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Disinfettanti e gel anti Covid possono scatenare dermatiti

Dall'ultimo congresso dell'Accademia europea di dermatologia e venereologia, svoltosi in maniera virtuale, è emerso un problema curioso ma nient'affatto imprevedibile. Lo si potrebbe riassumere con questa stima: due terzi della popolazione soffre di dermatiti dovute al continuo e insistente strofinio delle mani con detergenti a base alcolica. Anche se tra i meno importanti, questo è un altro degli effetti dell'epidemia sulla salute della popolazione.

A questa conclusione si è giunti grazie a diverse ricerche presentate al congresso. Tra queste, quella di un gruppo di scienziati del Father Muller Medical College in India che ha analizzato l'epidermide di un vasto campione di persone comprendente sia personale sanitario sia persone sane della popolazione generale. Nelle loro analisi i ricercatori si sono concentrati sulla cosiddetta perdita di acqua transepidermica, il fenomeno di evaporazione di acqua dagli strati più esterni della pelle che ha la funzione di idratare lo strato corneo e mantenere vitale la cute.

Un livello di perdita d'acqua transepidermica alto segnala una pelle infiammata, cioè una dermatite, che può poi assumere diverse forme. In particolare, i risultati dello studio indicavano che il 92,6 per cento del personale sanitario e il 68,7 per cento degli altri individui del campione aveva una dermatite alle mani nonostante solo il 3 per cento di loro aveva alle spalle episodi di questo tipo di infiammazione della pelle. I livelli più alti di perdita d'acqua transepidermica, che venivano registrati tra gli individui di sesso femminile e nella componente del personale sanitario, erano associati a una frequenza più alta di lavaggio delle mani e all'uso di detergenti a base di alcol.

Da altre ricerche emergeva anche che la pelle secca e l'irritazione sono proprio alcuni dei motivi che spingono le persone a resistere a un'igiene delle mani costante, con percentuali che vanno dal 50 per cento della popolazione normale al 72 per cento nel caso di personale sanitario. Da qui l'impegno dell'Accademia europea di dermatologia e venereologia a trovare soluzioni per modificare sia le pratiche di pulizia sia i prodotti usati per prevenire le dermatiti.

I sintomi di queste infiammazioni della pelle sono rossore, desquamazione e pelle secca con sensazione frequente di prurito che spinge la persona a grattarsi fino a causare lacerazioni. In generale, per evitare dermatiti da contatto occorre evitare saponi aggressivi o detergenti a base alcolica e sostanze sensibilizzanti come nichel, manganese, cromati, sali di cobalto e formaldeide.

Usare quotidianamente creme emollienti e idratanti a base di ossido di zinco e magnesio silicato durante un'epidemia (che richiede pulizia frequente) è fondamentale, come pure evitare bagni prolungati con acqua calda. Altre precauzioni per il benessere della pelle sono quello di mantenere l'ambiente sufficientemente umido, di evitare sbalzi di temperatura repentini e indossare a contatto della pelle tessuti in cotone. In casi gravi la dermatite allergica o da contatto può essere curata con un prodotto a base di cortisone, da alternare con una crema emolliente, ma solo per un periodo limitato nel tempo.

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