Italy

Cristiano Ronaldo e Rooney: un’amicizia messa a rischio da un ‘occhiolino’

A volte nella narrazione di una storia la parte più complicata è quella iniziale. Perché bisogna capire dove partire. In questo caso bisogna scegliere il protagonista tra Cristiano Ronaldo e Wayne Rooney, con la chiosa finale per Sir Alex Ferguson. Ronaldo e Rooney sono stati per tanti anni compagni al Manchester United, non si sono mai pestati i piedi in campo e fuori. Due personalità diverse talmente complementari da risultare quasi perfette. Un tandem che ha regalato trionfi ai Red Devils, inclusa la Champions del 2008. Ma c'è stato un momento in cui Ronaldo e Rooney sono stati nemici, non solo perché si sfidarono in un quarto di finale di un Mondiale.

Il Mondiale del 2006 lo ricordano tutti gli appassionati italiani. Quarti di finale di super lusso: Germania-Argentina, Italia-Ucraina, Francia-Brasile e Portogallo-Inghilterra, gara fondamentale per entrambe le nazionali. I portoghesi da 40 anni non arrivano tra le prime quattro di un Mondiale, mentre gli inglesi speravano di tornarci dopo la semifinale del 1990. Tra Scolari e Eriksson è anche una grande rivincita, due anni prima nell'Europeo 2004 nei quarti i portoghesi vinsero ai rigori. Pure nella sfida del 2006 il Portogallo festeggiò dopo i calci di rigore, che gli inglesi raggiunsero in modo eroico, facendo le barricate e difendendosi quasi senza punte. Perché dopo un'ora di gioco venne espulso Wayne Rooney. Rosso diretto per un fallo su Carvalho, che all'epoca giocava nel Chelsea e lo stava menando ben bene. Fin qui nulla di nuovo considerato che otto anni prima Beckham fu espulso per qualcosa di simile e l'Inghilterra venne eliminata ai calci di rigore nel Mondiale del 1998. Ma dopo quel rosso ci fu un occhiolino malizioso di Cristiano Ronaldo, che fece la fortuna dei tabloid. Un occhiolino che per qualche giorno mise a repentaglio una bella amicizia.

Il legame di amicizia tra Cristiano Ronaldo e Wayne Rooney

Sono sempre stati amici, forse tranne nei giorni che hanno preceduto (e nelle ore che hanno fatto seguito) Portogallo-Inghilterra dei Mondiali 2006. Di Rooney, ancora oggi CR7 conserva un buon ricordo, queste le parole dette al canale YouTube Goalhanger Films: "Un ragazzo fantastico, speciale. Quando sono arrivato in Premier mi ha aiutato tanto. In attacco c’era tanta concorrenza: c’era Tevez, c’era Saha, ma avevamo un bravo allenatore come Sir Alex Ferguson, in grado di gestire tutto. Io i primi tempi non parlavo inglese e spesso non capivo quello che diceva Wayne, il suo dialetto di Liverpool. Ma avevamo un bel rapporto che si è rafforzato soprattutto sul campo. Il 2008 credo sia stato il nostro miglior anno perché abbiamo vinto la Champions, tre titoli in generale. Ho ricordi meravigliosi di quella stagione e di tutti gli anni vissuti a Manchester con Wayne".

L'episodio dell'occhiolino in Portogallo-Inghilterra

Rooney è protagonista di uno scontro con Carvalho. L'inglese, che aveva rischiato di non disputare Germania 2006 aveva su di se un forte peso sulle spalle da settimane, e all'ennesima provocazione reagisce male e viene espulso. L'Inghilterra resta in 10. Il mondo crolla addosso al bomber e pure alla nazionale, che perderà ai calci di rigore. Ronaldo non partecipa attivamente, ma chiede il cartellino rosso. Poi le telecamere mostrano mentre fa l'occhiolino, un gesto malizioso che innesca enormi polemiche. Lui tempo dopo gettò acqua sul fuoco per quel gesto e disse che Rooney capì meglio di altri cosa era successo: “I media crearono un polverone per quell’episodio. Fu un gesto che fece tanto rumore. Non era riferito, però, all’espulsione di Rooney, ma a un’altra situazione. Fu un momento davvero complicato per me perché ero terrorizzato che al mio ritorno in Premier la gente mi avrebbe cominciato a fischiare negli stadi. Tornato a Manchester parlai con Wayne di quell’espulsione. Lui capì il mio punto di vista e mi disse: ‘Cristiano, il passato è passato. Parliamo del presente e impegniamoci a vincere trofei insieme".

La versione di Rooney

A Rooney cadde il mondo addosso. Quel rosso gli avrebbe impedito di giocare le fasi finali di quel Mondiale e dopo quella sconfitta fu criticatissimo da tifosi e media britannici, tanto quanto Ronaldo. Ma il bomber dello United sentiva su di se il peso dell'eliminazione. Ma nonostante ciò non sfogò la sua rabbia sull'amico CR7 che con quell'occhiolino un po' di rogne se le poteva aspettare. Al ‘Times' il più grande bomber del Manchester United e della nazionale inglese anni fa ha raccontato:

Ricardo Carvalho mi tratteneva e mi spingeva e poi è arrivato Petit dall’altro lato. L’arbitro, Elizondo, non ha fatto niente e quindi io ho schiacciato il mio piede addosso a Carvalho. Sapevo che mi avrebbe espulso e negli spogliatoi ho visto il resto della partita su una piccola TV, pensando: ‘Se vinciamo, mi squalificano per la semifinale e per la finale. E se perdiamo è colpa mia’. È stata le peggiore e la più strana sensazione che abbia mai avuto in carriera.

L'occhiolino di Ronaldo? Mi sono messo nei suoi panni, probabilmente avrei fatto lo stesso. Se il rosso fosse stato meritato e ci avesse aiutato a vincere, certo che lo avrei fatto. Ci parlammo subito. Mi ha guardato come per chiedermi scusa, ma io pensavo già allo United. Gli ho detto che non avevo problemi con lui. ‘Goditi il torneo e buona fortuna. Ci vediamo tra qualche settimana e cerchiamo di vincere il campionato'.

Football news:

Robertson about VAR: vogliamo solo la coerenza. Sono ammessi gli stessi errori
In URSS, solo il calcio è stato discusso a caldo. Nel 1947, lo scrittore Steinbeck e il fotografo Militare Capa viaggiarono per L'Unione e andarono a una partita in Georgia
Joan Laporta: Barcellona e Champions League sono una storia di successo in rovina. Voglio riportare il club in cima al calcio mondiale
Cavani si è scusato per la parola di Negrito su Instagram: sono contro il razzismo. Meno volevo offendere qualcuno
Leo guiderà la Nazionale tedesca per L'Euro
Klopp su van Dyke: il Suo ginocchio sembra non importa, ma per il ginocchio, che recentemente è stato operato, sembra bene
Pirlo non discute le tattiche con i giocatori della Juve. Dybala e Kulusewski non capiscono le loro sfide sul campo (Corriere della Serra)