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Festa Roma: Stone, ormai l'impero americano è in declino

"Ormai è davanti agli occhi di tutti: siamo di fronte al declino dell'impero americano. Ci sono ottocento basi all'estero che costano un'enorme quantità di dollari. Certo si possono ritirare le truppe dall'Afghanistan, come è accaduto anche in Vietnam. Il fatto è che l'America non ce la fa più a sostenere paesi artificiali. L'impero americano si deve abituare a coesistere con Russia, Cina e Iran". Così il premio Oscar Oliver Stone, protagonista oggi alla Festa del Cinema di ROMA con ben tre appuntamenti: QAZAQ - History of the Golden Man di Igor Lopatonok in cui intervista Nursultan Nazarbayev, primo presidente del Kazakistan; JFK - Destiny Betrayed, serie in quattro puntate sull'assassinio del presidente Kennedy e poi la versione cinematografica della serie, ovvero JFK Revisited: Through the Looking Glass, già a Cannes. E sul caso Kennedy per lui mai davvero affrontato dice: "Speriamo ora che l'attuale presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che è cattolico e irlandese, riapra finalmente l'inchiesta". Per quanto riguarda ancora la morte a Dallas di John Kennedy la sua tesi principale resta sempre quella del complotto: "In realtà non ho mai abbandonato le ricerche e sono così determinato perché i media americani non se ne sono occupati mai bene davvero. Il JFK Revisited: Through the Looking Glass contiene nuovi fatti che non si conoscevano prima. Il Congresso ha fatto una legge che ha permesso un'ulteriore indagine grazie a 60.000 nuovi documenti, ma va detto che la CIA all'epoca distrusse inspiegabilmente due scatole che contenevano il viaggio in Florida e Chicago di John Kennedy. Non solo, mancano all'appello ancora 20.000 documenti ancora secretati". Colpevoli di questo complotto? Il regista di Platoon non lo dice mai chiaramente, ma fa capire comunque chi sono i responsabili dell'occultamento della verità: "Sfidare le agenzie di Intelligence è impossibile, sono un muro di gomma. In America non si può giocare coi militari e le agenzie di Intelligence. Si spendono miliardi di dollari per i caccia invisibili che spesso non funzionano, ma nessuno dice no ai militari, l'importante negli States è prepararsi alla guerra. C'è come un'inflazione di minacce contro l'America e dunque bisogna essere pronti". Mentre Kennedy, continua Stone: "Era un guerriero della pace. Ho saputo che quando a Roma ha incontrato Papa Paolo VI, quest'ultimo fu freddo con lui perché sapeva che era d'accordo con l'apertura a sinistra del Governo". La tesi ribadita (e in parte documentata) nel film parte dall'indagine portata avanti con testardaggine dal procuratore Jim Garrison, il primo a entrare in possesso del famoso 'filmato Zapruder' e anche il primo a non credere alle verità ufficiali della Commissione Warren come a svelare le dubbie collusioni di Oswald con gli ambienti anticastristi, la mafia e i servizi segreti prima dell'omicidio e a segnalare le innumerevoli omissioni (a cominciare dalla contestata autopsia del presidente) nelle azioni ufficiali seguite all'attentato. "L'autopsia - sottolinea il regista premio Oscar - si sarebbe dovuta fare a Dallas, ma allora fu tutto militarizzato e fu fatta da militari tra l'altro davvero incapaci".