Si collegherà da remoto la cancelliera tedesca Angela Merkel eil premier olandese Mark Rutte

E’ il primo appuntamento europeo in presenza per Mario Draghi, al governo da febbraio, ma è anche quello in cui i leader tornano, dopo sette mesi, a incontrarsi fisicamente per parlare di ripresa economica e inclusione sociale, lotta alla pandemia e vaccini. A Oporto però non ci saranno tutti: si collegheranno da remoto il premier olandese Mark Rutte, quello maltese Robert Abela, e soprattutto la cancelliera tedesca Angela Merkel, che fino all’ultimo – raccontano voci di palazzo – ha tentato di convincere i colleghi della non opportunità di una riunione in presenza. Niente da fare, e questo – registrano gli osservatori – è anche un segnale politico dell’appannamento dell’influenza tedesca.

Si parte dunque per la due giorni nel nord del Portogallo – che ha la presidenza di turno e che ha invece insistito per il regolare svolgimento del suo evento clou – con un’agenda fitta e scandita dall’attualità. Il Social summit di giovedì, dedicato come ha spiegato il presidente del Consiglio Ue Charles Michel alla ripresa sociale e inclusiva dell’Europa, si dividerà in due sessioni plenarie e 3 panel tematici paralleli cui parteciperanno i leader e gli attori sociali europei. Il premier Mario Draghi interverrà al panel dedicato al tema ‘Employment and Jobs’, centrato cioè sull’obiettivo di raggiungere almeno il 78% del tasso di occupazione della popolazione tra 20 e 64 anni entro il 2030 e sulle politiche necessarie per creare una ripresa del mercato del lavoro sostenibile e inclusiva, sulle iniziative da promuovere per la creazione di posti di lavoro di qualità sia a livello Ue che a livello nazionale, e sulle misure che i 27 Stati Membri stanno pianificando, tenuto conto che nell’Unione, tra il 2014 e il 2019, sono stati creati oltre 14,5 milioni di posti di lavoro, ma la crisi da Covid-19 ha arrestato questa tendenza penalizzando soprattutto i più vulnerabili, le donne e i giovani.

Serve ora, viene sottolineato, un maggiore sostegno alla creazione di posti di lavoro sfruttando le opportunità derivanti dall’economia sociale, dal libero mercato, dai posti di lavoro nel settore green, dalla digitalizzazione e dalle nuove tecnologie, con investimenti adeguati che possono per la maggior parte contare sul Recovery fund da 672,5 miliardi, da cui ci si aspetta una spinta del 2% al Pil e la creazione di 2 milioni di posti di lavoro, sfruttando anche gli 88 miliardi del Fondo per la politica di coesione e il Just Transition Fund con 17,5 miliardi per le transizioni socialmente sostenibili verso la neutralità climatica.

Al termine dei lavori di venerdì è prevista la conferenza stampa del primo ministro portoghese Antonio Costa e dei presidenti Michel e Ursula von der Leyen e l’adozione di una dichiarazione degli attori sociali sulle politiche sociali dell’Ue che farà da contributo alla dichiarazione dei leader al termine del Consiglio europeo informale dell’indomani. La serata invece sarà dedicata a una cena di lavoro per preparare i temi del giorno dopo, in particolare il vertice Ue-India centrato sulla pandemia – proprio nei giorni in cui il paese asiatico è alle prese con un’ondata drammatica di contagi e morti- il cambiamento climatico e il commercio. Al vertice informale – che precede quello del 25 maggio a Bruxelles – si discuterà anche dell’attuazione del ‘Piano d’Azione sul Pilastro dei Diritti Sociali’ e di vaccini, dopo il segnale inviato dal presidente Usa Joe Biden mercoledì sera. “Siamo pronti a discutere di come la proposta degli Stati Uniti per una deroga alla protezione della proprietà intellettuale” dei brevetti “per i vaccini Covid potrebbe aiutare a raggiungere tale obiettivo”, ha accolto Von der Leyen, nel suo intervento all’evento ‘Lo stato dell’Unione’. Sul tema la posizione del premier italiano, Mario Draghi, è chiara e ufficializzata da mesi: “I vaccini sono un bene comune globale- ha ribadito ancora – È prioritario aumentare la loro produzione, garantendone la sicurezza, e abbattere gli ostacoli che limitano le campagne vaccinali”. Non mancherà di ribadirlo ancora ai colleghi europei: la vaccinazione è la via d’uscita dalla pandemia e la via più veloce e sicura per una vera e rapida ripresa economica.

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