Italy

Effetto Covid sulle strade del Fvg: incidenti calati del 30% e morti quasi dimezzati

TRIESTE L’effetto pandemia e i provvedimenti del lockdown si fanno sentire anche nel bilancio degli incidenti stradali. Nel 2020, rileva l’Istat in un’indagine uscita nei giorni scorsi, si è avuto un decremento, mai registrato prima, sia nel numero di incidenti stradali che in quello degli infortunati coinvolti. Le chiusure imposte dai decreti governativi per contenere la diffusione dei contagi hanno determinato il blocco quasi totale della mobilità e della circolazione da marzo a maggio inoltrato dello scorso anno e parzialmente anche nei successivi mesi invernali, finendo con l’influire in maniera determinante sull’incidentalità stradale.

Il calo, netto, registrato nel 2020, si inserisce però in una tendenza generalizzata registrata anno dopo anno nel corso dell’ultimo decennio. Tendenza alla quale non è sfuggito nemmeno il Friuli Venezia Giulia dove, nel corso del 2020, si sono registrati 2344 sinistri: 977 in meno rispetto all’anno precedente. Un calo di circa il 30%. Quasi dimezzati i morti, che lo scorso anno sono stati 47 rispetto ai 72 del 2019. In calo, di conseguenza, anche il tasso di mortalità, ovvero il numero di morti ogni 100 mila abitanti, passato dal 5,9 del 2019 al 3,9 dell’anno della pandemia, attestandosi così di un decimale al di sotto della media nazionale (4,0).

Significativa per il Fvg la diminuzione complessiva delle vittime della strada negli ultimi 10 anni: qui la variazione è stata costante, in linea con le restanti Regioni italiane. Fa eccezione la Provincia autonoma di Bolzano, l’unica area a vedere aumentato il numero di morti sulla strada. Clamoroso, ma fino ad un certo punto, il dato della Valle d’Aosta, dove i morti sono scesi del 100% (da 4 a zero), dato però “drogato” dall’esigua dimensione demografica.

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Prendendo in considerazione le regioni più popolose, il calo maggiore lo si è registrato in Basilicata (-62, 5%), a seguire la Calabria (-55, 8%) e subito dopo il Friuli Venezia Giulia dove, negli ultimi 10 anni, si è avuto un crollo del 54, 4% nei decessi per incidenti stradali. Se infatti nel 2010 i morti conseguenti ai sinistri in Regione erano stati 103, nel 2019 risultavano 72 e si sono quasi dimezzati a 47 nel corso del 2020. Di conseguenza anche il tasso di mortalità, che nel 2010 era a quota 8,4, dieci anni dopo è sceso, come detto, al 3,9.

Leggermente diversa l’analisi dell’incidentalità stradale nei grandi comuni italiani fra i quali, secondo i criteri delineati dall’Istituto nazionale di statistica, figura anche Trieste assieme a Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Palermo, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Verona, Venezia e Messina. Qui infatti le statistiche registrano una diminuzione inferiore del numero di vittime rispetto al dato complessivo italiano (-18,2% contro il dato nazionale del –24,5%).

Il capoluogo regionale non ha sicuramente i problemi di traffico di Roma o Napoli, ma consola ugualmente scoprire che nel decennio appena concluso Trieste, fra queste 14 città di medie e grandi dimensioni prese come campione, è la seconda (dopo Verona) dove si è registrato il maggior calo di morti in proporzione agli incidenti con il –72,7% (-74,1% il capoluogo scaligero).

Un altro dato che avvalora ancora di più quelli incoraggianti registrati a carattere regionale, riguarda il tasso di mortalità ogni 100 mila abitanti, che nel 2020 a Trieste è stato il più basso fra le città campione con l’1,5, decisamente sotto la media nazionale del 3 e ovviamente alla città posta all’estremo opposto della classifica, Genova, con il 4,3. Sempre nel corso del 2020, nel capoluogo regionale si sono verificati complessivamente 625 sinistri (569 sulle strade urbane e 56 in quelle extraurbane), rispetto agli 843 del 2019.

Tra le cause degli incidenti cittadini, quella più frequente rimane la distrazione (15,7%), seguita dal mancato rispetto della precedenza (14,5%) e la velocità troppo elevata, quest’ultima in aumento dal 9, 3% al 10%. Queste tre categorie costituiscono complessivamente il 40, 2% dei sinistri registrati in tutta Italia (60.981). Tra gli altri fattori che causano incidenti stradali, dato costante in tutte le principali città oggetto dell’indagine, ci sono la mancanza del rispetto della distanza di sicurezza, le manovre irregolari, la mancata precedenza al pedone o il suo comportamento scorretto: questo il caso della distrazione da parte del pedone durante gli attraversamenti semaforici.

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