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Da Red&Toby (Rossi e Tonini) a Mau Fu-Gat passando per la ''staffetta'' in Provincia: Ghezzi racconta Piergiorgio Cattani (e la politica trentina) con ''Creatura Futura''

Il testo realizzato dall'ex direttore dell'Adige e consigliere provinciale Paolo Ghezzi è un'esplosione di affetto per Cattani, scomparso all'improvviso l'8 novembre 2020. A un anno dalla sua morte ecco una sorta di auto-biografia di quello che è stato uno degli intellettuali più importanti degli ultimi decenni del territorio. Un testo che racconta la grandezza dell'uomo e ripercorre alcuni passaggi fondamentali della politica provinciale (visti da dietro le quinte con retroscena inediti e divertenti considerazioni) partendo dalla ''staffetta'' che era prevista in Aula tra lui e Ghezzi e che poi ha portato Zanella in consiglio provinciale 

TRENTO. Piergiorgio Cattani aveva previsto che le mie dimissioni avrebbero scatenato un putiferio politico. E così è stato. Io ho messo nel conto incomprensioni e delusioni tra chi mi aveva dato fiducia tra l’estate e l’autunno 2018:ma su un paio di centinaia tra lettere, reazioni e messaggi, le «condanne» senza appello della mia decisione le ho contate sulle dita di due mani. Quello che non avevo previsto, nella mia beata e «impolitica» ingenuità, era che il sindaco di Trento (per la cui vittoria al primo turno Futura è stata decisiva) avrebbe approfittato del subingresso di Zanella in Consiglio provinciale (e delle sue conseguenti dimissioni da assessore comunale) per punire con una rappresaglia Futura, manganellando pubblicamente la sua presunta «irresponsabilità» e togliendo a Futura, unica tra le forze della coalizione, l’assessorato che le spettava (e che il nostro Corrado Bungaro aveva già gestito e sarebbe stato pronto a riprendere in mano)''. E' questo un passo di ''Creatura Futura'', l'ultimo libro di Paolo Ghezzi edito da ViTrenD, il marchio di Vita Trentina Editrice per la diffusione nazionale, e dedicato al Piergiorgio Cattani, giornalista, filosofo e teologo, intellettuale e leader politico, scomparso all'improvviso, un anno fa, l'8 novembre 2020.

Il testo (scritto ''a quattro mani'' come spiega Ghezzi perché ci sono molti passaggi dello stesso Cattani) sarà presentato al Vigilianum sabato mattina ed è un'esplosione di affetto per quello che è stato uno dei più grandi intellettuali che il nostro territorio abbia prodotto negli ultimi decenni. Ed infatti il libro scatena nel lettore il sentimento del rimpianto, a prescindere: in chi non l'ha conosciuto e a questo punto avrebbe voluto conoscerlo, in chi l'ha conosciuto ma non a fondo quanto avrebbe meritato e, infine, in chi lo conosceva bene ma ha dovuto interrompere quel viaggio in sua compagnia, improvvisamente, quella domenica di novembre. In quest'ultima, fortunata, rispetto alle due precedenti, categoria c'era senza dubbio Paolo Ghezzi, ex consigliere provinciale di Futura, frontman del movimento, da quando è nato, nel 2018, fino al 21 novembre dell'anno scorso quando, con una mossa inaspettata, arrivata due settimane dopo la morte di Cattani, si è dimesso.

Su questa vicenda il libro svela diversi retroscena, a partire dal più importante e decisivo quello della ''staffetta'' che Ghezzi e Cattani avevano deciso da tempo di mettere in campo. Nel libro vengono pubblicate le chat di Wathsapp tra i due amici dalle quali emerge la volontà del primo di lasciare il consiglio e di cedere il testimone al secondo per una ''prima'' in consiglio provinciale straordinaria e dirompente. ''Piergiorgio si era convinto - spiega a il Dolomiti Ghezzi - e con il tempo si era rafforzata in lui la volontà di fare questo ingresso in consiglio provinciale, qualcosa che credo sarebbe stato quasi rivoluzionario. Una mente così lucida, un grande intellettuale che entrava in Aula non solo per portare la sua battaglia di testimonianza (Ghezzi aveva già preso le misure dell'ascensore per vedere se la carrozzina di Cattani poteva entrare, per esempio, ndr) ma anche per dare il suo grande apporto dialettico e di confronto''.

E paradossalmente dai messaggi che Cattani si scambia in quei giorni con Ghezzi emerge una sorta di ''timore'' per l'allora presidente della Lega Alessandro Savoi. ''Sì è vero - sorride l'autore del libro -. Era in qualche modo preoccupato dei conflitti verbali che avrebbe potuto avere con lui. Piergiorgio che era persona attentissima alle parole, al linguaggio, al pensiero esercitato nella sua forma più nobile probabilmente temeva il Vir Cembranus Savoi'' che, è inutile nasconderlo, è più noto per i gestacci, le parolacce e gli insulti che per le sue capacità dialettiche e politiche in generale. Il libro, quindi, è anche un interessante viaggio dietro le quinte della politica provinciale. Ghezzi ci racconta quel che accadde da outsider ''prestato'' alla politica. ''Io sono in politica per colpa tua'', ricorda l'autore a Cattani nel libro ironicamente perché, spiega a ilDolomiti, ''mi avevano cercato gli autoconvocati Zanella e Merighi, i Verdi, i dellaiani, ma io, molto semplicemente, a Piergiorgio non sapevo dire no e quando mi ha convocato lui a casa sua e mi ha fatto il suo appello non ho potuto dirgli di 'no' e così è cominciata quell'avventura bellissima che è stata Futura''. 

Un'avventura che in consiglio ha visto Ghezzi incontrare (e in qualche caso anche scontrarsi) con i vari esponenti di maggioranza e opposizione. Ci sono Red & Toby nemici amici, cosi l'autore del libro e Cattani chiamavano la coppia Rossi e Tonini (e sta a voi scoprire il perché) ci sono Pak (Pacher che Cattani definisce ''il nostro vero idolo''), c'è il Kas ''improbabile e non imparziale presidente del consiglio provinciale''. C'è il difficile rapporto con le opposizioni spesso, per Ghezzi, troppo ''tenere'' con il fugattismo e c'è lui, Mau Fu-Gat ''modesto apostolo provinciale del salvinismo'' che ''rivendica la virtù del 'volare basso' come sinonimo di concretezza e pragamatismo''. Insomma ce n'è per tutti i gusti e davvero c'è tanto da scoprire di pagina in pagina. Un libro che, com'era Piergiorgio Cattani, contiene tanto, tantissimo, sfaccettature varie e diversissime tra loro. Ci sono capitoli più intimisti, che raccontano la sfera più personale del protagonista dell'opera (molto forti i ricordi della ''donna della sua vita'', del fratello e dei tanti che gli hanno voluto bene) e altri dove emerge la grande fede che il laico Cattani aveva, la passione per lo studio delle religioni in particolare per quella ebraica.

Insomma c'è tanto tantissimo di questa ''creatura Futura'' che ha lasciato un segno indelebile nella cultura e nella società trentina. ''Il mio libro spero possa servire ad aprire una riflessione futura - conclude Ghezzi -. La fortuna è che Piergiorgio nel tempo ha scritto tantissimo, ha fatto innumerevoli lavori, testi, articoli, libri. C'è una miniera di informazioni, idee, proposte, analisi che aspettano solo di essere riordinate. La sua voglia di scoprire, il suo amore per la vita, la sua curiosità, la sua passione politica rivivono nei suoi scritti e anche nella sua creatura politica, Futura. A due anni dalle provinciali ci sono praterie per rilanciare quel progetto. Senza di lui non sarà facile, me ne rendo conto, ma quel che ci ha insegnato e ci ha lasciato è tanto e può aiutarci a riconoscere quanto bella può essere la politica che è prima di tutto relazione. Lui era quello che ricuciva sempre, paziente, pioniere del pensiero e politico empatico e affettuoso nell'amicizia''. Una Creatura Futura che continua a dire la sua grazie a quelle ''parole che resistono''.

Sabato 30 ottobre, alle 10.30, a Trento al Polo culturale Vigilianum in via mons. Endrici, 14 (prenotazione obbligatoria via mail: [email protected]) il libro sarà presentato da Diego Andreatta (direttore di Vita Trentina), Maria Chiara Cattani (la nipote maturanda), Claudia Merighi (sua vicepresidente in Futura Trentino), i giornalisti Enrico Rufi (Radio Radicale) e Luca Pianesi (Il Dolomiti). I diritti d’autore saranno destinati a Unimondo, la testata on line che Cattani ha diretto con passione, fino alla fine.