I carburanti subiscono una nuova impennata, e dal Consiglio straordinario dell'UE sulla crisi dei prezzi di elettricità e gas, la commissaria Kadri Simson suona l'allarme: «Nessun segnale che i prezzi scendano dai record attuali. Si tratta di un fenomeno globale e tutto il mondo ne è colpito». In Lussemburgo i ministri dell'Energia non trovano l'intesa: i prezzi non caleranno ma a dicembre – comunica la Simson - sarà presentato il pacchetto completo per la de-carbonizzazione del mercato del gas e per il mercato dell'idrogeno. La Cina sta lottando per evitare un crollo delle forniture, avviando addirittura la riapertura delle miniere di carbone, mentre gli Stati Uniti sono preoccupati per l'inverno, con le tensioni dei prezzi che si ampliano anche al mercato del petrolio e del carbone. «Questa quindi non è una situazione specifica per l'Europa – chiarisce IL commissario europeo per l'energia - ma siamo in una posizione più vulnerabile di altri”. Da parte sua, il ministro della Transizione Cingolani rassicura: “ L'Italia, con l'85% delle riserve di gas, resta a un valore superiore alla media europea”.

L'aumento record dei prezzi di gasolio e benzina avrà un effetto valanga sull'intero sistema agroalimentare. A dirlo la Coldiretti, che ricorda come in Italia l'85% dei trasporti commerciali avvenga su strada. Il tema dei rincari coinvolge inevitabilmente anche San Marino, ed è stato sollevato in Consiglio, con PSD e Movimento Democratico che invocano una strategia sull’approvvigionamento energetico, che contemperi riduzione dei costi, maggiore indipendenza dalle fluttuazioni e riduzione delle emissioni climalteranti. Gli aumenti - fino al 300% per l’energia elettrica e fino al 600% per il gas - si ripercuoteranno sull'Azienda dei Servizi ed in definitiva anche sulla “bolletta nazionale” – avvertono i due partiti, che guardano con favore alla costruzione di una centrale idroelettrica interna, un bacino imbrifero con annesso turbina per la produzione di elettricità. Come alternativa, l'inserimento in progetti internazionali di costruzione di centrali elettriche da fonti rinnovabili. “Finanziare, congiuntamente ad altri investitori, una centrale in cui San Marino detenga quota parte sufficiente per il proprio approvvigionamento – scrivono - è una strada percorribile che permetterebbe di poter fregiarsi di stato verde, di risparmiare in prospettiva sui costi elettrici e di migliorare la propria indipendenza energetica”.

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