Italy

Gli orsi in Trentino vivono uno “stress psico-fisico molto severo” e “M49 non mangia”: ecco il rapporto sul recinto dove sono rinchiusi

La relazione scritta da carabinieri del Cites e Ispra su indicazione del ministero dell'Ambiente denuncia che nella struttura del Casteller, dove vivono tre esemplari, non sono garantite le "adeguate condizioni di benessere". Dopo la cattura di Papillon il 7 settembre scorso, è stata necessaria la somministrazione di un ansiolitico. M57 "ripete dei movimenti in maniera ritmata", mentre D13 è "spaventata". Gli animalisti pronti a denunciare il presidente della Provincia Fugatti (Lega) per maltrattamento di animali

I tre orsi “versano o in una situazione di stress psico-fisico molto severa”: M49 “ha smesso di alimentarsi”, M57 “ripete costantemente dei movimenti in maniera ritmata” e DJ3, spaventata, “si è nascosta nel boschetto”. Nel recinto del Casteller in Trentino, dove sono rinchiusi i tre animali, numero massimo consentito per la struttura, non sono garantite le “adeguate condizioni di benessere degli esemplari”. È la conclusione che Ispra ed i carabinieri del Cites traggono nella relazione scritta dopo il sopralluogo effettuato il 14 settembre scorso su indicazione del ministero dell’Ambiente. Relazione che ilfattoquotidiano.it ha potuto leggere e che è stata commentata dal nostro blogger Marco Ianes (leggi). Si legge di condizioni di sofferenza che proseguiranno almeno per quattro mesi, fino a quando dovrebbero essere conclusi i lavori di adeguamento. Il trasferimento dell’orsa DJ3 nella struttura di Spormaggiore potrebbero portare a “un miglioramento” della sua situazione ma, si legge sempre nella relazione, questo “comporta potenziali rischi per l’incolumità” dell’animale e degli altri esemplari ospitati.

Il Casteller si trova in un’area poco distante da Trento e ospita l’orso M49, 4 anni e mezzo, ribattezzato “Papillon” e celebre per le sue due fughe proprio dal recinto, da cui il soprannome. Il 7 settembre scorso è stato catturato dopo la sua seconda evasione e riportato ancora una volta nella stessa struttura. A fargli compagnia ci sono M57 – l’esemplare di due anni e mezzo che la sera del 22 agosto ha aggredito il carabiniere di 24 anni Diego Balasso ad Andalo – e l’orsa DJ3, 17 anni e mezzo, che si trova nel recinto dal 2011 e dovrebbe essere appunto spostata nell’area faunistica di Spormaggiore, nonostante quest’ultima non sia “dotata di strutture che possano consentire un graduale adattamento alla nuova situazione ambientale”, si rileva sempre nella relazione.

Il documento è firmato del generale Massimiliano Conti, comandante del Cites, insieme a Piero Genovesi – responsabile dell’Ufficio Coordinamento Fauna Selvatica di Ispra – e dal colonnello Luca Brugnola, comandante dei Forestali di Campobasso. Alla relazione sono allegate le cartelle cliniche degli animali e le annotazioni con la firma del capo veterinario Roberto Guadagnini. Dal 3 marzo fino al 15 settembre viene segnalato ogni cambiamento delle condizioni degli orsi. Emerge quindi che subito dopo la cattura a M49 è stato somministrato un integratore con effetto inibitorio del sistema nervoso centrale per prevenire e controllare lo stato di stress “causato dalla captivazione – si legge nella relazione – e dalle modificate situazioni ambientali”. Già prima, il 30 agosto, anche all’orso M57 ” in previsione della ricattura di M49, viene somministrato per il medesimo motivo lo stesso integratore“.

Ma il 10 settembre, dopo la cattura di M49, per la prima volta la situazione richiede la somministrazione a M49 e M57 di un ansiolitico, l’alprazolam, “per ridurre lo stato di stress, finché si concluderanno i lavori di costruzione delle gabbie”. L’annotazione firmata dal capo veterinario quel giorno descrive una situazione allarmante, tanto da essere riportata quasi per intero anche nella relazione: “Nell’arco di 48 ore la situazione ha subito un grave peggioramento”, scrive Guadagnini. I tre orsi “versano in una situazione di stress psico-fisico molto severa, dovuta in primis alla forzata e stretta convivenza dei tre esemplari, contrariamente a quanto permette la base etologica di specie ed alle ridotte dimensioni degli spazi a disposizione”. !Quindi la descrizione dei comportamenti individuali. M49 ad esempio “ha smesso di alimentarsi e scarica tutte le sue energie contro la saracinesca della tana. Reagisce in maniera nervosa alla presenza umana”. Invece M57 “si alimenta, ma ripete costantemente dei movimenti in maniera ritmata, prodromo di stereotipia. Presenta anche lesione cutanea nell’avambraccio sinistro, dovuto allo sfregamento nell’attività di cui sopra. Poi c’è DJ3, descritta come “spaventata” a causa della presenza e degli atteggiamenti degli altri due esemplari: “Si è nascosta nel boschetto del recinto esterno e non torna in tana per alimentarsi”. scrive il capo veterinario.

“A questo si aggiunge l’imminente inizio dei lavori della costruzione delle gabbie di tana 2 e tana 3”, scrive ancora Guadagnini. L’adeguamento della struttura è infatti un altro punto centrale della relazione. I lavori servono a “mitigare il rischio di ulteriori fughe degli individui ospitati, ad implementare la capacità recettiva della stessa, che attualmente è limitata a tre individui,
nonché a migliorare le modalità di gestione degli individui ospitati”, si legge. A metà settembre è stata completata una gabbia esterna che potrà essere utilizzata da M49: circa 12 metri quadrati di superficie. Restano però altri lavori da completare: “Dovrebbero concludersi entro la fine del 2020”. Vista la situazione, però, il documento del Cites evidenzia che “pur con gli
adeguamenti programmati, la prevista cattura e captivazione di ulteriori tre individui metterebbe in difficoltà l’intero sistema di gestione” del Casteller. Il riferimento è alle tre ordinanze emesse dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti (Lega), per la catturadi altrettanti individui ritenuti problematici, tra cui JJ4. È lo stesso Servizio foreste e fauna della Provincia – si legge nella relazione – a ritenere “ineludibile aumentare la ricettività dell’area faunistica in questione”.

Gli animalisti si dicono “allibiti poiché il testo prova inconfutabilmente il grave maltrattamento che subiscono gli orsi M49, M57 e DJ3 presso la struttura”. Aidaa promette una denuncia nei confronti del presidente Fugatti per maltrattamento di animali, così come Leal e Salviamo gli orsi della luna. Anche l’Oipa (organizzazione internazionale protezione animale), che parla di “inadeguate condizioni di cattività”, annuncia una denuncia, mentre la Lav (Lega anti vivisezione) chiede un intervento del ministro dell’Ambiente Sergio Costa a tutela degli orsi trentini e annuncia, anche lei, una denuncia per maltrattamento di animali contro i responsabili del trattamento riservato agli orsi detenuti.

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