MILANO - A un paio di giorni dall'ufficializzazione della Nadef, il ministro dell'Economia, Daniele Franco, mette agli atti la previsione di una crescita del 6% per l'Italia, nel 2021, seguita da un altro anno di forte espansione: "Quest'anno cresceremo circa del 6 per cento, l'anno prossimo almeno del 4 per cento. Sono tassi di crescita molto elevati, anche più elevati di quelli che ci sapettavamo. Ma l'anno scorso abbiamo perso nove punti di Pil. Torniamo a malapena dove saremmo stati", ha dichiarato parlando a Lecce ad un convegno sul Pnrr.

"Il vero test è la crescita del nostro Paese dopo questa fase di recupero. Siamo usciti da circa un quarto di secolo di crescita molto modesta, inferiore a quella del resto dell'area dell'Euro. Il nostro problema è crescere stabilimente più di quanto siamo cresciuti in passato".

Anche i saldi del bilancio saranno migliori di quel che si stimava in primavera: "Il debito pubblico sarà meno di quanto si attendeva, per tanti motivi ma anche perchè l'economia va meglio". Al convegno "Pnrr, è un bene comune" il titolare delle Finanze si è soffermato sui problemi strutturali: "Abbiamo investito poco, il 19% del Pil. Studiamo poco: abbiamo tassi di giovani che si diplomano e laureano inferiori ai tassi degli altri paesi. Spendiamo poco per ricerca, abbiamo tassi di occupazione bassi: il 33% rispetto all'81% della Germania e al 72% della Francia. Il nostro problema è affrontare questo e il Piano può essere uno degli strumenti importanti. Non è la bacchetta magica, dobbiamo attuarlo bene ma serve anche altro".