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Emilia Romagna, i sondaggisti: Lucia Borgonzoni contro Stefano Bonaccini, cosa può decidere il voto

Per i sondaggisti l'affluenza e il voto disgiunto possono essere i due fattori decisivi per le elezioni in Emilia Romagna. È quanto emerge dall'indagine del Fatto Quotidiano che, nell'edizione del 25 gennaio, fa le carte al voto regionale affidandosi al parere degli esperti. Di certo c'è che l'affluenza sarà in totale controtendenza a quella del 2014, quando in Emilia Romagna si toccò il minimo storico pari al 37,7%. Secondo Roberto Weber, presidente di Ixé, stavolta la stima è superiore al 65%. Merito di Matteo Salvini che ha reso la sfida tra Lucia Borgonzoni e Stefano Bonaccini una questione di interesse nazionale, se non addirittura decisiva per gli equilibri di governo.

Per Antonio Noto un'affluenza altissima, superiore alle previsioni, potrebbe giocare a favore del candidato del centrosinistra perché "se il centrodestra dovesse vincere, credo lo farà soprattutto grazie a quei delusi di sinistra che sceglieranno di rimanere a casa". Un altro fattore in cui spera Bonaccini è il voto disgiunto, che secondo i sondaggisti dovrebbe andare a favore del centrosinistra. In particolare si ipotizza che alcuni degli elettori a 5 Stelle voteranno la loro lista ma Bonaccini in qualità di presidente, in modo da non disperdere il proprio voto dato che il candidato del Movimento è completamente tagliato fuori dalla contesa.

E le Sardine? Più che un effetto, il loro sarà un non-effetto secondo Michela Morizzo, vicepresidente di Tecné: "Sono cittadini che già votano per la maggior parte a sinistra, pur essendone in qualche modo delusi. Nutro perplessità - ha dichiarato al Fatto - sul fatto che questo movimento incida in maniera netta sulla partecipazione".