Roma, 19 giu. (Adnkronos) – Vaccinazione eterologa? “E’ una espressione comprensibile solo da una minoranza, che comunque la collega all’omonima fecondazione in cui il seme viene da un donatore e non dal partner. Dunque è una formulazione fuorviante. Il comune cittadino non sa di cosa si parla”. A rispondere all’Adnkronos sulla possibile confusione ingenerata dall’uso di neologismi medici durante la pandemia è la linguista Valeria Della Valle, accademica corrispondente della Crusca, che afferma: “Il primo dovere delle istituzioni dovrebbe essere comunicare in modo chiaro con parole ed espressioni che tutti i cittadini possano capire. In quest’ottica non va bene neanche il termine ‘crossing vaccinale’, perché le due parole messe insieme complicano le idee. Mentre l’espressione chiara per tutti potrebbe essere ‘vaccinazione mista’, dato che il richiamo viene effettuato con un farmaco diverso da quello usato nella prima dose”.