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Eduardo De Filippo, dal teatro al cinema. Omaggio a 120 anni dalla sua nascita

Un francobollo dedicato al grande Eduardo De Filippo, un omaggio al più celebre e autorevole autore di teatro del Novecento.

Il 26 maggio (e non il 24 come è stato finora pubblicato) del 1900 nasce a Napoli Eduardo de Filippo, figlio naturale di Eduardo Scarpetta e Luisa De Filippo

Tre Anni più tardi, il 24 agosto, viene alla luce suo fratello Peppino, mentre nel 1898 era già nata la sorella Titina. A 120 anni dalla nascita di Eduardo, il mondo della cultura e del teatro ricorda la figura di questo celebre artista, troppo amato e troppo odiato, che con la sua arte drammaturgia ha cambiato il teatro del Novecento. In questi giorni dal Ministero dello Sviluppo Economico un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “le Eccellenze italiane dello spettacolo” è stato dedicato a Eduardo De Filippo, nel 120mo anniversario della nascita, del valore di 1,10 euro. Eduardo De Filippo, dal teatro al cinema. Omaggio a 120 anni dalla sua nascita

E’ stata la figura di spicco nella storia di tutto il teatro del Novecento, assieme a Pirandello, debuttando al Teatro Valle di Roma a soli sei anni quando un attore della compagnia di Eduardo Scarpetta, che parodiava un operetta La Geisha, di Howen Halle e Sidney Jones, prese in braccio un bimbo per mostrarlo al pubblico nel finale di un atto: quel bambino era Eduardo.

Da quel momento il teatro è stata tutta la sua vita e non lo lascerà mai più, creando capolavori di sofisticata drammaturgia, conquistando l’immortalità dei grandi e il rispetto degli autori.Eduardo De Filippo, dal teatro al cinema. Omaggio a 120 anni dalla sua nascita

Quando fondò insieme ai suoi fratelli, la compagnia I De Filippoquesta gli procurerà molti ingaggi seguiti da numerosi successi di pubblico e critica. Purtroppo i rapporti con il fratello Peppino degenerarono a tal punto da sciogliere, dopo qualche anno, la compagnia, nonostante l’impegno della sorella Titina per farli riavvicinare.

I due fratelli che erano dotati entrambi di una forte personalità che non gli avrebbe mai permesso di convivere artisticamente così a lungo, non si rivolgeranno mai più la parola fino alla morte e quindi entrambi presero strade diverse; era il 1944.

La gloria di Eduardo acquistò un valore intrinseco notevole, importante, fondamentale, ma non legato da questa triste separazione, bensì dalla sua vena artistica di drammaturgo, lucido e spietato, deciso e autorevole, ironico e pungente.

Cosa si può aggiungere alle decine di episodi che già si conoscono sulla sua vita? Che era rigoroso nel suo lavoro, freddo nei rapporti con gli attori della compagnia? Certo, forse lo era ma una delle sue grandi attrici, Valeria Moriconi, lo ricorda così: Eduardo era un uomo fuori dal normale ed esigeva cose fuori dal normale. Lavorava moltissimo e aveva grande rispetto del teatro. E pretendeva dagli altri lo stesso. Chiedeva a tutti il massimo.

Voleva che lo si capisse al volo, odiava i leccapiedi, le persone inutili e, soprattutto, non sopportava le chiacchiere. Quando si arrabbiava era capace di stenderti a terra, ma lo faceva sempre con ragione.

Questa breve testimonianza è importante per capire, in parte, il carattere forte di Eduardo che spesso è stato confuso per “cattiveria”, rivelando un giudizio pressoché superficiale nei suoi confronti. Nel suo teatro Eduardo ha sempre cercato di rappresentare l’umanità, mostrando gli effetti del bene e del male che sono insiti nella stessa, mettendo spesso in scena il suo valore principale: la famiglia.Eduardo De Filippo, dal teatro al cinema. Omaggio a 120 anni dalla sua nascita

Quel complicato e difficile microcosmo da cui prendono vita le amare vicende familiari dei vari personaggi eduardiani, raccontati spesso proprio attorno ad un tavolo nudo e sterile, dove i valori perduti della famiglia, delle tradizioni e della società cosiddetta civile, sono raccontati con spietato rammarico, e con una visione forse troppo pessimistica.

Importante fu anche il suo prezioso rapporto prima con la radio e poi con la televisione, che dagli anni trenta in poi, tra alterne vicende, lo vedranno impegnato in questa nuova veste di attento divulgatore teatrale per la televisione, quando questa ancora era un serio e raffinato veicolo di diffusione della cultura teatrale.

Una larga parte di pubblico ha così conosciuto ed apprezzato le commedie di Eduardo, comodamente dalle proprie case. Non si può citare Eduardo senza menzionare la sua enorme stima e amicizia che aveva per il grande Totò, con il quale ebbe l’onore di lavorare durante le riprese di  Napoli milionaria.

Altri capolavori teatrali

Lo stesso si può affermare anche per i suoi “fedelissimi” che furono Dolores Palumbo, Pietro De Vico e Ugo d’Alessio. L’universalità dei temi nelle commedie di Eduardo li ritroviamo facilmente nei suoi lavori più noti come Questi fantasmi (1945), Filumena Marturano (1946), scritta per Titina, che fu la prima e più celebre interprete, anche se sono in molti a ritenere che la più bella e intensa “Filumena” sia stata Regina Bianchi, Non ti pago (1940), Natale in casa Cupiello (1931-34), Le bugie con le gambe lunghe (1947), Le voci di dentro (1948), De Pretore Vincenzo (1957), Il Sindaco del Rione Sanità (1960 ) e Napoli milionaria! (1945). 

Questi alcuni degli esempi del teatro di Eduardo, fine poeta e convincente attore di film indimenticabili come L’oro di Napoli (1954). Un film ad episodi, che si conclude proprio con quello interpretato da Eduardo intitolato Il professore, che per pochi spiccioli vende saggezza ad un’umanità povera e triste.

Grazie al regista Vittorio De Sica, uno dei padri del neorealismo, resta indimenticabile la sua preziosa lezione sulla perfetta ed efficace pernacchia, dove è racchiusa una filosofia tutta napoletana. La stessa che Eduardo avrebbe usato se avesse vissuto la drammatica emergenza di questi ultimi mesi, prendendo in prestito una delle più famose frasi di Napoli milionaria e di tutto il suo teatro: Addà passà ‘a nuttata !!!  

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