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De Luca: Il Governo destini al Sud il 50% dei fondi europei, se no è la fine della questione meridionale

“Al Sud il 50% dei fondi europei, o è bene che il Governo nazionale dichiari morta la questione meridionale”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, intervenendo oggi in Consiglio regionale della Campania. Sul riparto dei fondi europei, ha spiegato De Luca, “c’è in atto già oggi uno scontro e dobbiamo saperlo. Non è stato detto in alcuna sede ufficiale qual è la percentuale di risorse destinate al Sud. In una delle ultime riunioni della Conferenza delle Regioni, quando la Regione Campania ha proposto di acquisire perlomeno la percentuale del 40% per l’area meridionale, c’è stata una levata di scudi da parte dei colleghi del Nord del Paese. Il 40% delle risorse destinate al Sud non è niente di più o di meno di quel che ci è dovuto: è esattamente la proporzione degli abitanti del Sud rispetto al totale nazionale. Neanche rispetto a questo abbiamo trovato un’intesa”.
Secondo De Luca “è chiaro che, se vogliamo dare senso a una politica meridionalista, noi dobbiamo puntare a ottenere perlomeno il 50% delle risorse, un minimo di risorse aggiuntive, altrimenti è bene che il Governo nazionale dichiari morta la questione meridionale, perlomeno evitiamo di prenderci in giro. Da questo punto di vista dovremo combattere: si prevede una riduzione di 700 milioni di euro nel nuovo Por per la Campania perché entrano nel novero delle Regioni svantaggiate altre due Regioni, quindi già rischiamo di avere una riduzione delle risorse. Dalle notizie che circolano, il meccanismo per consumare questa truffa ai danni del Sud dovrebbe essere una riduzione del cofinanziamento nazionale rispetto ai fondi europei. Questo rischia di far arrivare al Nord il 65% delle risorse. E’ evidente – ha concluso De Luca – che questa è in qualche misura la partita decisiva”.

Blocco di interessi nel Centro-Nord, il Sud deve dar battaglia

“La partita dei fondi europei e dei finanziamenti europei è decisiva per i nostri territori. Siamo impegnati in una battaglia politica che vedrà una contrapposizione di interessi tra aree meridionali e aree del Centro-Nord del Paese”, ha aggiunto il presidente della Regione. “Quando si tratta di operare il riparto delle risorse – ha detto – abbiamo verificato che vi è un blocco di interessi assolutamente trasversale nelle Regioni del Centro-Nord che tiene insieme le forze politiche di centro, di destra e di sinistra, senza alcuna distinzione. Sarebbe ora a mio parere che le forze politiche e istituzionali del Sud del Paese cominciassero ad essere consapevoli del problema e cominciassero a comportarsi in maniera conseguente. Siamo in questa situazione e saremo nei prossimi mesi chiamati a fare una battaglia politica, mi auguro unitaria per quanto riguarda noi e per quello che riguarda le Regioni del Sud, perché è evidente che questo significherebbe mettere la parola fine su qualunque ipotesi di riequilibrio territoriale e di rilancio dello sviluppo e dell’occupazione nelle regioni del Sud”.


Un ambiziosissimo progetto di rilancio in 5 punti

De Luca ha anche parlato anche di un “progetto ambiziosissimo di rilancio della Campania” basato su “5 punti, 5 obiettivi fondamentali”. Il primo punto, ha spiegato è “l’acquisizione di un piano industriale in grado di collocare l’apparato produttivo della Campania in maniera non drogata nell’ambito del mercato mondiale, facendo leva sui punti di eccellenza che abbiamo”. Il secondo è “la soluzione definitiva di quelle che sono state per decenni le criticità della Campania, cioè: il problema ambientale, dei rifiuti, del ciclo delle acque, della depurazione della logistica campana”. Gli altri punti sono “la qualità urbana, con la riqualificazione di interi territori della nostra regione, partendo dalla realizzazione dei masterplan, da interventi importanti nelle periferie urbane e da un piano casa; la valorizzare dei valori di fondo dell’anima della regione, la solidarietà, la cultura”. E infine, ha concluso De Luca, “il punto più importante di tutti, un punto trasversale che tocca tutti i settori: quello di operare una sburocratizzazione radicale della Regione Campania e la digitalizzazione totale di tutti i servizi e di tutte le attività della Regione, cercando di portare la Regione Campania a essere la prima in Italia per la digitalizzazione dei suoi servizi. Dobbiamo recuperare cose che non siamo riusciti a fare negli anni precedenti, ma questo è un obiettivo strategico”.

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