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Giro d’Italia 2021, il percorso da Torino (con l'attesa di Ganna) a Milano: decidono Zoncolan, Giau e Spluga

I chilometri sono 3.450, il dislivello verticale sfiora i 47 mila metri, la struttura appare molto simile a quella del 2020: si parte a cronometro, si lascia presto spazio ai velocisti e ai passisti più coraggiosi, ci si avvicina alle grandi montagne aumentando pian piano le difficoltà fino al gran finale, durissimo. Corsa vincente non si cambia e il sogno degli organizzatori del 104° Giro d’Italia, in programma dall’8 al 30 maggio prossimi, è quello di replicare la straordinaria sfida tra l’inglese Geoghegan Hart e il portoghese Almeida, arrivati alla cronometro finale di Milano a parità di tempo.

Si parte (era già noto) con la cronometro di Torino disegnata per far vestire di nuovo la maglia rosa a Filippo Ganna e si resta per due giorni in Piemonte con una Stupinigi-Novara (da velocisti) e una Biella-Canale più movimentata. Poi comincia la discesa verso sud, verso un meridione che dopo le abbuffate degli ultimi due anni sarà un po’ meno coinvolto. La quarta tappa (si parte da Piacenza) prevede il primo arrivo in salita, quello di Sestola. Spazio ai velocisti nella Modena - Cattolica, battaglia tra passisti prevista nella sesta frazione dalle celebri Grotte di Frasassi ad Ascoli Piceno con due Gpm nel mezzo e l’arrivo posto quota 1090 metri.

Dopo una Notaresco – Termoli per le ruote veloci del gruppo, ecco la Foggia – Guardia Sanframondi (siamo nel beneventano) molto ondulata. Inedito arrivo in salita in Abruzzo, a Campo Felice, il giorno dopo, nella frazione che parte dal Castel di Sangro e, poi, per la tappa numero 10 che anticipa il meritato giorno di riposo, prevista una cavalcata da L’Aquila - Foligno perfetta per le imboscate.

Si riparte con l’attesissima Perugia - Montalcino che propone 35 chilometri di strade bianche e poi con una Siena – Bagno di Romagna che rende omaggio sia ad Alfredo Martini che a Gino Bartali passando per Ponte a Ema e Sesto Fiorentino, le due città natali. La 13ª tappa da Ravenna a Verona (se la contenderanno i velocisti) è dedicata a Dante Alighieri nel 700° anniversario della morte. Sabato 22 maggio si scatta da Cittadella (Padova) e si sale sul «mostro» Zoncolan dal difficile ma non proibitivo versante di Sutrio. Al numero 15 c’è la Grado – Gorizia che sconfina in Slovenia e invita i velocisti alla battaglia, al 16 una Sacile – Cortina d’Ampezzo (che celebra i Giochi del 2026) che si annuncia memorabile: si scaleranno il passo Fedaia (Montagna Pantani), il passo Pordoi (Cima Coppi) e il passo di Giau prima del traguardo nella città delle Olimpiadi Invernali 2026. Il secondo giorno di riposo sarà ben meritato.

Il Giro ripartirà (tappa 17) da Canazei per salire a Sega di Ala, in Trentino, e il giorno successivo tornerà in pianura da Rovereto a Stradella con diversi strappi nel finale tra le colline dell’Oltrepò Pavese. La tappa 19 parte da Abbiategrasso verso l’inedito e severo arrivo sull’Alpe di Mera in Valsesia: 3.700 metri di dislivello con le salite del Mottarone e della Colma di Varallo. Da Verbania partirà il tappone decisivo, durissimo, che terminerà sull’inedita Alpe di Motta nella Valle Spluga. Tra le montagne da scalare ci sono il San Bernardino e lo Spluga. La maglia rosa verrà assegnata domenica 30 maggio con la cronometro individuale (30 chilometri) da Senago a piazza del Duomo a Milano.

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