovrappeso e obesità nelle strategie di prevenzione del cancro in tutto il mondo — commenta Emma Vincent, autrice principale della ricerca ed epidemiologa all'Università di Bristol —. Ora ci stiamo concentrando per comprendere a fondo i meccanismi che portano il grasso corporeo a causare un carcinoma colon-rettale. Nel frattempo è però fondamentale che le persone capiscano a fondo quanto sono determinanti i chili di troppo e un'alimentazione scorretta nell'aumentare le probabilità di ammalarsi».

Girovita che si allarga: parametri da monitorare

Secondo le più recenti stime, l’eccessivo sovrappeso è responsabile diretto in Italia di circa il 3% di tutti i tumori negli uomini e del 7% di quelli nelle donne. «Molte sono le ricerche ancora aperte, ma le informazioni finora disponibili non lasciano spazio ai dubbi — ricorda Saverio Cinieri, presidente eletto dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) —: obesità e sovrappeso sono fra i fattori di rischio noti per i tumori di endometrio, colon retto, esofago, rene, pancreas e seno, specie fra le donne in post menopausa». Diversi studi in precedenza hanno rilevato che ad essere particolarmente pericoloso sarebbe proprio l’allargamento del girovita durante gli anni dell’età adulta. In particolare, più taglie si prendono tra i 20 e i 50 anni, peggio è. Quali sono i parametri da monitorare? «Per tenere sotto controllo il proprio peso corporeo sono importanti due parametri — risponde Cinieri, che è direttore dell'Oncologia Medica e Breast Unit dell’Ospedale Perrino di Brindisi —: l’indice di massa corporea che si ottiene dividendo il peso (espresso in chilogrammi) per il quadrato dell’altezza. Un valore di BMI inferiore a 25 indica una persona normopeso; da 25 a 30 si è sovrappeso; da 30 a 40 indica obesità e oltre 40 una grave forma di obesità. Il BMI rappresenta un indice approssimativo poiché non tiene conto del tipo di costituzione fisica, della localizzazione dell’adipe e delle masse muscolari. Un altro valore da considerare è la circonferenza della vita (misurata all’altezza dell’ombelico), che è un indice del tessuto adiposo addominale in relazione al rischio di malattie cardiovascolari e dismetaboliche e che non dovrebbe superare gli 80 centimetri».

Tumori più aggressivi e difficili da curare

La ricerca scientifica, negli ultimi anni, ha chiarito che l’eccessivo peso non solo fa crescere le possibilità di ammalarsi, ma anche di morire di cancro. Chi è obeso rischia di sviluppare forme più aggressive e difficili da curare, così come ha maggiori probabilità di avere una recidiva di un precedente tumore o di andare incontro a complicanze durante le cure. Nel paziente obeso il trattamento rischia di essere ridotto o eccessivo a causa della differente distribuzione del farmaco che si verifica nel grasso corporeo. Fortunatamente sappiamo anche che dimagrire contribuisce, concretamente, a migliorare la situazione. «Oltre un terzo delle neoplasie non si svilupperebbero a fronte di stili di vita corretti — conclude Cinieri —. Fare regolarmente attività fisica, seguire un'alimentazione corretta e non avere chili di troppo si confermano fondamentali nella lotta ai tumori. Per i sani e per chi di cancro si è già ammalato e può contribuire a tenere lontano una recidiva».

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