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Gaffe di Giarrusso (M5S) al Parlamento Ue: rinuncia all’intervento perché non riesce a parlare inglese

Gaffe di Giarrusso (M5S) al Parlamento Ue: rinuncia all’intervento perché non riesce a parlare inglese: “I try it, i’m not perfect in english”, poi si arrende

Un frame della seduta "con gaffe" di Giarrusso

Momento iconico al Parlamento Europeo, dove una gaffe di Dino Giarrusso del M5S viene postata su Twitter da chi l’ha subito colta: in un video il parlamentare infatti rinuncia al suo intervento perché non riesce a parlare inglese. Insomma, Giarrusso doveva parlare ai colleghi di prosecco ma è rimasto “a secco” di parole nella lingua più usata del mainstream planetario ed è finito nel mirino di Carlo Calenda.

Gaffe di Giarrusso del M5S al Parlamento Ue: Twitter e il video del suo imbarazzo

Non solo sul suo, ma anche su quello di Selvaggia Lucarelli. Proprio gli account Twitter di questi ultimi due hanno pubblicato il video: vi si vede (e sente soprattutto) Giarrusso che inizia a parlare di prosecco in merito alla necessità di salvaguardarne la produzione, ma ad un certo punto si interrompe. Cosa è successo?  

Niente traduttore e parte la Gaffe di Dino Giarrusso al Parlamento Ue

Nulla, a parte che lo speaker in cabina fonica lo ha avvertito che non c’è la traduzione simultanea del suo intervento, perciò dovrebbe parlare in inglese. Con un indomito “I try it, i’m not perfect in english” Giarrusso si avventura nella selva del vocabolario british ma essendo in modalità “the book is on te table” si arrende subito dopo (ad onor del vero non è il solo) e in italiano spiega:  “No, io non riesco a fare l’intervento in inglese perché l’ho scritto in italiano e non riesco a tradurlo”. 

“Fatemi parlare in italiano”, la gaffe di Giarrusso del M5S al Parlamento Ue e gli sfottò social

“Non mi è stato detto che potevo farlo in inglese. Chiedo di poterlo fare in italiano, se possibile”. Purtroppo non è possibile, perciò Giarrusso rinuncia all’intervento e diventa obiettivo di satira social virale e un prodotto italiano rinuncia alla sua perorazione. “Bye bye, prosec”.