Italy

Da Eni a Enel, da Poste a Mps e Enav: le aziende dove lo Stato è padrone

controllo pubblico

di Giuliana Ferraino

Il ritorno del capitalismo di Stato, con l’ingresso imminente dello Stato in Autostrade, strappata al controllo della famiglia Benetton dopo il crollo del Ponte Morandi, e Alitalia, commissariata da oltre 3 anni dopo il passo indietro di Etihad, non è una novità, anche se la pandemia ha accelerato insieme al ritorno di nazionalismo e protezionismo tendenze già in atto a livello globale. Del resto il ministero dell’Economia (Mef) continua a controllare un grande numero di aziende, quotate e non, per scelta o per necessità, oltre ad avere quote di minoranza in moltissime imprese, non sempre strategiche.

Cominciamo dalla partecipazioni in società quotate in Borsa a Piazza Affari. Il Mef è azionista di controllo nella Banca Monte Paschi di Siena con una quota del 68,25%; in Enav, la società che garantisce il controllo del traffico aereo civile, con il 53,28%, in Enel con il 23,59%, nel gruppo petrolifero Eni direttamente con il 4,34% e indirettamente attraverso la Cassa depositi e prestiti con il 25,76% . Nel gruppo per la difesa Leonardo il Tesoro detiene il 30,20%; in Poste italiane il 29,26% diretto, mentre la Cdp ha una partecipazione del 35%.

Fanno poi capo allo Stato un gruppo di società con strumenti finanziari quotati, tra cui le Ferrovie dello Sato (il Mef ha il 100%), la Rai (99,56%); Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (100%); la Cassa depositi e prestiti, che opera come una sorta di fondo di investimento pubblico e sua volta entra nel capitale di molte società, inclusa Tim (82,77%); e Amco, società di asset management (100%).

Lunga la lista delle società non quotate che vedono il Mef come azionista: Arexpo , la società per la riconversione dell’ex area expo a Milano (39,28%); Consap, la Concessionaria servizi assicurativi pubblici (100%); Consip, la società che ha il ruolo di centrale di acquisti nazionale per le pubbliche amministrazioni (100%); Equitalia giustizia (100%); Eur, la società per la gestione e lo sviluppo del patrimonio immobiliare (90%); Gse, il Gestore dei servizi energetici (100%); Invimit Sgr, la società di gestione del risparmio attraverso fondi comuni di investimento immobiliare chiusi; l’Istituto poligrafico e zecca dello Stato (100%); l’Istituto luce–Cinecittà, che opera come braccio operativo del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo (100%); il Mefop, la società per lo sviluppo del mercato dei fondi pensione (59,05%); Ram, la Rete autostrade mediterranee (100%); Sogei, la Società generale di informatica (100%); Sogesid, società di ingegneria per il territorio (100%); Sogin, la società di degli gestione impianti nucleari e ora dielel scorie (100%); Sose, impresa di soluzioni per il sistema economico (88,8%); Sport e salute, ex Coni Servizi, (100%); STMicroelectronics holding, che controlla la società italo-francese di componenti elettronici a semiconduttore, quotata in Borsa (50%); e Studiare sviluppo, la società che supporta le Amministrazioni centrali nell’attuazione di programmi e progetti cofinanziati dai Fondi strutturali e di investimento europei e da risorse nazionali, principalmente nel settore delle politiche di coesione (100%).

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