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Focolaio al Genoa, annullato l’allenamento. Serie A e possibili scenari: attesa per i tamponi del Napoli. Rinvii? Ecco come fanno in Europa

La Lega calcio dovrà prendere una decisione: un vertice è atteso tra oggi e mercoledì. La prima ipotesi è rinviare la gara tra Grifone e Torino, ma se dovessero esserci molte positività tra i partenopei si fa strada l'idea di posticipare tutta la giornata, "sfruttando" la sosta per le Nazionali. Un precedente che metterebbe a rischio lo svolgimento della stagione: il calendario, infatti, è già stretto. Le altre leghe europee hanno deciso diversamente, per evitare di saltare troppe partite

I cancelli di Pegli, il centro sportivo del Genoa, sono rimasti chiusi: allenamento odierno annullato e sanificazione di tutte le aree. Decisione necessaria dopo la scoperta del focolaio nella squadra, con 11 giocatori e 3 membri dello staff risultati positivi al coronavirus. Tra oggi e mercoledì è previsto un nuovo ciclo di tamponi, esteso anche ai dipendenti che non sono a stretto contatto con la squadra. La speranza è non trovare nuovi casi, magari scoprire che potrebbe esserci qualche “falso positivo”. Al momento però la gara di campionato con il Torino, in programma sabato alle 18, resta in forte dubbio. Andando oltre la situazione specifica, servirà però una decisione definitiva per garantire il proseguo della Serie A: così hanno fatto gli altri Paesi Europei, dalla Spagna alla Francia. Una regola generale esiste ed è quella pubblicata dalla Uefa ad agosto: bastano 13 tesserati disponibili per scendere in campo, in caso contrario partita persa a tavolino. E’ la Lega calcio che dovrà prendere una decisione: un vertice è previsto per mercoledì, forse già questa sera. I vertici del pallone aspetteranno notizie da Napoli: se diversi giocatori dovessero risultare positivi, l’ipotesi potrebbe essere uno slittamento dell’intera giornata di campionato, sfruttando il lasso di tempo che verrebbe garantito dalla sosta per le Nazionali. Per il regolare svolgimento della stagione sarebbe un precedente pericoloso.

Da Genoa intanto arrivano le prime notizie sullo stato di salute dei contagiati: nessuno è stato ospedalizzato e solo uno dei membri dello staff ha sintomi, con febbre e tosse. L’obiettivo, della squadra ma anche delle autorità sanitarie, è ora quello di isolare al più presto i casi positivi: per questo è stato previsto un nuovo ciclo di tamponi, questa volta allargato a tutti i dipendenti del centro sportivo. Intanto aumenta la preoccupazione a Castel Volturno: nel quartier generale del Napoli i giocatori arriveranno nel pomeriggio e saranno sottoposti a test. Il timore è che la partita giocata domenica (e vinta 6 a 0 dai partenopei) possa essere stata fatale. Per saperlo però bisognerà aspettare mercoledì, quando si avrà l’esito dei tamponi. Per avere delle certezze però sarà necessario il secondo test, previsto venerdì. Quali decisioni saranno prese nel frattempo? Se lo chiedono gli appassionati, la Lega calcio non sa ancora rispondere.

Le due opzioni sul tavolo – Proprio dopo che la Figc del presidente Gabriele Gravina aveva chiesto e ottenuto dal governo di allentare il protocollo sui tamponi, convinto che il peggio fosse ormai alle spalle, si è presentato il primo vero focolaio in Serie A. Ora i vertici del pallone si scontrano con la mancanza di regole certe su un aspetto: cosa fare quando ci sono più positività nella stessa squadra? La Lega calcio deve decidere come muoversi. Le opzioni sul tavolo sembrano al momento due. La prima: rinviare solamente Genoa-Torino, sperando che da Napoli arrivino buone notizie. La seconda: rinviare l’intera giornata di campionato. In questo modo si tornerebbe in campo il 17 ottobre, quindi tra più di due settimane.

Come fanno le altre leghe europee – Sarebbe comodo “sfruttare” la pausa per le Nazionali, ma sarebbe anche un precedente pericoloso: se ogni volta che ci sono tanti casi in una squadra, le partite vengono rinviate, il campionato non finisce. L’evidenza è dovuta al calendario, stretto per via della partenza ritardata e degli Europei previsti a giugno: non c’è spazio per i rinvii. Gli altri Paesi – che sono nella stessa condizione – ci hanno già pensato e hanno stabilito dei criteri. I francesi per la Ligue 1 hanno previsto che si gioca finché una squadra ha almeno 20 giocatori negativi al tampone. In Premier League i club devono scendere in campo finché hanno 14 calciatori disponibili. In Spagna la linea più dura: basta avere 13 giocatori a disposizione, di cui solo 5 devono essere per forza della prima squadra. In Italia invece fa fede il protocollo Uefa. Il Genoa può chiedere il rinvio, la squadra avversaria lo deve accettare. Se però dovesse arrivare anche la richiesta del Napoli, il campionato – appena cominciato – comincerebbe già a traballare.

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