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Fico, D'Alema, Speranza e il consigliere di Conte: gli incontri di Ranieri Guerra svelati dalle sue email

Il nome dell'ex premier Massimo D'Alema, tra i fondatori del movimento politico Articolo Uno, di cui il ministro della Salute Roberto Speranza è segretario, entra negli atti dell'inchiesta della Procura di Bergamo, anche se non come indagato. La lunga memoria difensiva di Ranieri Guerra, inviato personale in Italia del direttore generale dell'Oms, Tedros Ghebreyesus, e accusato nell'indagine bergamasca di false informazioni al pubblico ministero, rivela il disperato tentativo di Tedros, attraverso Guerra, di difendere dalle critiche D'Alema e Speranza: in particolare di proteggerli dalle osservazioni con cui, a maggio 2020, una squadra di ricercatori dell'Organizzazione mondiale della sanità stava mettendo in guardia il resto del mondo dagli errori commessi dall'Italia, nel mancato contenimento dell'infezione di Sars-CoV-2 durante la prima ondata.

Da una serie di rapporti interni alla sede centrale dell'Oms a Ginevra, che non rientrano finora nell'inchiesta giudiziaria ma che L'Espresso ha potuto leggere, Ranieri Guerra, nel suo ruolo di inviato personale del direttore generale, incontra sia Massimo D'Alema, anche se l'ex premier non ha alcun ruolo ufficiale nel governo italiano, sia il consigliere diplomatico del premier Conte, l'ambasciatore Pietro Benassi, che nelle ultime settimane della maggioranza 5Stelle-Pd riceverà l'incarico di sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega ai servizi segreti.

Guerra si muove sempre per conto di Tedros Ghebreyesus e poiché né D'Alema né Benassi hanno alcuna competenza sanitaria, è curioso il tentativo dell'Organizzazione mondiale della sanità di inserirsi nelle scelte di uno dei suoi Stati membri, anche in vista della presidenza italiana del prossimo G20, che si riunirà tra il 30 e il 31 ottobre 2021. Sempre per conto di Tedros Ghebreyesus, Guerra rivela al quartier generale di Ginevra di aver messo a punto perfino i discorsi del premier Conte e del ministro Speranza pronunciati davanti all'Assemblea mondiale della sanità nel maggio 2020.

Il direttore generale dell'Oms non stava più tutelando la salute degli abitanti del pianeta: piuttosto, attraverso il suo inviato in Italia, difendeva il suo posto retribuito con 239.755 dollari all'anno, di cui 173.738 netti.

Ma difendeva anche la carriera del ministro Speranza che, attraverso Massimo D'Alema, godeva della piena fiducia della dittatura comunista cinese, a sua volta sponsor globale del direttore generale dell'Oms. Le eventuali dimissioni di Speranza, infatti, sarebbero state considerate dai tanti oppositori di Tedros un'ammissione di responsabilità e avrebbero potuto aprire la resa dei conti intorno all'elegante ufficio del direttore generale a Ginevra. Soprattutto nel momento in cui, nella tarda primavera del 2020, il presidente americano Donald Trump aveva interrotto le sue buone relazioni con Pechino e avviato una battaglia personale contro l'Oms. È tra l'altro risaputa la riconoscenza di Tedros Ghebreyesus, a lungo ministro in Etiopa, nei confronti della dittatura cinese, che ha sostenuto la sua elezione ai vertici dell'Organizzazione mondiale della sanità e finanziato con miliardi di dollari i programmi del governo etiope.

L'Italia di solito non ha alcun peso negli equilibri internazionali. Ma in quei giorni, con un bilancio di oltre trentacinquemila morti in poche settimane, la metà dei quali concentrati in Lombardia, la strage italiana diventava il peggior atto d'accusa contro Tedros Ghebreyesus, il suo staff e il governo italiano di Giuseppe Conte che aveva applicato in modo acritico le direttive del direttore generale. Come quando Walter Ricciardi, consulente personale di Speranza e rappresentante del governo nell'Oms, fece credere agli italiani, durante una diretta tv dalla sede della Protezione civile, che «le mascherine alla persona sana non servono a niente». Era il 25 febbraio 2020 e, forse, qualche indicazione su come rimediare dei dispositivi di fortuna sarebbe stata più utile, visto che nessuno nel governo aveva pensato ad accantonare una scorta adeguata di protezioni individuali e diciotto tonnellate erano state da poco regalate alla Cina dal ministero degli Esteri di Luigi Di Maio.

«Ho incontrato l'ex primo ministro italiano, Mr. Massimo D'Alema», scrive a tarda primavera 2020 Ranieri Guerra nel suo periodico report in inglese a Tedros Ghebreyesus: «e ho discusso in merito al suo influente supporto all'Oms, nel mobilitare e sostenere la causa con gli sherpa per la presidenza italiana del G20-2021».

«Ho incontrato il presidente del Parlamento italiano, Mr. Fico», continua Ranieri Guerra nelle sue informative al direttore generale: «sulla strada da seguire in collaborazione con l'Oms e la potenziale interazione che conduca a un'agenda comune per la presidenza italiana del G20-2021. Ho incontrato gli sherpa del G20, il capo di gabinetto del ministro degli Esteri e ho stabilito una linea di comunicazione diretta che permetta la collaborazione informale nella stesura dell'importante agenda».

«Ho incontrato il ministro della Salute e lo staff del primo ministro e abbiamo messo a punto il loro discorso all'Assemblea mondiale della sanità, puntando in particolare a come l'Italia possa collaborare con l'Oms nella sua presidenza del G20-2021», rivela ancora Guerra, riferendosi a Speranza e Conte, in un altro rapporto al direttore generale del maggio 2020.

«Ho incontrato gli sherpa italiani per il G20 e il loro team nell'ufficio del primo ministro e abbiamo cominciato la discussione informale sulle priorità e le aree di concentrazione proposte dall'Oms, in base ai documenti preliminari ricevuti dal quartier generale. L'ambasciatore Benassi ha presentato Raffaella Valentini del suo staff come contatto informale per futuri colloqui», spiega invece il rapporto inviato da Guerra a Ginevra nel mese di luglio.

«Un'ulteriore conversazione si è tenuta con l'ufficio del primo ministro sull'agenda del futuro G20», informa un'altra nota di Guerra inviata a Tedros nel settembre 2020: «La presidenza italiana per il 2021 sembra orientata verso l'adozione di un tema singolo che sia sviluppato da tutti i settori, vale a dire la sicurezza (compresa la preparazione), come ho anticipato nei rapporti precedenti. Una bozza provvisoria di programma sarà ridiscussa la prossima settimana».

L'alta sorveglianza mantenuta dal direttore generale dell'Oms sul governo di Giuseppe Conte e sul ministero di Roberto Speranza è confermata da un'email da tempo acquisita dalla Procura di Bergamo che, con il capo dell'ufficio, Antonio Chiappani, e il procuratore aggiunto, Maria Cristina Rota, sta indagando sul mancato contenimento dell'epidemia e sul record mondiale di letalità registrato nella provincia bergamasca durante la prima ondata.

«Uno degli atout di Speranza è stato sempre il potersi riferire a Oms come consapevole foglia di fico per certe decisioni impopolari e criticate da vari soggetti», scrive Guerra il 13 maggio 2020 a Francesco Zambon, il funzionario medico della sede di Venezia, coordinatore del rapporto sull'Italia pubblicato il giorno successivo e rimosso dall'Oms dopo poche ore. «Questa è stata materia di discussione e di accordo con Tedros, anche attraverso chi ti scrive e la Missione di Ginevra […]. Se hai visto Report, forse avrai notato che il bersaglio principale Tedros ha me come corollario (ma solo perché ho rifiutato di prestare voce all'attacco contro di lui e non ho fatto i nomi dei miei fallimentari colleghi che dal 2018 a oggi hanno finito di distruggere la prevenzione), ma ha anche incluso D'Alema e Speranza, di striscio ma in maniera significativa. Capirai quindi, assieme ad altro che non ti dico per brevità, ma fidati, come la situazione sia tesa».

Massimo D'Alema è l'unico presidente onorario non cinese di un'influente associazione di Pechino, la Silk Road Cities Alliance, che sostiene la penetrazione degli interessi del regime comunista lungo la Via della seta. Con D'Alema, sono presidenti onorari l'ex ministro della Sanità cinese, Zhang Wenkang, famoso per aver nascosto la prima epidemia mortale di coronavirus nel 2003; l'ex direttore dell'Ufficio informazione del Consiglio di Stato, Zhao Qizheng, per anni capo dell'ufficio centrale per le propaganda all'estero e il controllo sugli oppositori al regime; e l'ex ministro degli Esteri della Repubblica Popolare, Li Zaoxhing. 

Non a caso proprio in questi giorni, in un'intervista a New China TV, D'Alema ha celebrato il Partito comunista cinese: dimenticando in un colpo solo le bugie e le censure del regime che hanno trasformato l'epidemia di Sars-CoV-2 in pandemia, la repressione delle libertà a Hong Kong e la scomparsa e la tortura degli oppositori nei campi di detenzione, tra i quali almeno un milione di musulmani della provincia di Xinjiang. Tutti cittadini cinesi arrestati e rieducati con la forza alla religione del partito.

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