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Dimissioni Conte e crisi di governo: le ultime notizie politiche in diretta

Ieri il premier Giuseppe Conte ha preso atto della mancanza di una maggioranza solida a suo sostegno e ha rimesso il mandato nelle mani del presidente della Repubblica. Oggi il presidente della Repubblica ha aperto le consultazioni. Conte ha passato la palla al capo dello Stato ma è al lavoro per creare le condizioni per un reincarico, un «Conte ter» sostenuto da un ampia maggioranza. In concreto, gli servono 12-15 senatori (come spiega Alessandro Trocino). L’appello con cui Conte ieri sera, in un post su Facebook, ha chiamato alle armi tutte «le voci che hanno a cuore le sorti della Repubblica», per un nuovo governo «che offra una prospettiva di salvezza nazionale», è aperto a tutti, sovranisti esclusi (ne scrivono Marco Galluzzo e Monica Guerzoni). Ma il premier potrebbe finire «bruciato»: l’alternativa potrebbe passare per Fico e Franceschini a Palazzo Chigi (come spiega qui Francesco Verderami).

Ore 22.15 - I numeri a favore di Conte
Con l’arrivo del senatore Vitali, la maggioranza virtuale a favore di un Conte Ter passa a quota 158. I voti potenziali potrebbero diventare 159 se si aggiungerà, come prevede l’Ansa, un’altra senatrice azzurra, Anna Carmela Minuto. Sono due voti in più di quelli con cui onte aveva ottenuto la fiducia la scorsa settimana, anche se in quel caso c’era stato il sostegno di tre senatori a vita (Monti, Segre e Cattaneo) che non possono essere considerati parte organica della maggioranza.

Ore 22.00 - Il calendario delle consultazioni di domani
Domani mattina riprenderanno le consultazioni al Quirinale. Il presidente Mattarella incontrerà alle 10 il gruppo “Per le autonomie (Svp-Patt, Uv)” del Senato. A seguire ci saranno i rappresentati dei gruppi Misti del Senato e della Camera e il gruppo Europeisti-Maie—Cd. Nel pomeriggio tra le 16 e le 16.45 proseguiranno i colloqui con le componenti del Misto. E alle 16.45 sarà la volta di Liberi e Uguali. Alle 17,30 toccherà a Italia Viva e alle 18,30 al Pd. Il centrodestra e il M5S sono stati convocati per venerdì pomeriggio, i primi alle 16 e i secondi alle 17.

Ore 21.44 - Di Battista: «Renzi deve rimanere fuori dalla porta»
«Mi rivolgo ai parlamentari, perché Renzi è un’altra cosa. I parlamentari di Italia Viva torneranno nei loro territori si dovranno rendere conto che rappresentano il popolo e non un rappresentante delle lobby. L’obiettivo di questa crisi, di una parte di establishment è quella di fare fuori il presidente del Consiglio». Così Alessandro Di Battista intervistato ad Accordi e disaccordi sul Nove. «Per me — ha aggiunto —Renzi deve rimanere fuori dalla porta».

Ore 21.26 - Vitali lascia Forza Italia: «Sosterrò Conte»
«Cari colleghi, come doverosamente comunicato alla presidente, ho preso la decisione di sostenere il professor Conte. Ho espresso sempre la mia perplessità sulla situazione attuale. È stato un onore lavorare con voi». È quanto comunicato dal senatore di Forza Italia Luigi Vitali ai colleghi di Palazzo Madama, dopo aver sentito al telefono la capogruppo Anna Maria Bernini.

Ore 21.07 - La nota del M5S: «A Renzi non interessa il Paese»
«Prendiamo atto che Matteo Renzi è tornato ad avere lo stesso atteggiamento che ha portato a una crisi incomprensibile e scellerata. La complessità e delicatezza dell’attuale fase politica dovrebbe richiamare tutte le forze politiche alla responsabilità, per il bene dei cittadini italiani. Un comportamento che il Movimento 5 Stelle sta tenendo, insieme ad altre forze politiche. Evidentemente a tutto questo il senatore di Italia Viva non è interessato».

Ore 20.30 - Landini (Cgil): «Folle l’ipotesi di andare al voto»
«Io spero che questo Paese possa avere rapidamente un governo nel pieno delle sue funzioni. Trovo folle l’ipotesi di andare al voto e che non si affrontino i veri problemi che abbiamo di fronte. La gente comune non capisce perché non si affrontano seriamente i problemi del Paese e il voto non è la soluzione», dice il segretario della Cgil Maurizio Landini, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. «Penso che la scelta di Renzi sia incomprensibile e anche contraddittoria, avendo detto circa un anno fa no al sovranismo e si ad un governo europeista. Queste ragioni ci sono ancora oggi, quindi troverei un capolavoro al rovescio che gli stessi che hanno fatto questo governo oggi vogliano andare al voto. Io penso che debbano trovare il modo di mettersi d’accordo. Oggi il problema è quello di di allargare la partecipazione, coinvolgendo ancora di più le parti sociali».

Ore 20.08 - Salvini: «FI nel governone? No, per il bene di Berlusconi»
«Mi rifiuto di pensare a un governo Pd-5 Stelle-Leu Boldrini e Forza Italia, mi rifiuto io a nome di Forza Italia per il bene che voglio a Silvio Berlusconi, a FI e per l’idea del centrodestra che governa la maggioranza dei comuni e delle regioni nel Paese. La domanda non è con chi, ma per fare cosa». Così il leader Matteo Salvini rispondendo a una domanda sull’ipotesi di un’entrata di FI come unica forza del centrodestra, in un governo di unità nazionale. E ha concluso: «No a governoni da Zingaretti a Di Maio, Boldrini e Berlusconi, non penso sia plausibile».

Ore 20.05 - M5s: «Chi mette in mezzo Di Maio vuole un governo tecnico»

Di Maio e Conte
Di Maio e Conte

«Luigi è una figura di riferimento e una risorsa per il Movimento, ma mettere in mezzo il suo e altri nomi in questo modo, in questo momento, è un chiaro tentativo di delegittimarlo» mettendolo contro Conte. «Noi non ci caschiamo ma, ad essere maliziosi, viene da pensare che questa operazione sia pensata da chi ha come obiettivo finale quello di arrivare a un governo tecnico...». Lo sottolineano fonti di primo piano del M5S, riportate dall’Ansa, sull’ipotesi di un premier 5 Stelle, con particolare riferimento al ministro Luigi Di Maio, rimbalzata anche in diverse dichiarazioni di esponenti politici, come Teresa Bellanova o Carlo Calenda. Lo stesso Di Maio nel pomeriggio aveva fatto riferimento a questi tentativi ribadendo però la sua assoluta lealtà a Conte.

«Ore 20.00 - Salvini: «Se c’è maggioranza per riforme ragioniamo. Oppure voto»
Se c’è in Parlamento una maggioranza disposta a sostenere poche riforme: fiscale, giustizia, lavoro, pensioni e cantieri ovunque, ragioniamoci, altrimenti se dobbiamo tirare a campare votiamo». Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, tornando ad esternare in serata nel corso di un convegno sulla Shoah. L’ex vicepremier non chiude dunque pregiudizialmente la porta ad una soluzione di tipo istituzionale. «La prima opzione che portiamo al Colle venerdì — ha precisato — è il voto, ma non è l’unica». Salvini ha poi spiegato che a suo parere l’unica possibilità di uscire dalla crisi con questo Parlamento sarebbe quella di «un governo a guida centrodestra».

Ore 19.40 - Pennacchi a Meloni: «Cara Giorgia, dite sì all'unità nazionale»
«Cara Giorgia ti prego: dite di sì all’unità nazionale. Dopo la seconda guerra mondiale e quella di liberazione, le forze socialcomuniste e cattoliche, da sempre acremente divise, seppero trovare quel minimo di concordia necessario a costruire assieme l’unità del popolo, una costituzione democratica repubblicana e il conseguente miracolo economico degli anni cinquanta e sessanta che portò l’Italia ad essere, dal Paese povero e sottosviluppato che era prima, la quinta o sesta potenza economica mondiale». Lo scrive lo scrittore Antonio Pennacchi, autore per Mondadori di Canale Mussolini (premio Strega nel 2010), in una «Lettera aperta a Giorgia Meloni», in cui evoca la necessità di costruire una nuova Italia «che non porti solo la nazione fuori dal Covid e dalla crisi economica ma che «getti le basi per una nuova Italia in una nuova Europa, sociale e democratica».

Ore 19.33 - Ok unanime Pd a relazione Zingaretti su Conte premier
La Direzione nazionale del Pd, riunitasi in via telematica, all’unanimità ha espresso voto favorevole sull’ordine del giorno presentato e sulla relazione del segretario Nicola Zingaretti, che ha chiesto il mandato per proporre al presidente della Repubblica un incarico a Giuseppe Conte per costruire un nuovo Governo.

Ore 18.50 - Renzi: «Gestione crisi opaca, lo scandalo dei gruppi improvvisati»

Renzi in un frame del videomessaggio
Renzi in un frame del videomessaggio

«In Parlamento assistiamo a un autentico scandalo, al tentativo di far passare delle persone non su un’idea ma su una gestione opaca delle relazioni personali e istituzionali. Assistiamo alla creazione di gruppi improvvisati». Lo ha detto Matteo Renzi in un video diffuso dal suo profilo Facebook. «Noi — ha aggiunto — siamo qui a dire con forza che, grazie a Teresa, Elena e Ivan, abbiamo rinunciato alle nostre poltrone perché vogliamo far prevalere le nostre idee. Continueremo a parlare di contenuti e non di poltrone». «Proprio adesso si gioca il futuro del Paese — ha poi sottolineato il leader di Italia Viva —. O risolviamo i punti aperti adesso o condanniamo i nostri figli e i nostri nipoti a vivere nel declino più totale». E ancora: «L’Italia si sta giocando l’osso del collo perché prima della crisi politica c’è una crisi economica, sanitaria ed educativa senza precedenti».

Ore 18.25 - Fico lascia il Quirinale: «Lavoriamo per il bene del Paese»
«Stiamo lavorando tutti per il bene del Paese». Con questa breve dichiarazione il presidente della Camera, Roberto Fico, ha lasciato il Quirinale dopo il colloquio con il presidente Mattarella. La prima giornata di consultazioni si è dunque conclusa. Nell’intervallo che ha separato gli incontri con i presidenti delle due Camere, il capo dello Stato ha anche avuto un colloquio telefonico con il suo predecessore, Giorgio Napolitano.

Ore 17.55 - Al Quirinale il presidente della Camera, Roberto Fico
Il l presidente della Camera, Roberto Fico, è arrivato al Quirinale per il colloquio con il presidente Mattarella. Quello di Fico è uno dei nomi «istituzionali» che trapelano in queste ore come possibile alternativa a Conte, qualora le forze politiche non trovassero un’intesa per un incarico «ter».

Ore 17.44 - Stabile lo spread Btp/Bund
Chiusura poco mossa per lo spread, che si colloca a 118 punti, poco mosso rispetto ai 117 dell’apertura. Il tasso del rendimento si attesta a 0,65%. Gli osservatori notano che i mercati sembrano credere ad una rapida soluzione della crisi di Governo giudicando poco probabile l’ipotesi di elezioni a sorpresa in Italia.

Ore 17.40 - Domani il gruppo Europeisti-Maie—Cd al Quirinale
Parteciperà alle consultazioni con Mattarella con uno slot proprio il gruppo Europeisti-Maie -Centro democratico. Sarà ricevuto domani mattina alle 11.50. Sempre in mattinata saranno ricevuti il gruppo delle Autonomie (alle 10) e le altre componenti del Misto del Senato

Ore 17.10 - Di Maio: «Massima lealtà a Conte»
«Tirano in ballo il mio nome col chiaro intento di mettermi contro il presidente Conte. Sanno benissimo che sto lavorando al fianco con lui, con la massima lealtà, per trovare una soluzione a questa inspiegabile crisi». Lo ha detto il ministro Luigi Di Maio nel corso di una riunione, commentando le parole dell’esponente Iv Teresa Bellanova. Nella stessa riunione Di Maio ha confermato l’intenzione del M5S di salire al Colle in occasione delle consultazioni facendo come «unico nome quello di Giuseppe Conte».

Ore 16.48 - Al via le consultazioni al Quirinale. Si parte con Casellati

Casellati e Mattarella
Casellati e Mattarella

La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, è arrivata al Quirinale per l’inizio delle consultazioni del presidente Mattarella. Dopo di lei toccherà al presidente della Camera, Roberto Fico. Da domani mattina si alterneranno invece le delegazioni delle forze politiche.

Ore 16.20 - Zingaretti: «Su Renzi e Iv legittimi dubbi per il futuro»
Per Zingaretti l’apertura della crisi da parte di Italia Viva è stata un gesto «irresponsabile» e anche «un errore politico sbagliato e grave» che ha interrotto il processo di rilancio dell’azione di governo. Il numero uno del Nazareno ha smentito di avere un problema «personale» con Matteo Renzi, nessun risentimento per le vicende passate, anche se nel rapporto con Iv ci sono «legittimi dubbi fondati per il futuro». «Nessun veto — precisa — ma un aspetto politico da tenere in considerazione». Zingaretti ha inoltre sottolineato che «siamo in un passaggio strettissimo della storia democratica» e che le scelte che verranno assunte in queste ore sono «importanti per il futuro della Repubblica».

Ore 16.16 - Zingaretti: «Conte punto di equilibrio credibile»

Nicola Zingaretti
Nicola Zingaretti

Il premier uscente, Giuseppe Conte, è un «punto di equilibrio in questo Parlamento» e quindi sarà questo il nome che verrà fatto al capo dello Stato durante le consultazioni al Quirinale. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, intervenendo alla direzione nazionale del partito, convocata per fare il punto sulla crisi. Ovviamente sarà la direzione a doversi esprimere sulla proposta del segretario ma dopo che altri esponenti del partito per tutta la giornata hanno insistito sul nome del capo del governo dimissionario, il via libera non sembra in discussione (il risultato si saprà alle 19). In un passaggio del suo discorso il segretario ha tuttavia specificato che non c’è alcuna intenzione di «chiuderci nelle nostre stanze a cercare un governo a qualunque costo», ma che la «cura giusta» per quella che ha definito una «Italia malata» è «un governo di legislatura, europeista, repubblicano, che rilanci lo sviluppo, socialmente giusto e attento agli ultimi». Zingaretti ha anche precisato che il Pd non ha «mai auspicato elezioni politiche anticipate» e, ha aggiunto, «non le vogliamo ora». Una puntualizzazione che, secondo il retroscena di Francesco Verderami, potrebbe anche significare che qualora non vada in porto l’opzione «Conte ter» il Pd potrebbe anche valutare un nome alternativo.

Ore 15.46 - Bellanova: «Non c’è solo Conte, nessun veto su Di Maio»
«Noi non poniamo veti su Conte e non subiamo veti da nessuno ma sicuramente non c’è solo Conte. Quello che ci interessa è come si affronta la crisi. Non discutiamo gli uomini , discutiamo prima dell’impianto programmatico». Lo ha detto la presidente di Italia Viva Teresa Bellanova a Tgcom24. Per meglio chiarire il concetto del «no veti», l’ex ministra all’Agricoltura ha spiegato che il suo partito non ha pregiudizi neppure di fronte ad un’ipotesi Di Maio premier.

Ore 15.12 - Tabacci: nuovi ingressi alla Camera, è al Senato che è difficile
«Oggi ci saranno nuovi ingressi nel gruppo qui alla Camera, ma sempre nell’ambito della maggioranza. È al Senato che è difficile, c’è da vedere». Così Bruno Tabacci, leader di Centro democratico, componente del gruppo Misto alla Camera. Tabacci non conferma le indiscrezioni relative a nuovi ingressi nel gruppo appena costituito a Palazzo Madama, grazie a senatori provenienti da Forza Italia («Dovete chiedere alla Rossi, è più informata di me sul Senato»). E sembra escludere che la nuova formazione salga al Quirinale per le consultazioni. «Vediamo - conclude - ma credo che questo ora non sia importante».

Ore 15.00 - Taverna: Conte unica figura autorevole, troveremo soluzione
«Leggo dichiarazioni di renziani che auspicano confronti costruttivi e figure autorevoli. Mi corre l’obbligo di ricordare a chi ha dato vita a questa crisi assurda, irresponsabile (...) che i confronti costruttivi non contemplano la presenza di distruttori seriali e che la figura autorevole è unanimemente riconosciuta nella persona del presidente Giuseppe Conte! Sono convinta che troveremo una soluzione ma non sarà a tutti i costi». Così su Facebook la senatrice del Movimento 5 Stelle Paola Taverna.

Ore 14.32 - Conte a Palazzo Chigi, al lavoro sul governo «ter»
Il premier Giuseppe Conte è a lavoro a Palazzo Chigi, dopo essere salito al Quirinale, questa mattina, per le celebrazioni della Giornata della memoria. Occhi puntati sul Senato, dove è nato il gruppo dei responsabili Europeisti, 10 senatori che guardano al presidente del Consiglio, certi che in un’eventuale lista Conte «entreranno di diritto», confidano i `pontieri´ che lavorano ad allargare il perimetro della maggioranza per centrare l’obiettivo di un Conte ter. I numeri, al momento, non ci sono, tanto che sembra farsi largo la consapevolezza che il contribuito di Iv sia indispensabile. «Non sarà certo Conte a porre veti, non lo ha mai fatto e non è nel suo stile», assicurano parlamentari più vicini al presidente del Consiglio. Il premier si affida alle decisioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, offrendo la sua piena disponibilità per uscire quanto prima dalla crisi.

Ore 14.01 - Rosato: «Mai detto che non vogliamo più vedere Conte»
Conte potrebbe essere ancora premier? «Lo abbiamo sempre detto, anche nei momenti più duri del confronto. Non abbiamo mai detto, presidente noi non la vogliamo più vedere». Lo ha detto Ettore Rosato, coordinatore di Italia Viva, a Un giorno da pecora. «Conte era un avvocato senza esperienza politica» adesso «la figura che può svolgere questo incarico deve essere una personalità autorevole e che sappia costruire una coalizione». «Se faremo dei nomi al Colle? No, non credo. Vogliamo confrontarci sui contenuti con la persona che il presidente della Repubblica riterrà meritevole di un incarico esplorativo o di un incarico pieno».

Ore 13.07 - De Falco: «Ruolo centrale a Crisanti e Galli»
Il gruppo parlamentare «è solo uno strumento. Quello che conta sono le politiche. In primo luogo la lotta al Covid: dobbiamo cambiare passo». Nel nuovo, ancora eventuale, esecutivo Gregorio De Falco, tra i fondatori del neonato gruppo degli Europeisti, è deciso a imprimere una svolta nella campagna di contrasto alla pandemia. «In primo luogo sul metodo e sugli uomini. Noi abbiamo Maradona e Pele’ e li teniamo in panchina. I professori Andrea Crisanti e Massimo Galli devono avere un ruolo centrale nel coordinamento nazionale».

Ore 13.00- Merlo: nuovo gruppo crescerà, interlocuzioni in atto
«Non chiamateci responsabili, perché tutti votavamo già la fiducia al governo Conte. La formazione di questo gruppo non ha nulla a che vedere con ciò che è successo in altre occasioni in Parlamento, quando alcuni parlamentari sono passati da sinistra a destra in 24 ore». Lo afferma Ricardo Merlo, sottosegretario agli Esteri e presidente Maie. Che aggiunge: «Il nostro è un gruppo formato da persone che hanno in comune una chiara visione europeista e che credono nel progetto per l’Italia del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Vogliamo contribuire ad arginare certe derive euroscettiche, perché ormai è chiaro che senza l’Europa il nostro Paese sarebbe più debole e isolato. Sono convinto che il gruppo crescerà, si stanno già portando avanti interlocuzioni con diversi senatori».

Ore 12.28 - Salvini: «Via maestra? Le elezioni»

Matteo Salvini
Matteo Salvini

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha ribadito il suo punto di vista sulla crisi di governo: «Spero che venerdì finisca questo teatrino di compravendita di senatori perché c’è un’Italia ha problemi diversi rispetto alle poltrone di Conte e ai capricci di Renzi: lavoro, famiglia, scuola. Proporremo al capo dello Stato un’idea di Stato diversa rispetto ai litigi di questi mesi, ripartendo dal taglio delle tasse, flat tax al 15%, pace fiscale, azzeramento delle cartelle esattoriali, apertura di tutti cantieri fermi, riforma della giustizia e riapertura in sicurezza delle scuole. Chi volesse discutere di questo, si siede al tavolo con la Lega e con il centrodestra». E ha aggiunto: «Se Conte non avrà i numeri, come non li avrà, siamo disponibili a discutere di temi reali. La via maestra, in qualunque democrazia se non c’è un governo e un Parlamento all’altezza, è sempre quella delle elezioni».

Ore 12.27 - Pd: «Da Mattarella per reincarico a Conte»
«Oggi tutti si devono far carico di grande responsabilità e credo che sia centrale dare al Paese un governo più stabile, forte e autorevole in Italia e in Europa, che possa arrivare a fine legislatura». Così Andrea Marcucci, capogruppo del Pd in Senato, ospite a L’aria che tira su La7. «La critica a Renzi rispetto all’apertura delle crisi è stata unanime all’interno del Pd - aggiunge -, poi c’è una considerazione politica e ognuno fa la propria. Ma ribadisco che deve prevalere l’interesse del Paese». «Noi siamo per Conte e per una maggioranza forte e allargata», conclude. Posizione ribadita da Franco Mirabelli, vice presidente dei senatori del Pd, questa mattina a Tv7 Gold: «Per il PD, questo nuovo governo può ripartire con una maggioranza più larga. Per noi Conte è l’unico che garantisce un equilibrio a quella maggioranza, che in Parlamento comunque si è manifestata».

Ore 12.18 - Lupi: «Meglio elezioni di governicchio Conte ter»
«Con il governicchio Conte abbiamo un’Italia nel caos vaccini, un’Italia che non ha presentato alcun progetto per impiegare i 209 miliardi del Recovery, un’Italia all’ultimo posto per crescita ed occupazione in Europa. Serve un esecutivo forte, oppure le elezioni sono l’unica strada»: è la posizione del presidente di Noi con l’Italia e vicepresidente del gruppo Misto alla Camera Maurizio Lupi.

Ore 11.58 - Lezzi: «Renzi stia fuori o il M5S non ci sta»
Segnali di insofferenza da parte dell’ex ministra Barbara Lezzi: «Renzi stia fuori o il M5S non ci sta», avverte. «La retorica del bene del Paese o del consegnare il Paese alla destra è la copia conforme della narrazione da Prima Repubblica che non collima né con il M5s né con la situazione attuale. È solo l’apoteosi della filosofia andreottiana del tirare a campare anziché tirare le cuoia», spiega Lezzi in un lungo post su Facebook. Un post che riscuote l’apprezzamento di Alessandro di Battista: «Chapeau», scrive.

Ore 11.48 - De Poli (Udc): no a overno con qualche stampella
«Il Governo con l’aggiunta di qualche stampella è un’operazione di palazzo. Noi ci tiriamo fuori da questi giochi e come forza di Centro nel Centrodestra auspichiamo un Esecutivo solido che porti l’Italia fuori dalla crisi». Così il senatore Udc e presidente nazionale dello Scudo crociato, Antonio De Poli, sulla crisi di governo. L’Udc è rimasto senza segretario dopo che Lorenzo Cesa, che era oggetto dell’attenzione del presidente del Consiglio per costruire il nuovo governo, è stato indagato.E ora i tre senatori Udc Antonio De Poli, Paola Binetti e Antonio Saccone non sembrano intenzionati ad appoggiare un governo Conte.

Ore 11.23 - Gelmini (Fi): «Non chiediamo voto, ma governo di unità»
Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, si smarca dall’appello del leader della Lega Matteo Salvini: «Forza Italia andrà alle consultazioni dal presidente Mattarella con il centrodestra, ma è chiaro che delle differenze ci sono e noi le rivendichiamo. Noi non abbiamo mai chiesto le elezioni, noi abbiamo da subito - con il presidente Berlusconi - parlato di un governo di unità sostanziale. Abbiamo da subito messo al centro le esigenze del Paese». Gelmini spiega che gli azzurri si aspettavano «da parte della sinistra un’apertura, apertura che non c’è stata. Preferiscono litigare sul Conte ter, su Franceschini o Di Maio, e nel frattempo perdere tempo. Servirebbe, invece, un nuovo progetto e una forte discontinuità rispetto agli ultimi due governi».

Ore 10.47 - De Micheli: «Europeisti nel quadro della Costituzione»
L’operazione degli Europeisti, gruppo appena annunciato al Senato (includendo anche Maie e Centro democratico), si inserisce «dentro il quadro che la nostra Costituzione ci dice». Così la ministra per i Trasporti, Paola De Micheli (Pd), ospite di Studio24 su RaiNews24.«Conte è un punto di equilibrio di una maggioranza complessa» ora «bisogna percorrere la strada per vedere se ci sono le condizioni per una maggioranza allargata», ha detto De Micheli. «Credo sia un arrivederci» , ha detto la ministra riferendosi all’esperienza di governo, e sottolineando «l’importanza dell’alleanza che abbiamo costruito e reso sempre più omogenea tra Partito Democratico, M5s e Leu».

Ore 10.45 - Direzione Pd spostata alle 16
La Direzione nazionale del Pd è stata spostata alle 16 a causa di votazioni in Parlamento. Lo rende noto l’ufficio stampa del Pd. La relazione del segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti sarà trasmessa in streaming sulla sua pagina Facebook e sui social del partito.

Ore 10.29 - Binetti: «Parlamento umiliato»
«Siamo a disagio a dover esaminare oggi un decreto legge che ha già espletato i suoi effetti e che pertanto è vecchio, superato. Quando noi opposizione chiediamo di collaborare nei fatti, significa intervenire nei processi decisionali. Ed, invece, questo decreto arriva ancora una volta blindato». Lo ha detto in Aula Paola Binetti, durante la discussione al Senato sul dl Natale. «C’è solo da chiedere e sperare che il prossimo governo, qualunque esso sia, lavori in modo diverso evitando di umiliare il ruolo del Parlamento», ha aggiunto la senatrice.

Ore 10.21 - Della Vedova (+Eu): «Serve un altro premier»
«L’idea di affidare le sorti del overno che affronti con efficienza la più grande vaccinazione di massa e investa non per le prossime elezioni ma per le future generazioni 209 miliardi di risorse europee a un gruppo eterogeneo e litigioso di 9/10 senatori, impegnati in una legittima ma sgangherata operazione trasformista imbellettata dalla nobile etichetta di `europeisti´ per il Conte ter, dice tutto sulla necessità di un altro Premier e un’altra più ampia maggioranza. È possibile, si provi, si faccia». Lo afferma il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova.

Ore 10.03 - Romani: «Aspettiamo venerdì»
«Per ora mi pare che non cambi nulla, per eventuali novità bisogna aspettare venerdì». Lo dice Paolo Romani, senatore di Cambiamo, rispondendo a una domanda sulla situazione al Senato, dove si riaccende il «dialogo» con i possibili responsabili, dopo l’appello Facebook, fatto ieri sera dal premier dimissionario, Giuseppe Conte.

Ore 9.38 - Giani: «Saggezza Mattarella indicherà strada migliore»
«Oggi il Capo dello Stato avvierà le consultazioni. Ripongo nel Presidente della Repubblica la massima fiducia, convinto che con saggezza potrà indicare la strada migliore per il nostro Paese». Lo scrive su Facebook il presidente della Toscana Eugenio Giani.

Ore 9.29 - Costituito al Senato il gruppo Europeisti-Maie-Cd
Si è ufficialmente costituito al Senato il nuovo gruppo Europeisti-Maie-Centro democratico. Ne fanno parte i senatori Maurizio Buccarella, Adriano Cario, Andrea Causin (vice presidente), Saverio De Bonis, Gregorio De Falco, Raffaele Fantetti (presidente), Gianni Marilotti, Ricardo Merlo, Mariarosaria Rossi e Tatjana Rojc. Lo ha annunciato nell’Aula di Palazzo Madama il presidente del Senato, Elisabetta Casellati. Una «maggioranza di europeisti» costruita «su punti di equilibrio»: lo ha auspicato ai microfoni di Radio Anch’io il ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola. E il Pd, ha sottolineato il ministro, vede «come punto di equilibrio di questa nuova maggioranza larga e solida, con un programma di fine legislatura, il presidente Conte».

Ore 9.13 - Bonetti: «Non l’abbiamo aperta noi»
«Non abbiamo aperto alcuna crisi, ma dato un grido d’allarme sulla crisi del Paese». Lo ha detto Elena Bonetti, ex ministra alla Famiglia di Italia Viva, ai microfoni di Radio Anch’io. «Abbiamo scoperchiato una situazione di criticità che non era più accettabile», ha affermato. Bonetti ha anche spiegato come si sta organizzando il partito in vista delle consultazioni: «Stasera avremo una riunione con i parlamentari con cui ci confronteremo, come abbiamo fatto in tutti i passaggi di questa crisi, decideremo insieme la linea da porre e da portare al Colle».

Ore 9.07 - Lonardo: «Fuori dal nuovo gruppo in Senato»
«Sì, in effetti sono fuori dal gruppo che sarebbe nato in Senato. Non ho mai firmato». Lo conferma la senatrice Sandra Lonardo. Assicura che «rimane il mio impegno a sostenere il presidente Conte» ma «lady Mastella» annota anche che «un nuovo gruppo senza omogeneità politica e con esperienze diversissime non è quello che auspico in vista di un nuovo progetto, quello del «Meglio Noi», cui, con altri all’esterno del Parlamento, stiamo dando vita». Insomma, dice ancora la senatrice del Misto, «i responsabili, singolarmente, sono stati fondamentali per evitare che si precipitasse nella crisi di sistema, ora, però, occorre ricomporre ed allargare il più possibile senza esclusioni».

Ore 8.17 - Serracchiani: «Conte doveva agire prima»
«Bisogna ragionare su un percorso che in poco tempo porti a un governo forte e a una maggioranza solida, che quindi va allargata» sostiene in un’intervista al Corriere della Sera Debora Serracchiani, vice presidente del Pd, nel giorno dell’apertura delle consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo. E precisa: «Abbiamo il dovere di cercare di lavorare con un governo politico che rilanci la propria azione e la propria credibilità, che faccia le riforme necessarie alla governabilità e a rendere esecutivo il Recovery. Ma abbiamo sempre messo un paletto: no alle forze sovraniste», dice, visto che «il nostro segretario Zingaretti ha più volte sottolineato la necessità di appellarsi a forze europeiste e democratiche».E quanto alla gestione della crisi da parte di Conte, Serracchiani osserva: «Avrebbe dovuto agire prima per evitare che alcune situazioni si sedimentassero».

Ore 8.00 - Nasce gruppo «Europeisti» al Senato, domani alla Camera
Si è costituito, di fatto, il gruppo dei responsabili al Senato. Il gruppo si chiama «Europeisti Maie Centro Democratico» e oggi si costituirà anche alla Camera. Raggiunti i dieci senatori. Ma non ci sono stati spostamenti di parlamentari in aggiunta alla maggioranza (come spiega Alessandro Trocino).

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