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Damilano: “Aprire cantieri e creare lavoro, l’idea di un tunnel urbano: un piano Marshall per la città”

TORINO. Cinque pilastri da cui partire per cambiare Torino. Un «piano Marshall per la città» che punta sull’apertura dei cantieri e sul «liberare le gru per creare occupazione». Il programma di Paolo Damilano è incentrato sul rilancio dell’economia. Macro temi generali a cui ha aggiunto, durante l’ultima fase della campagna, altre promesse come l’abbassamento del biglietto dei mezzi pubblici a un euro e la ricollocazione entro giugno dei lavoratori dell’ex Embraco.

1. VIABILITÀ
Per l’imprenditore il sistema tangenziale di Torino è un semicerchio, incompleto. E la tangenziale est è un’opera priva di fonti finanziarie. L’attraversamento della città dura 40 minuti in tangenziale, circa un’ora nel traffico urbano. O, percorrendo la riva del Po, sono 18 chilometri su un asse che dovrebbe essere destinato allo svago. La soluzione, per Damilano, è un tunnel urbano. «Fatelo partire nel territorio di Moncalieri e fatelo correre per quasi 20 chilometri sino all’interconnessione con la SR11. Immaginatelo svilupparsi prevalentemente sotto la riva sinistra del Po. Il tunnel potrebbe avere nodi e interconnessioni utili a smaltire il traffico sia leggero che pesante». L’investimento necessario sarebbe di 1,5 miliardi, finanziati in parte anche da pedaggi.

2. SICUREZZA
Per Damilano la sicurezza «si ottiene con una azione coordinata con le altre istituzioni e con tutti i mezzi: illuminazione, pulizia, investimenti, pattugliamento diurno e notturno e infine denuncia all’autorità giudiziaria dei colpevoli dei reati urbani». Nel programma prevede sei punti su cui agire. Il primo è un Piano di risk management metropolitano. Poi c’è la revisione del protocollo sulla sicurezza urbana integrata, con la fissazione di target di attività e un cruscotto di rendicontazione. Il terzo è la formazione e introduzione dei poliziotti di quartiere. Altro aspetto è l’educazione diffusa alla legalità. Poi l’imprenditore intende potenziare il contrasto alle attività del crimine organizzato. Ultimo punto è il monitoraggio anticorruzione sui contratti pubblici.

3. LAVORO
Al lavoro è dedicato un paragrafo del programma che analizza la situazione attuale e offre una visione generale su come si pensa di agire, senza ricette precise. «Il lavoro si crea con le attività economiche, la programmazione dell’attività comunale privilegerà ciò che crea lavoro. Misure specifiche saranno subito varate, come i cantieri di lavoro pubblico per fronteggiare l’emergenza e più progetti di servizio civile universale. Per ridurre il mismatch, a Torino sarà più facile entrare nel circuito delle ricerche di lavoro, grazie a una app di skill audit dei lavoratori, consultabile dai datori di lavoro potenziali», scrive la coalizione di centrodestra nel programma. Molto spazio è dedicato al commercio e al turismo.

4. PERIFERIE
«Quando i quartieri erano Borghi, Torino era un città policentrica», è la premessa agli interventi per le periferie. La distanza tra il centro e le altre zone per Damilano deve essere colmata «con strategie disegnate non sul territorio ma intorno alle persone e ai loro bisogni». Ecco alcune promesse: «Garantiremo sicurezza anche grazie a un nuovo progetto di polizia di vicinato e di miglioramento dell’arredo urbano e dell’illuminazione; realizzeremo i nuovi programmi di housing; rafforzeremo il piano di ristrutturazione degli edifici scolastici; ci sarà un programma di rilancio dei luoghi sociali e culturali; assicureremo i servizi anagrafici e per i Neet ci sarà una “Scuola della seconda opportunità” per il recupero degli anni scolastici perduti e al reinserimento nel lavoro».

5. TRASPORTI
Per la mobilità urbana, una eventuale giunta targata Damilano ha previsto 11 punti. Tre rappresentano gli elementi di novità su cui il candidato vuole puntare: «La città erogherà un incentivo fiscale temporaneo a tutti gli imprenditori che rottameranno un veicolo commerciale a combustione interna sostituendolo con uno a zero emissioni»; si studierà la fattibilità di una monorotaia, integrabile con la rete metropolitana e di superficie esistente e si vuole introdurre un sistema di «Microtransit» per aiutare soprattutto anziani e disabili. A questi si aggiungono la sostituzione della flotta di bus anche con mezzi a idrogeno.

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