Italy
This article was added by the user . TheWorldNews is not responsible for the content of the platform.

Fine vita, Massimiliano morto in Svizzera

Fine vita, Massimiliano morto in Svizzera

Foto associazione Luca Coscioni

Aveva lanciato un appello dicendo che avrebbe preferito morire a casa sua, in Italia

E’ morto Massimiliano, andato in Svizzera per il suicidio assistito. Ne dà notizia l’Associazione Luca Coscioni. Massimiliano è stato accompagnato nel Paese elvetico da Felicetta Maltese, 71 anni, iscritta all’Associazione Luca Coscioni e attivista della campagna Eutanasia Legale e da Chiara Lalli, giornalista e bioeticista. Entrambe, per questa azione di disobbedienza civile, rischiano fino a 12 anni di carcere per il reato di aiuto al suicidio. Domani entrambe andranno ad autodenunciarsi a Firenze presso la Stazione Carabinieri Santa Maria Novella alle ore 11, scrive l’associazione sui suoi canali. Anche Marco Cappato, che in questa occasione non ha direttamente accompagnato Massimiliano, si autodenuncerá in veste di legale rappresentante dell’Associazione Soccorso Civile che ha organizzato e finanziato il viaggio di Massimiliano verso la Svizzera. Ad accompagnarli Filomena Gallo, avvocato e segretario Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.

Nel suo ultimo video messaggio Massimiliano dichiara: “Sono quasi completamente paralizzato e faccio fatica anche a parlare. Da un paio di anni siccome non ce la faccio più, questo corpo è guasto, non ce la fa più così ho iniziato a documentarmi su internet su metodi di suicidio indolore [….]. E finalmente ho raggiunto il mio sogno. Peccato che non l’ho raggiunto in Italia, ma mi tocca andare all’estero. E questa è una cosa un po’ bruttina. Perchè non posso farlo qui in Italia? A casa mia, anche in un ospedale, con i parenti, gli amici, vicino che mi supportano. No, devo andarmene in Svizzera. Non mi sembra una cosa logica questa. E quindi sono costretto ad andarmene via, per andarmene via”.

Massimiliano in un video appello nei giorni scorsi aveva infatti chiesto di poter essere aiutato a morire senza soffrire in Italia, a casa sua, vicino ai suoi cari, ma non può farlo però perché non è “tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale”, quindi, non rientra nei casi previsti dalla sentenza 242/2019 della Consulta sul caso Cappato\Dj Fabo per l’accesso al suicidio assistito in Italia.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata