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Flavio Bucci è morto in povertà, quando disse: “Ho speso tutto in donne”

Le parole dell’attore in un’intervista rilasciata tempo fa al Corriere della Sera.

Oggi, martedì 18 febbraio, a Passoscuro, nel Lazio, è scomparso l’attore Flavio Bucci, interprete di molti film di successo, tra cui lo sceneggiato Ligague, trasmesso sulla Rai nel 1977.

A trovare l’attore privo di vita e riverso sul pavimento di casa una persona che aveva accesso all’alloggio e che poi ha dato l’allarme. Inutili i soccorsi da parte del personale del 118 arrivato sul posto. Molto probabilmente Bucci è deceduto a causa di un infarto.

Per Bucci, comunque, gli ultimi anni sono stati difficili, essendo finito nel dimenticaio, quasi in uno stato di povertà.

Nell’ottobre del 2018, tra l’altro, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Bucci rivelò: «Non ho più soldi, ho speso tutto in donne, vodka e cocaina». E ancora: «La vita è una ed è tua, puoi farci ciò che vuoi».

Bucci raccontò anche che grazie al teatro «guadagnavo anche due milioni al giorno: ho speso tutto in donne, manco tanto, che me la davano gratis, vodka e cocaina. Scarpe e cravatte che non mettevo mai, mi sparavo cinque grammi di coca al giorno, avrò bruciato 7 miliardi».

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Sulla sua scomparsa è intervenuto Dario Franceschini, ministro per i beni e le attività culturali e il turismo: «Nella sua lunga carriera Bucci ha saputo interpretare con passione e maestria molti ruoli, identificandosi, come lui stesso amava dire, in più vite e personalità di cui ha saputo cogliere l’essenza. È un giorno di lutto per il cinema italiano».

Infine, per ricordare l’attore, Rai Cultura proporrà domani, mercoledì 19 febbraio, e giovedì 20 su Rai Storia, una miniserie biografica del 1981, firmata da Giovanni Fago e dedicata a Don Luigi Sturzo, in cui Bucci interpreta il sacerdote fondatore del Partito Popolare. Inoltre, sabato 22 febbraio, sempre su Rai Storia, ci sarà il film Uomini e no, diretto da Valentino Orsini, uscito nel 1980, dove Bucci è il partigiano Enne 2. La colonna sonora è di Ennio Morricone.

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