Italy

Gli stabilimenti delle giacche Armani produrranno camici monouso per gli ospedali

Emergenza sanitaria

di Enrica Roddolo

L’emergenza sanitaria, senza precedenti, che attraversa l’Italia, lancia un appello ideale di solidarietà che attraversa il mondo della moda. E rispondono in tanti. Ma, di certo, il nome che fa più riflettere è quello di Giorgio Armani che con il suo Gruppo comunica la conversione di tutti i propri stabilimenti produttivi italiani nella produzione di camici monouso destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari impegnati a fronteggiare il Coronavirus. I siti produttivi interessati dall’integrale riconversione produttiva dell’azienda sono quattro: Trento, Carré, Matelica e Settimo.

La donazione

Nelle scorse settimane, dopo l’iniziale donazione stanziata a favore della Protezione Civile e degli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele, Istituto dei Tumori di Milano e dello Spallanzani di Roma, Giorgio Armani aveva deciso di dare il suo contributo anche all’ospedale di Bergamo, a quello di Piacenza e a quello della Versilia, arrivando così a una donazione complessiva di 2 milioni di euro. Adesso la riconversione della macchina produttiva di giacche e abiti entrati nella storia della moda (e del cinema), per realizzare camici monouso destinati agli operatori impegnati nell’emergenza Covid19.

E Damiani mette a disposizione 12.000 mq

Alta moda, e alta gioielleria - il cuore del made in Italy nel segno della bellezza e della qualità - mettono a disposizione i propri spazi di lavoro e produzione per venire incontro all’emergenza sanitaria. Così da Valenza, il distretto orafo punta d’eccellenza, Guido Damiani presidente del gruppo di famiglia attivo nella gioielleria, mette a disposizione della protezione civile il nuovo stabilimento ed headquarters nel quale l’azienda ha molto investito negli ultimi mesi. «In questo momento di grande preoccupazione e di dichiarata emergenza, io e i miei fratelli abbiamo deciso di dare un contributo concreto agli ospedali perché possano continuare a disporre della strumentazione necessaria a salvare la vita delle persone — dice Guido Damiani —. Inoltre, abbiamo messo a disposizione della Protezione Civile i dodicimila metri quadrati di quella che sarà la prossima sede della nostra manifattura».