Italy

Gentile sul Mercato coperto da rivitalizzare «Operatori succubi di quelli del No se pol»

la polemica

Da una parte, a Trieste, gli operatori «invocano il rilancio del Mercato coperto con un’immissione di professionalità e investimenti che attirino i giovani». Dall’altra, e siamo a Gorizia, gli operatori «si oppongono all’intervento della Camera di commercio, rinunciando a tre milioni e rotti».

Leggere le cronache di Trieste e di Gorizia è molto istruttivo in questi giorni perché mostra come le città siano diverse. Ed è altrettanto curioso che il dibattito avvenga in contemporanea, seppure le strutture, la loro storia, tutto il contesto siano diversi. Chi sta sbagliando? Secondo Fabio Gentile, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, a sbagliare è Gorizia che non vuole cogliere l’opportunità Gambero rosso. «Se la situazione commerciale del Mercato è in mano ai professionisti del No se pol e al verde Fiorelli, non credo ci saranno grandi prospettive future per quella struttura - allarga le braccia -. Gli operatori commerciali dicono che il Mercato va ristrutturato a difesa di uno status quo che, comunque, con il progetto della Cciaa, potrebbe essere non solo mantenuto ma anche migliorato. Purtroppo, sta prevalendo la linea di coloro che portano a loro emblema il detto “Stucco e pittura per tornar a far bella figura”. Ma il Mercato, per essere attrattivo e per svoltare, ha bisogno di qualcosa di più di una semplice ristrutturazione».

Qualcuno ipotizza il rischio che i soldi dell’ente camerale della Venezia Giulia finiscano a Trieste per ristrutturare il Mercato coperto del capoluogo giuliano. «Ma sono soldi del Fondo Gorizia che non possono essere utilizzati a Trieste: quindi, da questo punto di vista, si possono dormire sonni tranquilli», puntualizza l’esponente forzista che fa parte anche della Giunta integrata della Cciaa.

Ma ecco la sua idea. Che poi è la stessa che ha descritto al sindaco Ziberna. «Si prenda in considerazione di andare a ristrutturare l’adiacente ex Mercato all’ingrosso che, così, potrà ospitare gli operatori del Mercato coperto per il tempo necessario ai lavori di ristrutturazione finanziati dalla Camera di commercio. Rimoduliamo gli spazi che servono ai commercianti: poi saranno loro a dover decidere se rientrare in via Boccaccio al “Coperto” o restare nell’ex area all’ingrosso».

Insomma, Gentile, all’ex mercato all’ingrosso avrebbe visto bene un trasferimento momentaneo degli operatori del Mercato, adeguandolo alle loro temporanee esigenze, ma modulandolo per un uso futuro più razionale anche in chiave artigianale e di sito da destinare ad attività mercatali come dei mercatini dell’usato puntando proprio sul rilancio dell’area e creando degli spazi che potevano essere utilizzati come “temporary store” lasciando intatta l’area che poteva essere pure coperta, onde favorire, per esempio, degli spettacoli o delle manifestazioni durante il periodo freddo. «Successivamente, lavori completati, nessuno avrebbe vietato loro, anzi, di fare ritorno presso il Mercato coperto. La riqualificazione dei Giardini pubblici (anche questi opera dello studio Mennino-Di Dato, così come la bellissima area sotto il Castello di Gorizia ed il rifacimento di piazzale Seghizzi) sono sicuramente un biglietto da visita di qualità del lavoro. Tale area poi si estenderebbe ed è strettamente legata alla riqualificazione della Valletta del Corno, che in breve sarà ultimata, con la possibilità di creare un area d’insieme sia con caratteristiche di eccellente verde pubblico (ma smettiamolo di paragonarlo al Central park, per cortesia) quanto di area a valore commerciale. Ho citato anche in Consiglio comunale l’esempio di Portobuffolè, in provincia di Treviso, un paesino di 735 abitanti che ogni mese richiama migliaia di persone al suo mercatino dell’antiquariato e del collezionismo da tutto il Nord Italia o, più semplicemente, sempre nell’area centrale coperta, anche organizzare dei mercati specializzati (penso a Militaria o Mercati specifici come possono essere quelli del Disco, del libro o di oggetti particolari). L’area poi della Valletta del Corno, una volta riqualificata del tutto potrebbe ospitare anche delle aree libere dedicate al tempo libero (penso per esempio ad un’area griglie) dove poter portare le famiglie».

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