Italy

"Diffamatorie e misere...". Esplode la guerra dei 5s È rottura con Casaleggio

Scontro a distanza Conte-Casaleggio, con l'ex premier impegnato in una diretta online coi deputati grillini ed il figlio del co-fondatore del Movimento CinqueStelle ospite da Lucia Annunziata a Mezz'ora in più su RaiTre. Nel calderone entra un po' tutto, a partire dal dilemma movimento o partito per definire la compagine grillina, fino ad arrivare ai dissapori connessi all'associazione Rousseau, che tanto hanno fatto discutere in questi ultimi tempi.

Movimento o partito?

Da un lato Giuseppi parla in videoconferenza della necessità di guardare avanti, senza per questo dover abbandonare le "cinque stelle"."Movimento o partito? A noi le classificazioni non importano un fico secco ma dobbiamo strutturarci bene a partire dai territori", afferma l'avvocato del popolo, anche se queste sue parole ambigue non convincono per nulla il presidente dell'associazione Rousseau. "Non credo che trasformare il Movimento in un partito sia la strada giusta", dice alla Annunziata Davide Casaleggio, ricordando anche come il padre avesse in merito alla questione le idee ben chiare. "Mio padre ha sempre pensato al M5S come Movimento ben diverso dall'organizzazione di partito del Novecento. Non si può pensare a un'organizzazione funzionale a un'organizzazione dell'altro secolo, è cosa non più di attualità", puntualizza ancora il presidente dell'associazione Rousseau. "Forse non sono più di attualità neanche i movimenti. Oggi si pensa a una platform society, di un nuovo modo di interagire sulle singole battaglie per dare modo alle persone che voglio impegnarsi o vogliono dare il proprio contributo civico". Il M5S, tuttavia, ha cambiato irrimediabilmente pelle rispetto alle origini: "Questo movimento non aspirava ad arrivare al governo, è stata un'evoluzione naturale", aggiunge Casaleggio. "Mio padre pensava che sarebbe successo, ma non lo vedeva come un obiettivo: pensava che potessero cambiare i fatti che lo indignavano. L'obiettivo che si poneva con il Movimento in Parlamento era lo stesso di prima che entrassero: voleva portavoce, terminali di un movimento più radicato nella società".

Il problema Rousseau

Come già anticipato da Vito Crimi, il M5S intende continuare ad utilizzare una piattaforma per garantire la prosecuzione del confronto tra gli iscritti, pur facendo a meno di Rousseau, società con la quale è in atto un contenzioso."Al Movimento serve una piattaforma tecnologica sia per gestire gli iscritti, e per la democrazia diretta che è nel nostro Dna", aveva infatti dichiarato il parlamentare grillino ieri durante l'assemblea dei deputati. Tuttavia "la piattaforma deve essere gestita in totale autonomia dal Movimento e non da un soggetto terzo".

Un concetto ribadito quest'oggi anche da Conte, il quale, tuttavia, preferisce non entrare direttamente nel dibattito "Sono testimone del fatto che la questione dei rapporti con Rousseau la dovete chiarire", dice ai deputati in videoconferenza."Io sono l'ultimo arrivato e non posso intervenire in un rapporto consolidato negli anni, che va chiarito da chi lo ha visto svilupparsi negli anni". L'unica soluzione fattibile, pertanto, sarebbe quella di "affidare il voto online a una società esterna che gestisca altri servizi".

Più duro, a riguardo, Davide Casaleggio il quale, analizzando l'evoluzione ed i dibattiti interni al Movimento, lancia una frecciata. "Penso che nel Movimento ci sia un grande dibattito su tante tematiche politiche come è giusto che ci sia", spiega Casaleggio alla conduttrice. "Altra questione è entrare nel merito delle regole, come per esempio mettere in difficoltà finanziaria Rousseau, all'interno della quale io non percepisco stipendio, per mettere sul tavolo il terzo mandato o le candidature dal basso, in sostanza per mettere in discussione le caratteristiche fondamentali del M5s. Spero che non sia così. A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, come diceva Andreotti". Parole che hanno provocato una reazione rabbiosa ai vertici del Movimento.

L'affondo di Crimi

"Non mi sono mai prestato ad alimentare pubblicamente polemiche", replica il senatore pentastellato, "ma ho appena appreso che Davide Casaleggio avrebbe detto che ci potrebbe essere stata una azione volontaria da parte del Movimento di mettere in difficoltà economica l’associazione Rousseau al fine di poter derogare al limite dei due mandati". Crimi rigira le accuse contro l'Associazione, rea di impedire il voto che potrebbe sbloccare 7 milioni e 400mila euro delle famose restituzioni.

Parole, quelle pronunciate da Casaleggio, che vengono definite da Crimi "non solo false, ma diffamatorie e misere a fronte del fatto che i portavoce del Movimento 5 stelle hanno versato oltre 3 milioni e mezzo di euro per la piattaforma Rousseau". Gli arretrati mai versati dai parlamentari grillini espulsi comunque restano, così come quelli di chi non ha ancora restituito le somme pattuite."Non c’è nessuna intenzione di andare per le vie legali con Rousseau. Il M5s è titolare degli iscritti e di tutto quello che ciò comporta, andremo avanti qualunque sia la piattaforma", conclude Crimi.

Difficile, tuttavia, che la vicenda non si concluda in un'aula di tribunale, viste le cifre da capogiro in ballo e le pesanti ruggini tra le parti in causa.

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