Italy

Due milioni di giovani non lavorano e non studiano: il convegno sui “neet” col ministro Dadone

L'evento

"Sos giovani: prevenire è meglio che curare” è il titolo che si tiene nella Sala Capitolare del Palazzo della Minerva, al Senato della Repubblica,

Fabiana Dadone - foto Ansa

C’ una popolazione di giovani in Italia che non lavora e non studia nemmeno. E’ quella parte di popolazione che oggi è a rischio bullismo, cyberbullismo, atteggiamenti autolesionistici. Sono i così detti  “neet”. Di loro si parlerà ad un convegno dal titolo "Sos giovani: prevenire è meglio che curare”, che si terrà domani, lunedì 21 giugno, dalle 9 alle 12, nella Sala Capitolare del Palazzo della Minerva, al Senato della Repubblica, organizzato dalla presidente della Commissione Lavoro Susy Matrisciano, del Movimento 5 Stelle e dal senatore Sergio Romagnoli, con la presenza del Ministro per le Politiche giovanili Fabiana Dadone.

"In questo anno e mezzo - spiega la senatrice - i giovani hanno pagato un prezzo altissimo. L'emergenza sanitaria portata dal Covid-19 ha acuito tutta una serie di disagi che i nostri ragazzi già stavano vivendo. Nel nostro Paese ci sono circa 2 milioni di ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non studiano: i cosiddetti neet. Assistiamo a fenomeni come bullismo, cyberbullismo, atteggiamenti autolesionistici. Un sottobosco di disagi che abbiamo il dovere di affrontare, risolvere e prevenire. Oggi abbiamo una sfida enorme da vincere: il next generation Eu ci dà la possibilità di ridisegnare davvero il Paese, il futuro. Ma il futuro appartiene ai giovani e dai giovani dobbiamo ripartire. Come? Iniziando più percorsi: sicuramente intraprendere una strada che porti ad affrontare ed eliminare i disagi, a curarli, a prevenirli. E poi: accogliendo le richieste dei ragazzi stessi e spiegando loro cosa riserva il futuro anche portando nelle scuole il piano nazionale di ripresa di resilienza".

Le fa eco Romagnoli: “La chiave per riuscire a raggiungere degli obiettivi è sicuramente fare leva sulla prevenzione: del disagio, da un lato, e di eventuali devianze anche frutto della mancanza di prospettive. Per questo abbiamo proposto un ciclo di tre incontri. I giovani - di cui oggi tutti parlano - devono essere coinvolti nelle scelte politiche, non devono restare spettatori. Il nostro obiettivo è proprio aprire un dibattito serio che coinvolga medici e scienziati, da un lato, mondo della scuola, dall’altro e i ragazzi stessi per spiegare le opportunità che si aprono e recepire anche le istanze di come loro per primi immaginano il mondo post-Covid-19”.

Di tutto questo, insieme a Susy Matrisciano e Sergio Romagnoli, parleranno: la ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone, la sottosegretaria all'Istruzione Barbara Floridia, la professoressa Daniela Lucangeli, dell'università di Padova e il professor Ernesto Burgio, del gruppo Covid-Sipps (Società italiana di pediatria preventiva e sociale).

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