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Federica Pellegrini si ritira: "Non volevo fare la comparsa". Il papà: "C'ha sempre messo la faccia"

nuoto

È finita. Dopo più di vent'anni di nuoto, 5 partecipazioni alle Olimpiadi (con un oro e un argento), 6 ori ai campionati del mondo, un titolo iridato in vasca corta, 7 ori agli Europei e 7 titoli continentali in vasca corta, la Divina si ritira. Federica Pellegrini smette e lo fa portandosi a casa una medaglia, la 130esima, ottenuta vincendo i 200 stile libero, la sua gara, agli Assoluti di Riccione in vasca corta. La folla le tributa il lungo applauso che merita, sugli spalti la famiglia, gli amici di una vita e il presidente del Coni Malagò, suo amico e mentore, che durante la festa finisce in acqua con lei, onorando una promessa.

La campionessa chiude con lo show nella sua Riccione: «Ho amato il nuoto follemente ma non mi mancherà»

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Dopo la passerella con le rivali di sempre in un ultimo 50 metri, altro fuori programma nella cerimonia d'addio di Federica Pellegrini, che ha chiuso la propria carriera con la vittoria nei 200 stile agli Assoluti Invernali di nuoto. La 'Divina' infatti si è tuffata in piscina insieme al presidente del Coni Giovanni Malagò, in camicia e pantaloni. "Me l'aveva promesso", ha raccontato poi la campionessa veneta. Presenti a bordo vasca anche i genitori e il fratello di Pellegrini, oltre che il suo fidanzato Matteo Giunta.

Guarda anche - La gara d'addio al nuoto di Federica Pellegrini è uno show

Instagram/Federica Pellegrini

Qui Juve

Qui Juve

"La Juve non è da scudetto, la classifica dice questo". Non si nasconde l'allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, dopo la sconfitta in casa (0-1) con l'Atalanta, che fa sprofondare la sua squadra a un potenziale -14 dalla vetta: "Dovevamo avere dei punti in più perché abbiamo sbagliato alcune partite con le squadre medio piccole - dice il tecnico - ma dire questo non vuol dire sostenere che la Juve fosse da scudetto. Ora non voglio delusione, che porta sfiducia ma rabbia, che fa nascere voglia di rivalsa per dimostrare che siamo migliori di così".

TENNIS

L'Italia ha sconfitto 2-1 a Torino gli Stati Uniti nella Coppa Davis di tennis. Il torinese Sonego ha battuto 6-3, 7-6 Opelka, Sinner ha demolito 6-2, 6-0 Isner. Ininfluente il ko del doppio, con la vittoria 7-6, 6-2 di Ram e Sock su Fognini e Musetti. Ora si sta giocando contro la Colombia, per andare a caccia di un trofeo da noi vinto una sola volta, nel 1976: capitano non giocatore Nicola Pietrangeli, squadra formata da Adriano Panatta, Paolo Bertolucci, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli. La finale fu a Santiago, quindi in casa del Cile, allora governato dal dittatore Augusto Pinochet. L’opinione pubblica italiana si divise: la sinistra, in particolare, era favorevole al boicottaggio dell'incontro in segno di protesta. Alla fine, invece, gli azzurri volarono in Cile e nella decisiva sfida di doppio Panatta e Bertolucci furono protagonisti di un gesto indimenticabile: indossarono due magliette rosse in segno di vicinanza al popolo cileno, oppresso dalla dittatura.

Sport

I corpi degli atleti di pallavolo, basket e rugby che giocano a Treviso  diventano la tela di frasi motivazionali sulla forza personale, sul superamento di prove, sul volersi bene qualsiasi cosa accada. Nel Calendario ufficiale dell’imbattibile Imoco Volley (squadra di Conegliano che, però, gioca a Treviso) c'è in copertina Miriam Sylla, la capitana della Nazionale. Il ricavato delle vendite, come negli scorsi anni, sarà devoluto a IOV – Istituto Oncologico Veneto a supporto dell’umanizzazione delle cure per i pazienti della radioterapia pediatrica dell’istituto. Oltre all’Imoco, hanno realizzato un proprio calendario anche le squadre maschili trevigiane del Benetton rugby e della Nutribullet basket. Le tre pubblicazioni sono prodotte dallo Studio Perazza e hanno il patrocinio del comune di Treviso.