Le Regioni di centrodestra provano a giocare d'anticipo e mettono sul tavolo le loro richieste. I governatori si incontreranno in videoconferenza alle 17, per giungere alla stesura di un documento da presentare domani ai rappresentanti dell'esecutivo. Ma in ordine sparso, almeno per ora, anticipano alcune perplessità sulle indiscrezioni che riguardano il Dpcm "natalizio", l'atto che avrà vigore dal 4 dicembre e conterrà le prescrizioni per le prime festività natalizie segnate dal Covid. Marco Marsilio, presidente dell'Abruzzo, dice che sta lavorando un documento congiunto con le Regioni alpine per scongiurare la chiusura degli impianti sciistici: "Il periodo di Natale per gli operatori economici di questo settore porta solitamente gran parte degli incassi stagionali - dice Marsilio - Io credo che ci siano le condizioni per aprire gli impianti in sicurezza, alla luce anche dei lavori di ammodernamento e adeguamento fatti. L'importante è che il govermo ci dica presto e con chiarezza quali provvedimenti intende prendere. E se si dovesse decidere per la chiusura delle stazioni sciistiche, che si prevedano robusti, ma robusti, ristori". Gli assessori al Turismo delle stesse Regioni alpine, peraltro, hanno inviato un documento in cui lanciano la proposta di consentire l'utilizzo delle piste da sci a chi pernotta nelle zone, in seconde case o alberghi.

Anche Giovanni Toti, governatore della Liguria, chiede impianti aperti, magari solo in alcune Regioni: "Si potrebbe creare un modello a colori anche per lo sci", dice. Dopo aver chiesto la creazione di una quarta fascia, la "zona bianca" nelle zone in cui il virus è meno presente, per consentire "un Natale un po' più libero all'economia e alla socialità". "Oltre alle Regioni in area gialla - dice Toti -  forse è opportuno inserire quelle in area bianca, per consentire ulteriori libertà come i ristoranti aperti alla sera o la possibilità di seguire la messa di mezzanotte, dove il Covid ce lo consente".

Il collega del Molise Lorenzo Toma non chiude su quest'ipotesi: "Difficile, ma tutto si può fare se c'è volontà ed organizzazione".  Taglia corto però Franco Locatelli, presidente del consiglio superiore della Sanità: "Fermiamoci ai tre colori, per adesso, dopo Natale ne riparliamo".

E Luca Zaia, il presidente del Veneto, ne fa una questione di metodo: "Il pilastro è evitare gli assembramenti, ragioniamo su questo evitando di andare avanti di qui a primavera di Dpcm in Dpcm. Per me .- dice Zaia - è difficile spiegare la pista da sci chiusa e l'happy hour con la piazza piena, il teatro chiuso e lo struscio in centro". Ma con il governo, chiarisce il governatore leghista, "avremo spirito collaborativo".