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Genoa-Verona 3-3, spettacolo al Ferraris: e Destro segna con una bottiglietta in mano

GENOVA - Le vie del calcio sono infinite, se Genoa e Verona chiudono il loro confronto sul 3 a 3. Ci sono le strade dell’ordine tecnico e della tattica, e quelle le percorre un Verona in ripresa ma forse troppo algido per portare a casa una vittoria che a un certo punto sembrava scontata. Ma ricordate il film “Certo certissimo anzi probabile”? E’ la pellicola ideale per parlare del Genoa visto in questa partita difficile da raccontare attraverso il gioco. Sotto due a zero, il Grifone sembra avvolgersi in sè stesso, pensare che sta rovinando la festa di un popolo. Ma, come detto, ci sono altre strade che riguardano il calcio. Quelle del cuore. Un cuore matto, quello rossoblù, matto da legare. Se, sotto di due a un quarto d’ora dalla fine, un episodio casuale, mani di Dawidowicz in area, con rigore di Criscito, basta e avanza per vivere un finale inimmaginabile.  Allacciate le cinture, vi raccontiamo tutto.   

<<La cronaca della gara>>

Gli americani della Liberazione

Grande entusiasmo al Ferraris per la new wave genoana, gli americani - festeggiati come nel ’46, anno della … Liberazione - non regalano sigarette e chewing gum ma biglietti. Tredicimila allo stadio gratis. Lo speaker invoca di usare la mascherina, pochi lo ascoltano. E’ un tifo che vive il nuovo che avanza come l’uscita da un lockdown, detto senza offesa per nessuno ma per amore di verità. 

Genoa senza veleni

Il Genoa - reduce dal buon pareggio a Bologna - continua tuttavia ad avere problemi strutturali in attacco, aspettando che arrivi quel Caicedo che al reparto conferirà peso e potenza oggi assenti. Ballardini ci mette come sempre le sue qualità di alchimista, ma non riesce a dare alla sua manovra il “veleno”. Della malizia resta solo il profumo… Ma il naso, almeno per i primi 45’ non è quello di Jean Baptiste Grenouille. Nel 3-5-2 che prova a costringere qualche difensore avversario a snaturarsi, manca peso dalla cintola in su. 

Verona in fiducia

Il Verona? Aveva bisogno di crescere in convinzione. I tre punti con la Roma sono stati corroboranti. Tudor propone Lasagna, immaginando bene che il Genoa spinga e regali campo. Dunque il velocista mantovano fa coppia con l’ex Simeone. Inizialmente l’aggressione ligure ha ragione, ma il Verona non si scompone, anche per la pochezza genoana in area di rigore dove Montipò si guadagna da vivere solo con una bella intuizione, su cross di Criscito, di quelli che poi diventano tiri, lisciato da Fares.

Ilic in cattedra, il verona passa con l'ex 

Quando l’iniziale sfuriata locale cala, ecco uscire la qualità dell’ordine tattico dei gialloblù, con Ilic che finalmente si prende la scena, con Barak che lo assiste, con Tamezè che appoggia la manovra nella corsa e nel contrasto. E’ curioso però come le piste laterali, solitamente molto sfruttate, siano piuttosto chiuse. La manovra anche veronese tracima centralmente, poi trova sfogo all’appoggio sui lati. Il gol ne è l’esempio: palla da Ilic a Faraoni, cross, c’è un inatteso Cambiaso da centrale che viene sovrastato da un attaccante di ruolo, Simeone, che di testa infila Sirigu. La reazione genoana, c’è, a folate. Ma Badelj non è un centravanti, riceve da centravanti, e rifiuta il tiro nella sola situazione difficile affrontata dall’ospite. 

Doccia fredda, Barak raddoppia 

Dopo l’intervallo, Ballardini cambia. Pandev al posto di Melegoni è scontato, c’è pure Behrami per Cambiaso. Ballardini sembra dire: serve mestiere. Nel Verona Sutalo per Lazovic. Ti aspetti una reazione rossoblù e invece arriva la doccia fredda, Maksimovic rientrando precipitosamente dà un pestone a Simeone in area, Barak spiazza Sirigu. 

Il Genoa sbarella, il Verona non la chiude 

Il decollo del Genoa insomma è rimandato. la squadra ligure più che un aereo sembra un aliante che sbarella col vento. Il Verona controlla le operazioni senza mai soffrire, i minuti passano ma Montipò non deve mai intervenire. Anzi al 67’ Kalinic appena entrato si mangia il gol del tre a zero davanti a Sirigu. E al 73’ Barak vede un suo tiro deviato acrobaticamente da Sirigu.  Nulla proprio nulla fa pensare al finale mozzafiato che ci attende. 

Un finale schizofrenico  

A un quarto d’ora dalla fine, il film del Verona da commedia con happy ending diventa un horror. 75’ Dawidowicz spalle alla sua porta, preoccupato di inseguire un attaccante, smanaccia il pallone. Per Criscito è la specialità della casa: 1 a 2. Marassi è rivitalizzata. E neanche cinque minuti dopo tutti a saltare su una punizione calciata in mezzo, Destro stacca davanti a Bani, palo e gol. 2 a 2. 

La bottiglietta rigenerante di Destro

Nella cronaca schizofrenica del match, ora è il Verona a perdere l’aplomb (ed è un eufemismo): tutti avanti, come fossero stati derubati. Lasagna esalta la forza di Sirigu che vola a deviare un gran diagonale destinato all’angolino, e all’85’ ancora Destro arriva a ribaltare il risultato. Con una giocata individuale d’autore. Lasciato a poter gestire l’uno contro uno con Gunter, finge il tiro, rientra e scavalca con un cucchiaio Montipò in uscita. Delirio! Curiosità unica, il centravanti blandiva in mano una bottiglietta d’acqua (“avevo i crampi” dirà alla fine: c'era acqua di Lourdes?) 

Kalinic ultimo giro di giostra

Altro giro, altro regalo. Gettata al vento la dote, con il conto in rosso, il verona ritrova il senno perduto. barak scaraventa fuori un pallone sotto misura, poi, nel primo di 5’ di recupero, arriva il pareggio. Kalinic stacca di testa su cross di un ottimo Casale e infila l’angolino. Match vietato ai deboli di cuore. Sigla finale? Canticchiate “Onda su onda”…

GENOA (3-5-2): Sirigu; Biraschi (dal 19' st Ghiglione), Maksimovic (dal 9' st Bani), Criscito; Cambiaso (dal 1' st Pandev), Melegoni (dal 1' st Behrami), Badelj, Rovella, Fares; Kallon (dal 13' st Ekuban), Destro. All. Davide Ballardini
HELLAS VERONA (3-4-1-2): Montipò; Dawidowicz, Günter, Casale; Faraoni (dal 29' st Magnani) Tameze (dal 20' st Bessa), Ilic, Lazovic (dal 1' st Sutalo); Barak; Simeone (dal 20' st Kalinic), Lasagna (dal 38' st Caprari). All. Igor Tudor
Arbitro: Daniele Doveri (Sez. AIA di Roma 1)
RETI: 8' Simeone, 49 Barak (rig.), 77’ Criscito (rig.), 80’ e 85’ Destro, 91’ Kalinic
NOTE. Ammoniti: Maksimovic, Behrami, Pandev, Günter, Ilic. Recupero 0’ e 6’.

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