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Covid-19, l’aumento dei contagi spaventa i mercati

Pesa sui mercati di Ferragosto l’incognita del Covid-19, che, complici i viaggi dei vacanzieri, rialza la testa. La Gran Bretagna, di fronte a un aumento dei casi di contagio, ha imposto la quarantena alle persone in arrivo dalla Francia, aprendo la strada alle ritorsioni di Parigi. L’Italia è alle prese con i rientri da Spagna, Grecia, Malta e Croazia.

DECESSI RECORD IN USA, DOMANI IL SUMMIT TRA I BIG

Intanto, negli Usa ieri si sono registrati 1.499 decessi in un giorno, il più alto numero di morti da maggio. Secondo un’indagine del New York Times, 200mila persone in più rispetto alla media sono morte a partire da marzo. Questo significherebbe 60mila casi in più rispetto a quelli direttamente dovuti al coronavirus. Insomma, sulla tanto sperata ripresa a V dell’economia si profila l’ipoteca più inquietante, quella di una nuova frenata, se non di uno stop. Una conferma in tal senso arriva stamane dalla Cina: sia le vendite al dettaglio che il mercato immobiliare risultano ancora in calo, contro le previsioni degli economisti. I mercati, prendono atto delle nuove ombre, ma non disperano che l’incontro di domani tra Liu He e Robert Lightizer, i responsabili delle trattative sui commerci tra Cina e Usa, possa portare a qualche significativo progresso.

TONFO DI CISCO, TORNA A SALIRE L’ORO

Deboli i listini cinesi, frenati anche da dati deludenti sulla produzione industriale. In ribasso Seul (-1,27%) dopo il forte aumento dei casi di contagio. In controtendenza Tokyo (+0,7%).

Contrastata Wall Street. Ha chiuso in ribasso l’indice S&P500 (-0,2%) dopo aver toccato un nuovo record nel corso della seduta. Giù anche il Dow Jones (-0,29%). Sale il Nasdaq (+0,27%) grazie alla spinta di Apple. Da segnalare il tonfo di Cisco: -11,2% dopo i conti.

Torna a crescere l’oro, trattato stamane a 1.952 dollari l’oncia. In lieve risalita i rendimenti dei t Bond: i mercati stentano a digerire i titoli emessi dal Tesoro Usa all’asta.

PETROLIO A 45 DOLLARI: INTESA STORICA TRA UAE E ISRAELE

La notizia più importante, però, arriva dal Medio Oriente. Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che Israele e gli Emirati Arabi Uniti normalizzeranno i loro rapporti diplomatici. Dopo Egitto e Giordania, gli Emirati sono il terzo Paese arabo a stabilire relazioni ufficiali con Israele, che congela per il momento l’annessione dei territori palestinesi. Nasce ufficialmente l’asse tra Gerusalemme e il mondo sunnita, cioè l’Arabia Saudita.

In lieve rialzo il petrolio: Brent a 45,04 dollari al barile. Piatti i futures sulle Borse europee, in modesto rialzi quelli Usa.

LE ASTE DI FERRAGOSTO PREMIANO IL TESORO

Il calo dei sussidi di disoccupazione negli Usa, per la prima volta sotto un milione di richieste dall’inizio della pandemia, non è stato sufficiente a rianimare i mercati europei, condizionati dal calo dei volumi. Ma non è il caso di parlare di clima vacanziero: il Tesoro, infatti, quest’anno non è andato ferie per sfruttare la favorevole inclinazione dei mercati (ovvero gli interventi della Bce). E la scelta di Gualtieri è stata premiata: il ministero ha infatti collocato l’intero importo preventivato di 6,75 miliardi, ma con rendimenti in sensibile calo, avviati verso il minimo storico.

Sono stati collocati 2,75 miliardi di titoli a 3 anni scadenza agosto 2023 a un rendimento di 0,08% contro lo 0,30% di metà luglio. È il livello più basso da febbraio. Rapporto domanda/offerta in crescita a 1,63 volte da 1,57.

Assegnati anche 2,75 miliardi di BTP a 7 anni allo 0,72%, il minimo da febbraio, contro lo 0,95% di luglio. Il rapporto tra domanda e offerta è migliorato a 1,43 volte, da 1,38.

Infine, bene anche i titoli a lungo. Collocati 1,25 miliardi di BTP 30 anni scadenza settembre 2050 a 1,91% di rendimento, minimo da marzo 2015.

IL DECENNALE ALL’1,02%, CONTRO LO 0,31% DELLA SPAGNA

Sul secondario, il Btp 10 anni, benchmark di riferimento, è stato scambiato a un rendimento dell’1,02%, con lo spread a 142 punti base. Un risultato confortante in vista della ripresa degli appuntamenti della Bce (prima riunione il 10 settembre). Ma merita ricordare il distacco rispetto agli altri: il Bund a 10 anni rende il -0,44%, il titolo spagnolo di uguale lunghezza lo 0,31%, quello inglese lo 0,22%, il T bond Usa lo 0,66%: resta difficile trovare un Paese ancora Investment Grade come l’Italia (BBB-) che presenti questi rendimenti.

PIAZZA AFFARI FRENA DOPO QUATTRO RIALZI

Si ferma la corsa dei listini. A differenza di Wall Street, In Europa lo Stoxx 600 è ancora a circa 14 punti percentuali dai massimi storici. Piazza Affari, dopo 4 sedute in rialzo, perde lo 0,88% (scendendo a 20.257 punti). In linea i risultati di Francoforte (-0,52%), Parigi (-0,61%) e Madrid (-0,55%). In ribasso Airbus (-1,3%): gli Usa non hanno levato i dazi sull’aeronautica. Più debole Londra (-1,45%). Pesa lo stacco delle cedole di diverse blue chip.

CORRE BANCO BPM, MPS IN ROSSO FINO AL 2022

Rallentano a Piazza Affari gli acquisti sui bancari, sugli scudi nelle ultime sedute per l’attesa di nuove aggregazioni. Fanno eccezione Banco Bpm (+3,57%) e Popolare di Sondrio (+2,8%). Monte Paschi (-0,13%) nonostante la doccia fredda in arrivo con la semestrale, da cui emerge la previsione di perdite fino al 2022 a causa “dell’evoluzione dello scenario macroeconomico” legato alla pandemia.

Tra i finanziari bene Unipol (+0,88%), che ha arrotondato la quota di controllo di UnipolSai all’84,67% in una giornata di flessioni per l’indice del comparto (-0,4%), zavorrata dal tracollo del colosso olandese Aegon (-14% ad Amsterdam) dopo un utile pre-tasse inferiore alle stime.

BRILLANO LE TLC EUROPEE, MA TIM SOFFRE

In Europa brillano le tlc (+1,3% lo Stoxx di settore), sostenute dal rally di Deutsche Telekom. Al contrario Telecom Italia (-1,6%) è tra i peggiori del listino: non si sblocca il contenzioso sulla rete.

In leggera flessione Mediaset (-0,66%), che, a fronte della proposta di Vivendi di trovare un accordo, ha risposto che è aperta a esaminare proposte concrete, senza però rinunciare al risarcimento.

RIMBALZO DELLA ROMA, GUIZZO DI ISAGRO

Balzo della Roma (+4,5% a 0,31 euro), sempre più lontana dal prezzo di 0,1165 euro dell’Opa obbligatoria che il miliardario texano Friedkin dovrà lanciare a seguito del passaggio di controllo del club capitolino.

Denaro anche sulle azioni Isagro ordinarie e risparmio in asta di volatilità dopo un balzo rispettivamente del 17,6% e del 15,3%.

AIM, VOLA LA DEBUTTANTE SOURCESENSE: +50%

Sul listino Aim, rally di Sourcesense. Il titolo, ieri al debutto, ha fatto un balzo del 50% a 1,95 euro.

In calo energetici e petroliferi: Tenaris perde l’1,8%, Saipem l’1,4%, Eni l’1%.

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