ROMA - Le lacrime di Ancelotti, l'omaggio degli All Blacks, lo stop al decimo minuto durante le partite di Serie A. E ancora: il murales del Santos accanto a Pelé e Pepe, la maglia speciale della Lazio e la "Coppa Maradona" in Argentina. Il calcio e i suoi protagonisti ricordano, in ogni angolo del mondo, Diego Armando Maradona, scomparso mercoledì scorso a 60 anni.

Stadio Diego Armando Maradona, l'omaggio di Napoli in timelapse

Serie A, tutti fermi al 10′

E' il primo weekend senza Maradona. Così la Fifa ha imposto il minuto di silenzio prima dell'inizio di tutte le partite di calcio del fine settimana. Il massimo organismo del pallone ha inviato una circolare a tutte le Federazioni e, nella propria sede di Zurigo, sono state esposte a mezz'asta tutte le bandiere, comprese quelle dei 211 Paesi membri. In Italia però si va oltre: durante le gare del nostro campionato ci si fermerà al decimo minuto di gioco per omaggiare ulteriormente il Pibe de Oro. E' già successo nei primi anticipi del sabato, con tante immagini di Diego proiettate sui maxi-schermi. Il Napoli giocherà con una maglia a righe verticali bianche e azzurre, in stile Argentina. Inoltre la Lazio, impegnata domenica alle 12:30 all'Olimpico contro l'Udinese, scenderà in campo con una maglia speciale con incisa la scritta "Adios". L'iniziativa è a scopo benefico: le casacce indossate saranno messe all'asta sul sito MatchWornShirt e i fondi raccolti saranno donati per aiutare due associazioni non profit campane: "PICCOLI PASSI GRANDI SOGNI ONLUS" e "ASSOCIAZIONE DON PIETRO OTTENA APS". Entrambe di Torre Annunziata, e già sostenute da Ciro Immobile e dalla sua famiglia, le due onlus sono da anni impegnate in attività di solidarietà sociale sul territorio.
(reuters)

Ancelotti in lacrime, Tevez non gioca

La commozione sul volto, poi le lacrime non più trattenute. Carlo Ancelotti non ce l'ha fatta a nascondere le proprie emozioni durante il minuto di silenzio in onore di Diego Maradona prima del match di Premier League tra il suo Everton e il Leeds, guidato dall'argentino Marcelo Bielsa che a sua volta è apparso commosso. Un grande amico di Maradona e oggi leader del Boca tanto amato da Diego, l'ex juventino Carlos Tevez, non è stato convocato per il match degli 'Xeneizes' contro il Newell's Old Boys, in programma domenica. Il tecnico Miguel Ángel Russo ha stabilito che lo stato d'animo dell'Apache, in crisi anche a seguito del ricovero del padre Segundo colpito da Covid, non era quello adatto per scendere in campo.

Morto Maradona, l'obelisco di Buenos Aires si illumina con la scritta "Grazie Diego"

Gli altri omaggi, nasce la "Coppa Maradona"

Non solo calcio. A Newcastle, prima del match di rugby tra Nuova Zelanda e Argentina valido per il torneo Tri Nations, c'è stato il toccante omaggio per Diego. Il capitano degli All Blacks, Sam Cane, ha posato una maglia numero 10 con il nome di Maradona nel cerchio centrale del campo di gioco in segno di rispetto per il giocatore e tutta la squadra ha eseguito la celebre Haka. In Brasile il Santos, storica squadra di Pelé, ha dedicato al 'Diez' un enorme murales accanto a quelli di O Rey e di Pepe prima dell'ingresso del centro sportivo. In Francia, durante Marsiglia-Nantes, dopo aver siglato il rigore del 3-0, l'attaccante argentino Dario Benedetto, ex Boca, ha indicato il mega striscione sugli spalti dedicato a Maradona.

Tornando in Italia, i giocatori della Vis Pesaro giocheranno il match a Padova indossando i calzettoni neri della terza divisa, con stampato davanti il numero 10 bianco sulla gamba sinistra. In Argentina tutto lo staff di Maradona ha deciso di lasciare il Gimnasia la Plata. Sebastian Mendez, Adrian Gonzalez, Hernan Castex e Nicolas Czechowicz, fa sapere l'ultimo club allenato da Diego, hanno deciso di rassegnare immediatamente e irrevocabilmente le proprie dimissioni in segno di rispetto. E sempre in Argentina è già nata la "Coppa Maradona": così si chiamerà infatti la 'Copa Liga Profesional', torneo nazionale calcistico argentino, che avrà anche come logo un'immagine dell'ex fuoriclasse sudamericano, di schiena e con l'immancabile numero 10, durante la finale dei Mondiali 1986 contro la Germania.