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Covid, lo studio sull’immunità indotta dal vaccino Moderna: “Anche con un quarto di dosaggio dura sei mesi”

Scienza

Covid, lo studio sull’immunità indotta dal vaccino Moderna: “Anche con un quarto di dosaggio dura sei mesi”

Secondo gli studiosi, sulla base delle sperimentazioni cliniche del vaccino, è probabile che la risposta immunitaria duri molto più a lungo di 6 mesi perché hanno osservato che la memoria immunitaria dura in tutti i gruppi di età, inclusi gli over 70

Quanto dura l’immunità da vaccino? Sono diversi gli studi sul tema. Uno degli ultimi pubblicati riguarda l’immunità data dal composto a Rna messaggero sviluppato dalla società Usa Moderna. Secondo questa analisi, pubblicata su Science, con un dosaggio più basso (circa un quarto) di quello standard l’immunità dura almeno 6 mesi, e non ci sono indicatori che le persone vaccinate abbiano bisogno di un richiamo. Lo spiegano i ricercatori del La Jolla Institute for Immunology in California. Secondo gli studiosi, sulla base delle sperimentazioni cliniche del vaccino, è probabile che la risposta immunitaria duri molto più a lungo di 6 mesi perché hanno osservato che la memoria immunitaria dura in tutti i gruppi di età, inclusi gli over 70. “La memoria immunitaria è rimasta stabile, e questo è impressionante – ha commentato Shane Crotty, uno dei ricercatori – Questo è un buon indicatore della durata dei vaccini a Rna”.

I ricercatori hanno confrontato i pazienti guariti dal Covid con i partecipanti alla sperimentazione del vaccino di Moderna, dove avevano ricevuto una dose da 25 microgrammi (un quarto della dose standard autorizzata dalla Food and drug administration) di Moderna durante la fase I. “Volevamo vedere se un quarto della dose era capace di indurre una risposta immunitaria”, ha spiegato Jose Mateus Trivino, primo autore dello studio. Hanno così visto che le cellule immunitarie T e la risposta degli anticorpi, anche con il dosaggio più basso, è ancora forte. Il vaccino stimola infatti una risposta immunitaria adattativa alla proteina spike del virus SarsCoV2, quasi identica a quella che si ha con l’infezione naturale. Lo studio non dimostra però che un dosaggio più basso del vaccino di Moderna offra la stessa protezione di quello standard, concludono i ricercatori, “perché servirebbe un’altra sperimentazione per verificarlo”.

L’immunità da vaccino “dura in funzione del tempo intercorso dalla vaccinazione e dalla predisposizione genetica dei singoli individui a rispondere ad uno stimolo di un antigene (sostanza estranea all’organismo nda). In genere – spiega il numero uno di Aifa, Giorgio Palù – gli anticorpi anti-SARS-CoV-2 si mantengono nel sangue anche oltre sei mesi mentre le cellule della memoria antigene-specifiche (linfociti T, B, cellule plasmocitoidi a lunga durata) anche ben più di un anno. Col tempo ovviamente, senza richiami adeguati, tutti i vaccini perdono efficacia nel prevenire sia l’infezione sia la malattia. Attualmente in Italia, secondo gli studi dell’Istituto Superiore di Sanità, il livello di protezione dal contagio è sceso al 70-75 per cento da oltre il 90% iniziale per i vaccini a mRNA. In Israele, su una popolazione omogenea vaccinata con Pfizer, la protezione dal contagio è scesa al 50 per cento. Uno studio californiano dimostra che da giugno a luglio il livello di protezione è sceso dall’80 per cento al 60 per cento”.

Lo studio su Science

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