Il ministro della Salute ha parlato anche della scuola: "Il rientro in classe è un rischio ma difendo la scelta con la forza"

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, cauto sulle riaperture alla vigilia del ritorno in zona arancione di gran parte delle regioni. “Serve molta gradualità e attenzione, non dobbiamo bruciare le tappe”, ha Roberto Speranza ospite a ‘Che Tempo che Fa’ aggiungendo: “La vicenda della Sardegna lo dimostra”.

Il ministro ha parlato anche del rientro in classe degli studenti. Sulla riapertura delle scuole “siamo consapevoli del rischio perché è evidente che l’apertura delle scuole comporta un aumento di movimento ma abbiamo fatto una scelta come governo che condivido e difendo con forza – ha spiegato – Grazie alle scelte fatte abbiamo accumulato un piccolo tesoretto e per dare un segnale lo abbiamo investito sulla scuola”.

Poi Speranza si è soffermato sul caos AstraZeneca. “Quello di AstraZeneca è un vaccino efficace e sicuro. “Lo hanno fatto anche il presidente Draghi e il commissario Figliuolo – ha affermato – Ci sono stati problemi di comunicazione ma è ancora un’arma importante che abbiamo”. Poi ha aggiunto: “Se la seconda dose del vaccino al personale scolastico verrà fatta con AstraZeneca? Sì. I dati che abbiamo ci dicono che se non c’è stata reazione avversa con la prima dose non ci sarà con la seconda. Così dicono i nostri scienziati”.

Sulla campagna vaccinale invece il ministro ha puntato il dito sulla mancanza di produzione propria. “Sui vaccini l’Ue paga soprattutto la mancanza di produzione propria ma l’idea di comprare insieme i vaccini è stata giusta. La soluzione non poteva essere tutti contro tutti in Europa. Fare meglio non significa fare da soli”. 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata