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Franchi tiratori e niente maggioranza, il Consiglio comunale di Udine è senza vicepresidente: salta la nomina di Cunta

UDINE. La maggioranza scivola sulla nomina del vicepresidente del consiglio. La capogruppo della Lega, Lorenza Ioan, aveva lanciato la candidatura del collega di partito Andrea Cunta ma, nel segreto dell’urna, al centrodestra sono venuti a mancare i numeri. Il regolamento prevede infatti che l’elezione del vicepresidente avvenga con la maggioranza assoluta e votazione segreta. Servivano quindi 21 voti favorevoli e, sulla carta, la maggioranza poteva contare proprio su 21 consiglieri presenti in aula, mentre Cunta si è fermato a 19. Impossibile sapere chi sia stato, della maggioranza, a votare scheda bianca (5 in tutto) o nulla (3) mentre i restanti nove voti sono andati a Lorenzo Patti di SiAmo Udine.

Il sospetto è che i “franchi tiratori” si siano nascosti nel Gruppo Misto con Paolo Pizzocaro e Mirko Bortolin che hanno voluto lanciare un segnale per quello che ritengono essere un problema irrisolto da tempo e relativo alla mancanza di un vero e proprio coinvolgimento nelle scelte. Bortolin non ha voluto commentare l’esito del voto, ma non ha nascosto il suo malumore emerso anche in altre circostanze per la scarsa considerazione ricevuta. Sulla stessa linea anche Paolo Pizzocaro al quale sarebbe stata proposta la presidenza della terza commissione Politiche sociali e diritti di cittadinanza al posto di Marco Valentini dopo il passaggio di quest’ultimo da Ar a Fdi. Un’operazione saltata pare anche per l’opposizione dei patrioti. E per un errore formale dei consiglieri che ieri hanno presentato una mozione di sfiducia per lo stesso Valentini. Il presidente del consiglio Berti, l’ha infatti respinta non essendo stata motivata come prevede il regolamento.

Non è saltata invece la nomina di Claudia Basaldella, anche lei leghista, che è stata indicata, sempre con votazione segreta, nuova presidente della quarta commissione Cultura e istruzione al posto dell’assessore all’Istruzione Elisabetta Marioni che ieri ha lasciato ufficialmente il ruolo di consigliera aprendo le porte di Palazzo D’Aronco alla prima non eletta del Carroccio, Giulia Agostinelli.

Insomma, lo scricchiolio della maggioranza, se così si può dire, è durato veramente poco. Giusto il tempo di far saltare la nomina di Cunta lasciando di fatto il Consiglio comunale presieduto da Enrico Berti senza un vice. Quando si è trattato di votare il bilancio consolidato e la variazione infatti, tutta la maggioranza, compresi i due componenti del misto, hanno votato compatti a favore.

Tanto che il sindaco Pietro Fontanini ha minimizzato l’accaduto: «Vorrà dire - ha commentato - che nomineremo il vice il prossimo consiglio». A rendere determinante il voto del Misto, sempre che effettivamente si siano nascosti lì i franchi tiratori, sono state le assenze giustificate dei leghisti Asia Battaglia ed Enrico Andreucci Florio sommate a quelle di Antonio Pittioni (Fdi) e Giovanni Barillari (Fi), arrivato subito dopo la votazione mancata per Cunta. Sempre nel corso del consiglio di ieri il capogruppo di Innovare, Federico Pirone ha chiesto chiarimenti sull’indisponibilità della palestra Benedetti e della palestra della scuola Manzoni per gli studenti di quest’ultima: «Dovete spiegarci perché 546 ragazzi si siano trovati nell’impossibilità di fare attività motoria. Perché il Comune non si è attivato per tempo in modo da sanificare gli spazi del Benedetti sapendo che la struttura della Manzoni era indisponibile?».

Il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Loris Michelini ha chiarito che il problema è stato causato da una perdita rilevata nell’impianto di riscaldamento dopo i lavori effettuati tra il 2015 e il 2016: «Quando nel 2019 si è verificata la perdita abbiamo contattato la ditta che però ci ha contestato il fatto che nel 2016 il Comune aveva confermato che i lavori erano stati eseguiti correttamente. Ne è nato un contenzioso e adesso partiranno i lavori quindi in breve tutto sia risolto definitivamente. Il trasferimento al Benedetti, gestito da un’associazione, era stato proposto, ma la distanza rendeva complicate le cose per gli stessi studenti tanto che è stato utilizzato solo due o tre volte».

Lo stesso Pirone ha poi contestato i criteri individuati per l’assegnazione dei contributi ai progetti culturali del bando “Udinestate” dai quali è rimasto escluso il teatro Nuovo Giovanni da Udine: «È un problema politico, come è possibile che il nostro teatro guidato tra l’altro da un direttore artistico nominato dal cda scelto da in gran parte da questa maggioranza, resti escluso da un bando arrivando addirittura 36° in graduatoria? È evidente che qualcosa non va».

Una critica respinta al mittente dall’assessore alla Cultura, Fabrizio Cigolot che ha evidenziato come «non sia la giunta a decidere ma gli uffici», annunciando però che saranno rivisti i criteri per le realtà che, come il teatro, si avvalgono di professionisti del settore.

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