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Dl Sostegni, caos in Senato: tolto il superbonus per le aziende, protesta M5s. Licheri: “Lo ripresenteremo”. Italia Viva: “Vedove di Conte”

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Dl Sostegni, caos in Senato: tolto il superbonus per le aziende, protesta M5s. Licheri: “Lo ripresenteremo”. Italia Viva: “Vedove di Conte”

Un'altra giornata di tensioni interne alla maggioranza, con il Movimento 5 stelle che è arrivato a minacciare "una seria riflessione su quello che sarà il voto alla fiducia". Ora sono i renziani ad accusare i Cinquestelle di porre veti, mentre Fratelli d'Italia attacchi per i continui ritardi nei lavori: "La maggioranza non trova la quadra"

Un mese e mezzo dopo il via libera del Consiglio dei ministri, il decreto Sostegni si appresta a ricevere il primo sì dal Parlamento. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, ha comunicato al Senato che il governo intende porre la fiducia sul maxi-emendamento che recepisce le modifiche apportare al provvedimento in commissione Bilancio e Finanze di Palazzo Madama. Nell’Aula e in commissione però è stata un’altra giornata di tensioni interne alla maggioranza, con il Movimento 5 stelle che è arrivato a minacciare “una seria riflessione su quello che sarà il voto alla fiducia”. Il motivo? Con le valutazioni della Ragioneria dello Stato è sparito dal decreto il cosiddetto superbonus per le aziende. “Quello che è stato fatto in commissione non lo possiamo accettare” ma il M5s “non ritrae la mano”, quindi “da domani il superbonus delle aziende lo ripresenteremo per il decreto sostegni 2“, ha detto Ettore Licheri, capogruppo dei Cinquestelle al Senato, intervenendo in Aula. I lavori sono stati nuovamente sospesi, questa volta fino alle 18, perché non è ancora arrivato il parere della commissione Bilancio sul dl Sostegni.

Il M5s alla fine voterà la fiducia, come ha confermato lo stesso Licheri, ma restano gli strascichi di un altro scontro tra le forze che sostengono il governo Draghi. La cedibilità del credito di imposta nell’acquisto dei beni strumentali relativamente al Piano Transizione 4.0 sarà riproposta nel prossimo decreto. Toglierla “è una decisione incomprensibile e immotivata”, ha detto ancora Licheri. Fonti di Italia Viva, parlando alle agenzie, replicano: “Ci sono alcuni partiti di maggioranza, i grillini in primis, che si comportano come le ‘vedove di Conte‘ ed ogni giorno minacciano di non votare la fiducia o ricattano Draghi su questo o su quel provvedimento: oggi è il Dl Sostegni, domani ci sarà un altro motivo per alzare un muro senza confrontarsi nel merito delle questioni”.

Le divisioni interne alla maggioranza alimentano anche le proteste di Fratelli d’Italia, che nel pomeriggio ha abbandonato la commissione Bilancio: “Li abbiamo lasciati arrovellarsi su un emendamento cassato dalla Ragioneria di Stato e questo spiega il ritardo nei lavori”, ha detto il senatore di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, alla ripresa dell’Aula. “Questa maggioranza, nonostante il suo consenso quasi bulgaro, ancora si arrovella su un emendamento e non trova la quadra, lasciando noi bloccati da oltre un’ora con continui rimandi”. Fratelli d’Italia aveva anche minacciato di occupare i banchi del governo se l’esame nell’aula del Senato non fosse ripreso alle ore 17.

La Ragioneria dello Stato ha chiesto lo stralcio del superbonus per le aziende ritenendo che la norma abbia “potenziali rilevanti effetti sulla finanza pubblica“. “Gli effetti finanziari – viene spiegato – potrebbero essere particolarmente significativi per quei crediti che, come industria 4.0, prevedono una fruizione in quote annuali, perché l’impatto sul deficit sarebbe anticipato interamente al primo anno di utilizzo, indipendentemente dall’effettivo utilizzo in compensazione”. Anche alla luce di questo, spiega la Ragioneria, “non è possibile, allo stato, assentire proposte di estensione della cedibilità ad altre tipologie di crediti“.

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