Italy

Expo 2030, Raggi: «Roma candidata per mostrare le sue eccellenze»

L’appello all’unità di Virginia Raggi si traduce nel documento votato all’unanimità da tutte le forze politiche che aderiscono alla proposta di «avviare un percorso di metodo condiviso» tra i gruppi capitolini in sinergia con i parlamentari romani. L’invito a fare squadra per i poteri speciali e la riforma statutaria di Roma vale anche per la candidatura a ospitare Expo 2030, rilanciata dalla sindaca nella seduta straordinaria dell’assemblea capitolina: «Deve essere un momento pr mostrare al mondo le nostre eccellenze. Nessuno di noi vuole immaginare Expo 2030 come una fiera, per questo vogliamo realizzare un quartiere interamente ecosostenibile sull’asse della Tiburtina».

L’idea - già accennata in altre occasioni ma che adesso viene riproposta in una cornice istituzionale alla presenza di deputati e senatori - raccoglie nel mondo imprenditoriale un consenso ampio, ma non incondizionato. Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di commercio, converge sul taglio ambientalista: «Con un grande leader mondiale come Papa Francesco, penso all’enciclica Laudato si’, la sostenibilità, il rispetto della natura e delle persone sono temi strategici». Convinto che non vi sia «sfondo migliore di Roma per ospitare un evento che parla al mondo», Tagliavanti ritiene tuttavia che siano fondamentali il dialogo e la collaborazione: «Se si va avanti solo con la polemica politica e la propaganda non ci si incontrerà mai». Reagisce con spirito costruttivo anche il presidente dell’Acer, Niccolò Rebecchini: «Iniziativa gradita e benvoluta, non voglio pensare che sia soltanto uno slogan elettorale, ma che un domani le richieste vengano condivise da tutto l’arco politico, con un approccio trasversale ai partiti, come è avvenuto per l’Expo di Milano». La roadmap per tagliare il traguardo, dal suo punto di vista, non può prescindere dalla «ricerca di un progetto condivisibile nel tessuto politico, sociale e imprenditoriale». Favorevole anche Romolo Guasco, direttore di Confcommercio Roma, che auspica maggiore sinergia tra Stato e Comune, oltre a misure più efficaci per risolvere i problemi della città quando arriveranno le risorse del Recovery Fund. Come focus di Expo immagina invece «la bellezza della cultura» ovvero «un grande laboratorio di riqualificazione, valorizzazione e investimenti».

Le opposizioni concordano sulla candidatura, meno sulla regia: «Expo 2030 può essere una grande occasione, ma con un sindaco come Raggi sarà difficile vincere - interviene Andrea Casu, segretario dei dem romani - . Fortunatamente nel 2021 avremo la possibilità di cambiare guida». Critiche anche dal consigliere di FdI Francesco Figliomeni, vicepresidente dell’aula Giulio Cesare: «Senza i poteri e le risorse è un’arma monca. La sindaca si è svegliata in questi ultimi mesi, ma in cinque anni non ha fatto nulla». «Una mossa in zona Cesarini - osserva Davide Bordoni (Lega) - che dopo il no all’Olimpiade suona come un tentativo per riguadagnare consensi in chiave elettorale».

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