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Francia e Germania in lockdown per un mese, Uk ci pensa

Lockdown parte seconda, stavolta sono Francia e Germania a fare da apripista. Dopo il “modello italiano” dello scorso marzo, stavolta il nostro Paese (forte anche di numeri meno drammatici di quelli dei nostri vicini, ma destinati ad aumentare) ha scelto una linea di compromesso nel contenimento del virus. Invece Francia e Germania, insieme, hanno tagliato la testa al toro e deciso di andare da venerdì 30 ottobre per un mese “in apnea”. Con modalità diverse fra loro, anche se nessuna delle due prevede un blocco così totale come quello italiano della scorsa primavera. La Francia ad esempio lascia aperte scuole e fabbriche (anche se lo smart working è incoraggiato “ovunque possibile”), mentre il lockdown tedesco sarà un po’ più blando, proporzionato al fatto che la curva dei contagi è molto più drammatica nel Paese di Emmanuel Macron (quasi 40.000 contagi al giorno) che in quello di Angela Merkel, che al momento viaggia ad un ritmo persino inferiore a quello italiano.

Così in Germania oltre alle scuole restano aperti anche i negozi, gli asili e le funzioni religiose, ma chiudono bar e ristoranti, che potranno fare asporto. Chiudono anche discoteche, teatri, cinema, palestre e piscine. E il calcio professionistico, che era stato il primo in Europa a ripartire a maggio, tornerà a disputarsi a porte chiuse. In Francia chiudono del tutto bar, ristoranti e negozi non essenziali, ma rimangono aperti da stanotte al 1° dicembre, al netto dello smart working, uffici pubblici, scuole (ma con protocollo rinforzato), cantieri edili, fabbriche, aziende agricole. Torna anche l’autocertificazione: gli spostamenti fuori casa saranno possibili solo per recarsi al lavoro, per andare dal medico, per assistere un parente malato o per fare la spesa, oppure anche per fare una passeggiata ma entro il km di distanza da casa e per non più di 1 ora al giorno. Stop anche agli spostamenti tra Regioni, ad eccezione per chi deve rientrare dalle vacanze del 1° novembre, che in Francia sono già iniziate.

Su una cosa però concordano, per ora, sia Francia che Germania: niente chiusura delle frontiere e limitazioni agli spostamenti tra Paesi, a patto di rispettare rigorosamente i protocolli sanitari negli aeroporti. Tuttavia, altri Paesi potrebbero entro pochi giorni seguire le orme dell’asse Parigi-Berlino: il Regno Unito, tramite le parole del ministro Robert Jenrick, ha fatto sapere che un secondo lockdown nazionale (per ora si procede per aree a seconda della criticità) “non è da escludere”. In Spagna i lockdown vengono decisi a livello locale, ma ormai sono pochissime le regioni a non averlo fatto: solo Extremadura, Cantabria, Galizia e le Canarie. La stessa Italia è sul punto di prendere la dolorosa decisione: la sensazione è che si aspetteranno una decina di giorni per vedere se il semi-lockdown produrrà qualche risultato. Altrimenti intorno all’8-9 novembre scatterà nuovamente la clausura nazionale.

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