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L’anno scorso il tormentone del festival è stato: “Dov’è Bugo?” Quest’anno tutti si chiedevano dove fosse Morgan. E l’artista è comparso sui social negli stessi minuti in cui l’ex compagno si esibiva, rubandogli di nuovo la scena

morgan bugo backstage sanremo

L’anno scorso il tormentone del Festival di Sanremo 2020 è stato: “Dov’è Bugo?”, pronunciato da Morgan su un palco dell’Ariston ormai abbandonato dal suo partner. Quest’anno il refrain dell’edizione numero 71, perlomeno sui social, era uno e uno soltanto: “Dov’è Morgan?”. E Marco Castoldi, in arte Morgan, non si è fatto pregare, apparendo all’improvviso – ma non a sorpresa – su Clubhouse, in una room dal titolo che è praticamente una risposta: “Morgan è qui”, proprio negli stessi minuti in cui Bugo si stava esibendo in gara.

“Non sto guardando il Festival, ma mi stanno aggiornando” ha detto Morgan di fronte a una platea di migliaia di utenti accorsi per l’evento – “Mi dicono che hanno iniziato nuovamente con la citazione “che succede”, è vero?” E ancora: “A me questa cosa non interessa, che ca**o devo andare a guardare il Festival? Per vedere che mi usano? Mi hanno già usato nella campagna promozionale durata un mese, non mi hanno mai chiesto il permesso né pagato i diritti per utilizzare il mio nome. Questo è sfruttamento. Tutte le sere mi nominano, in modo ironico, sfottendomi”. Poi continua: “Io sono stato offeso pubblicamente, ho avuto danni enormi, gravissimi perché riguardano il mio lavoro. Queste sono operazioni lesive dell’immagine”.

Dopo avergli rovinato il festival 2020 dal vivo, quest’anno si è ripetuto in remoto, consapevole, da abile comunicatore qual è, che questa sera di tutto si parlerà – ancora una volta – meno che della canzone di Bugo, dal titolo “E invece sì”. Che esula completamente nel testo e nella performance dalla querelle con l’ormai ex socio Marco Castoldi in arte Morgan. Se Bugo sembra essersi messo alle spalle il passato, Morgan, al contrario, non ha perso occasione per far parlare di sé e cancellare mediaticamente Bugo e la sua canzone. Se questo era l’obiettivo, possiamo dirlo con una certa tranquillità: missione compiuta. O, sarebbe meglio dire, la vendetta è servita.