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Covid, una conferenza stampa su strategie di contrasto e scienza al servizio della comunità

Si è svolta il 23 ottobre a Milano una importante Conferenza Stampa organizzata dalla Fondazione Allineare Sanità e Salute con il duplice scopo di illustrare le strategie di contrasto a Covid 19 e rinnovare nel contempo l’appello per una Scienza al servizio della Comunità, in grado di promuovere un reale dibattito scientifico e un confronto alla pari, senza pregiudizi o esclusioni a priori.

Per gli aspetti di carattere sanitario ha relazionato il Dott. Alberto Donzelli, già Dirigente di Sanità Pubblica, mentre sulla necessità di un confronto scientifico trasparente e senza censure è intervenuto il Prof. Alberto Contri, docente di comunicazione sociale; il Dott. Sandro Sanvenero, Presidente Commissione Albo Odontoiatri, OMCeO di La Spezia ha moderato l’evento.

A supporto della trasversalità dell’evento e del fatto che le tematiche affrontate non debbano incontrare preclusioni né ideologiche né partitiche, hanno portato il loro saluto deputati e senatori (alcuni a titolo personale) di tutto l’arco costituzionale: da Rizzo di Comunisti Italiani a Malan di Fratelli d’Italia, nonché due parlamentari europei; nessuna rappresentanza invece da parte di LeU e del Pd.

Fornire informazioni sulle strategie di contrasto a Covid 19 è molto importante, sia perché l’argomento è stato colposamente trascurato dai grandi mezzi di informazione, sia perché la conoscenza aiuta a superare la paura, alimentata spesso in modo esagerato, che fa considerare l’infezione da coronavirus quasi una condanna a morte.

Per quanto riguarda la strategia di lotta alla Covid-19 è stato affermato che cinque sono i pilastri, tra loro complementari, che dovrebbero essere considerati:

1- prevenzione primaria ambientale;

2- prevenzione primaria comportamentale;

3- profilassi vaccinale;

4- contrasto a cure sbagliate e iatrogene;

5- promozione di terapie anche precoci che si mostrino sicure, economiche, sostenibili e di ragionevole efficacia.

Purtroppo le strategie governative fino ad oggi si sono focalizzate sulla sola profilassi vaccinale, ma anche gli altri approcci sono importanti e meritano di essere approfonditi. La Conferenza stampa del 23 ottobre si è concentrata in particolare sulla strategia numero 5 perché, con i primi freddi e con l’aumentato rischio di infezioni respiratorie, alcuni consigli e terapie possono risultare provvidenziali.

I prodotti/principi attivi di cui si è parlato sono stati scelti in base a criteri di efficacia molto promettente, in base a studi di disegno valido (randomizzati controllati) favorevoli presenti nella letteratura scientifica, integrati da studi osservazionali coerenti. Qualora le prove non fossero definitive, sono stati considerati anche prodotti/principi attivi a patto che siano anche:

– sicuri (primum non nocere!);

– biologicamente plausibili;

– economici (con un costo-opportunità molto favorevole per il singolo e la comunità);

– accessibili (o che lo possano rapidamente diventare);

– senza megasponsor commerciali e ricercatori con grandi conflitti di interessi.

Complessivamente ne sono stati identificati undici: nel corso della conferenza si è parlato di ivermectina, budesonide inalatorio, iodopovidone, fluvoxamina, indometacina, curcumina + piperina, cumino nero (nigella sativa), quercetina, melatonina, iota-carragenano, sitagliptin. Alcuni utili principi attivi si possono assumere anche attraverso la dieta, come curcuma specie se in aggiunta a pepe nero, cumino nero, quercetina, di cui sono ricchi capperi e cipolle rosse.

Ancor più importante l’altro problema sollevato nel corso della conferenza sulla necessità che si riapra finalmente uno spazio per un dibattito scientifico trasparente e, per quanto possibile, libero da conflitti di interesse. Purtroppo assistiamo ad atteggiamenti spesso arroccati su posizioni dogmatiche, che si fregiano di essere “scientifici” ma che ne sono l’esatto contrario, dimenticando che anche la medicina è costellata di esempi di posizioni scientifiche minoritarie, apparentemente “eretiche” e tragicamente derise, ma che nel tempo si sono dimostrate veritiere. L’appello sopra richiamato, formulato nel 2019 e sottoscritto da oltre venti associazioni, ribadiva “fiducia nel fatto che la scienza, libera da interessi e pressioni, sappia risolvere i problemi, non con pregiudizi o esclusioni a priori da parte degli scienziati numericamente prevalenti in un certo periodo, ma basandosi sulla ricerca osservazionale e sperimentale”.

Del resto l’art.33 della Costituzione afferma che: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”, e ciò implica che un dibattito fondato sull’accettazione del metodo scientifico non può essere soppresso, neppure dalle istituzioni. Il disagio e il malessere presenti nel paese richiedono alla politica un grande sforzo per stemperare il clima “pesante” che tutti noi respiriamo, cominciando proprio dal garantire un ambiente antidogmatico, favorevole al libero dibattito scientifico, trasparente ed esente da conflitti di interessi, condizione essenziale per il progresso della scienza, della conoscenza e dell’intera società. Ci auguriamo che i politici presenti si facciano interpreti e artefici di queste istanze.

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