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Fase 2, da oggi riaprono piscine e palestre in tutta Italia ma non in Lombardia: ecco perché

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Continua senza soste, per il momento, il ritorno alla vita dei cittadini italiani che hanno riacquistato le prime libertà il 4 maggio scorso sino ad arrivare alle riaperture di due settimane più tardi di ristoranti, pub, bar e parrucchieri. Con oggi, si potrebbe dire che l'Italia entra nella parte 3 della fase 2, anche se molti ritengono di essere già nella parte 2 della fase 3, a causa di una fretta non totalmente giustificata dai numeri ancora tragici dell'epidemia da Coronavirus.

Quando riaprono palestre e piscine in Lombardia

Da questa mattina, lunedì 25 maggio, riaprono anche palestre, piscine e centri sportivi. Ovunque, tranne che in Lombardia. Perché come stabilito dall'ordinanza firmata dal governatore Attilio Fontana che regola le riaperture degli altri esercizi, tali attività potranno riaprire i battenti a partire dal prossimo lunedì 1 giugno. Eppure, in Lombardia, si è testato per primo un assaggio della vita sportiva con un parziale accesso ai centri sportivi per tutti coloro che volessero fare sport in spazi adeguati. Ma considerato l'alto numero di contagiati e il timore di una seconda ondata, si è pensato di andare con cautela e indurre tutti i titolari di palestre, piscine e centri sportivi ad attrezzarsi al meglio per gestire in totale sicurezza il flusso di clienti che vi si recheranno.

Da domani, martedì 26 maggio, riaprono i musei civici di Milano

Nel frattempo, da ormai una settimana in Regione hanno autorizzato la riapertura di biblioteche e musei. Ovunque, infatti, i cittadini hanno potuto riaffacciarsi sul mondo culturale che fa da cornice alle loro vite. Ovunque, tranne che a Milano. Perché come spiegato a Fanpage.it dall'assessore milanese alla Cultura Filippo Del Corno, il Comune aveva "pronto il protocollo" per la settimana appena conclusa. "Sabato mattina (16 maggio, ndr), però abbiamo letto una dichiarazione non smentita del presidente Fontana in cui diceva che i musei erano i luoghi più pericolosi per il contagio – ha continuato -, e che sarebbero passate molte settimane prima della loro riapertura". L'assessore Del Corno ha quindi detto che "la dichiarazione non è stata smentita, ma è stata contraddetta dall'ordinanza regionale".

Per questo motivo c'è stato un "momento di grande incertezza: ha ragione il presidente Fontana che dice, senza essere smentito, che sono luoghi pericolosi, o ha ragione l'ordinanza che dice che possono riaprire?". Del Corno si è risposto dicendo che "in questa incertezza abbiamo deciso di prenderci una settimana ulteriore di sperimentazione dei protocolli di sicurezza, in maniera tale che settimana prossima saremo pronti ad aprire", fissando la riapertura dei musei civici di Milano a domani, martedì 26 maggio. Il Cenacolo vinciano, invece, resterà chiuso almeno fino al 2 giugno.

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