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Ddl Zan il giorno dopo: la battaglia per i diritti continua

Erano stati tantissimi i post di personaggi famosi e non che avevano risposto alla call-to-action di Vanity Fair per chiedere l'approvazione del disegno di legge proposto da Alessandro Zan. Sono stati altrettanti a reagire all’affossamento in Senato del Ddl. Se all’interno dei partiti del centrosinistra è aperta la ricerca a chi non ha votato e gran parte del centrodestra continua negli applausi di ieri in aula, quanti sono fuori dalla politica vedono soprattutto i giochi di partito che hanno portato al blocco di una legge che in questa legislatura non vedrà a luce.

«L’Italia dimostra per l’ennesima volta di essere un paese incivile» dice nelle sue stories Emma Marrone, «Mi dispiace per tutte le persone che non saranno protette e tutelate. Nel 2021 invece di fare un passo avanti stiamo tornando nel Medioevo». Luciana Littizzetto rincara la dose: «Ha vinto l'odio».

«Ho trovato gli applausi e gli sfottò delle espressioni miserabili, indegne di un popolo che si definisce democratico e civile. I diritti umani sono di tutti ed è stato davvero penoso assistere a quello spettacolo. Alcuni partiti si definiscono liberali ma mi sa che non lo sono affatto» ha detto Paola Turci, intervistata dal quotidiano La Stampa. «C’è un centro sinistra sempre più diviso e sgretolato; questa poteva essere una loro battaglia e hanno fatto ben poco. Il voto segreto penso che ci dica questo e la definizione di partiti liberali non è esatta perché all’interno ci sono troppe anime diverse».

Sono gli applausi dal centrodestra a fare più male, ma c’è chi guarda anche all’interno del centrosinistra. Fedez accusa Matteo Renzi. «Si proclamava paladino dei diritti civili ed è lo stesso che oggi pare sia volato in Arabia Saudita mentre si affossava il Ddl Zan? Per celebrare la libertà di parola organizziamo una partitella a scarabeo con Kim Jong-un? Gran tempismo. Comunque bravi tutti». Senza parole si dice Annalisa.

Per Marco Mengoni «non è politica quando ci si schiera contro i diritti fondamentali. Non è politica quando si applaude ad una sconfitta per la società. Provo un profondo senso di vergogna». «Pensavo fosse il Senato e invece era l'Olimpico» scrive su Twitter Antonella Clerici.

Nel centrodestra si era espressa a favore Alessandra Mussolini. Ha votato a favore Elio Vito in Forza Italia, che ha lasciato uno dei suoi incarichi proprio in conseguenza del risultato.

Francesca Pascale, l'ex compagna di Silvio Berlusconi: «Provo profonda tristezza. La sinistra che fallisce, la destra omofoba e violenta che perde ovunque quando sono gli italiani a decidere ma che, purtroppo, continua a dettare la linea politica. Oggi alcuni senatori sghignazzavano e applaudivano il proprio trionfo, quasi come se fosse una testimonianza di virilità. Li ho trovati imbarazzanti e soprattutto beffardi sulla pelle delle vittime dell'omofobia».

Il pensiero di molti è però quello sintetizzato da Emma Bonino. «La battuta d’arresto del Ddl Zan non fermerà la nostra battaglia per i diritti».\