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Giro d’Italia al via: le squadre, il percorso e i favoriti

Ha 28,6 anni, è alto un metro e 80 e pesa (beato lui) soltanto 67,1 chili. È il «corridore medio» che domani, dalle 13 e 15 in poi, si tufferà dalla Cattedrale di Monreale (meraviglia) verso il centro di Palermo cavalcando una spaziale bici da cronometro per iniziare quell’avventura lunga 3.498 chilometri che si chiama Giro d’Italia. Usciti dagli alberghi-bolla che li ospitano tra Mondello e Isola delle Femmine, i 176 eroi del Giro hanno sfilato (pochi e ben distanziati gli spettatori) su un palcoscenico che nessun’altra corsa al mondo può permettersi: le 36 colonne del Tempio Grande di Segesta dove gli otto della canadese Ef si sono presentati con nuove divise, più da skateboarder che da corridori, scandalizzando i puristi.

Ventidue squadre, diciannove qui di diritto perché facenti parte della noblesse(in alcuni casi decaduta e squattrinata)del World Tour, tre (italiane) invitate dagli organizzatori per gratificare un movimento azzurro di base che fatica a tenere il passo. Come faticheranno i corridori di Bardiani, Androni e Vini Zabù, molti giovani, con poca esperienza e poche corse nelle gambe in una prova dura come il Giro 2020.

«Bellissimo partire dalla Sicilia, stranissimo farlo a ottobre quando di solito ci prepariamo ad andare in vacanza», ha esternato Vincenzo Nibali(QUI: l’intervista al Corriere) nella conferenza stampa della sua Trek-Segafredo, virtuale come tutto quello che succederà nelle prossime tre settimane tranne, ovviamente, la fatica. Il Giro ha schivato l’ultima trappola Covid prima del via con l’Astana di Jakob Fuglsang (uno dei grandi favoriti per la vittoria finale) che ha sostituito all’ultimo secondo Yuriy Natarov e Vadim Pronskiy che erano stati in contatto con un compagno positivo. I sostituti (Contreras e Gregaard) sono arrivati direttamente dalle Ardenne dove stavano per sfidare le cotes della Liegi. C’è, invece, Giulio Ciccone, lo scudiero di Nibali che il Covid l’ha digerito da qualche settimana. In caso di positività in corsa, verranno isolati solo gli interessati e la squadra proseguirà la gara.

Per Nibali il grande favorito è Geraint Thomas, il gallese della Ineos che come lui ha vinto il Tour, vanta una squadra tosta e può fare molto bene nei 65 chilometri complessivi a cronometro. A sfidare i due 35enni (e Fuglsang), il solito Simon Yates, le vecchie conoscenze Kruijswijk, Zakarin e Majka e le promesse Vlasov (capitan Fuglsang permettendo) e Almejda.

Il Giro come sempre è una somma di sfide nella sfida, con la stella Peter Sagan al debutto che giocherà da jolly nelle volate (contro Viviani, Démare, Ballerini e Nando Gaviria) ma anche da arrembante su traguardi più difficili a caccia del ciclamino della classifica a punti. Poi un bel mazzetto di specialisti della crono, dall’iridato Ganna che punta a passare subito alla maglia rosa al suo compagno Dennis a Campenaerts alla locomotiva Tony Martin che non si è stancata abbastanza afar da locomotiva a Roglic e Van Aert al Tour de France.

Il Giro parte con quattro tappe siciliane e l’idea — di sicuro graditissima dal pubblico — è che la maglia rosa possa cambiare spalle almeno tre volte prima di attraversare lo stretto di Messina. Domani a un crono-missile, domenica a un arrembante che attaccherà sulla salita ai templi di Agrigento (altra meraviglia) e poi ovviamente lunedì sull’Etna dove i big dovranno darsi da fare in quello che per loro è il primo esame.

Gli ingredienti per un grande Giro ci sono tutti, il meteo a breve parla di temperature tra i 25 e i 31 gradi. Come maggio, meglio di maggio. Buon Giro a tutti.

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