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Gp Bahrein F1, pagelle: Ferrari-Leclerc la garra c’è: 8. Perez, rimonta da 9,5, Verstappen 8,5 remissivo

Si ricomincia nel segno di Re Hamilton e della sua vittoria numero 96. Ma il Gp del Bahrein è anche la corsa della grande beffa per Max Verstappen e per una Red Bull che però ha spiegato, grazie anche alla super-rimonta di Sergio Perez, di avere oggi la macchina migliore. Ecco allora le prime pagelle della F1 edizione 2021.

Sergio Perez: 9,5
La sua Red Bull lo pianta in asso nel giro di formazione. Sergio non si deprime e riesce a riaccenderla per partire dalla pit lane. Poi si ricorda che pochi mesi fa nel Gp di Sakhir — sulla stessa pista, ma con un tracciato diverso — arrivava a vincere risalendo dall’ultima posizione. Stavolta la «rimontona» non va oltre il quinto posto, ma il messicano per noi è l’mvp della corsa d’esordio.

Lewis Hamilton: 9,5
Nella redazione di un altro capitolo del suo libro sulla perfezione, stavolta a Lewis scappa uno scarabocchio – lui lo spiega con le gomme posteriori ormai al limite – che poteva costargli la vittoria: un «largo» sulla pressione di Verstappen, che subito dopo l’ha potuto sorpassare. Ma Lewis, che da cinque anni non vinceva il primo Gp, è un monarca fortunato e non solo perché incassa la decisione della Red Bull di far restituire a Max la posizione in vetta, temendo una penalità, ma anche perché la rischiosa strategia scelta per lui paga e poi perché, più in generale, correre alla sera con una temperatura più fresca gli ha permesso di nascondere alcune magagne della Mercedes W12.

Lando Norris: 9
Lo si vede a sprazzi, ma quando si nota emerge un talento puro. La sua è una medaglia di legno (quarto posto) di valore, prima perché regola subito i conti con il compagno di squadra Ricciardo (voto 6: deve scontare l’adattamento alla nuova scuderia, come Sainz alla Ferrari) e poi perché prova che la McLaren (voto 7/8) in questo momento è davvero la terza forza del Mondiale.

Max Verstappen: 8,5 Sa di avere in mano la macchina migliore e lui la asseconda con la sua guida (partendo, cosa non da poco, dalla pole position del sabato). Ma gli abbassiamo il voto perché nella vicenda della manovra irregolare nel sorpasso a Hamilton ha accettato senza battere ciglio quanto gli ha detto il team: il Verstappen «vero» se ne sarebbe fregato, consegnando ai giudici la patata calda di levargli o meno la vittoria. Un Verstappen docile e remissivo è come una minestra scipita.

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Sorprese possibile

Charles Leclerc: 8
Carletto da Montecarlo ha voglia di «menare» e non manca di farlo sapere già dalla bellissima partenza. Poi è costretto a riporre certe velleità perché la Ferrari ancora non gli consente di essere troppo arrogante. Ma non molla il colpo e la «garra», sperando che la macchina cresca, è quella giusta.

Fernando Alonso: 8
Nel primo Gp dopo il ritorno in F1, il Matador fa capire che se ne infischia della carta d’identità e dei 39 anni in arrivo a luglio. Galleggia a ridosso delle posizioni migliori, prima che i freni dell’Alpine lo tradiscano e lo spediscano anzitempo sotto la doccia.

Carlos Sainz: 7,5
Carletto da Madrid firma il sorpasso più bello della serata nel deserto (giro 21: in una situazione «a ventaglio» si mangia contemporaneamente Vettel e Alonso) e più in generale resta sul pezzo come Leclerc. La sua solidità piace, il tempo gli consentirà di adattarsi alla Ferrari.

Yuki Tsunoda: 7,5
Il deb giapponese, 21 anni in meno di Kimi Raikkonen, si presenta confermando di essere un millennial molto interessante. Va subito a punti e mette una toppa all’Alpha Tauri che, a causa dell’errore di Gasly, raccoglie molto meno del suo potenziale.

Ferrari: 7
Chiude sesta e ottava. Magari la tifoseria sognava qualcosa di più, ma è bene non scordare che il 29 novembre 2020 a Sakhir le Rosse finivano doppiate sia con Leclerc (decimo) sia con Vettel (tredicesimo). La strada della piena riscossa rimane lunga e non facile, ma il motore ha ritrovato potenza e oggi il Cavallino può definire un orizzonte da raggiungere.

Antonio Giovinazzi: 6,5
L’Alfa Romeo non è la Red Bull, ma non è nemmeno un «chiodo». E «Giovi» sembra poter stare davanti a Raikkonen, se non fosse che la squadra lo rovina a un pit stop (erano pronte tre gomme di una mescola e una di un’altra). E se pure lui fosse scalognato come Barrichello e Bottas?

Valtteri Bottas: 6,5
Nuova stagione, ma solita solfa per Valtteri. Stavolta è meno «loffio» che in altre gare (senza diventare un’aquila, peraltro), ma a stroncare le sue speranze ecco la Mercedes in versione Doctor Jekyll e Mister Hyde: il team rischia una mossa azzardata con Hamilton e gli va bene, però poi sbaglia un pit stop al finlandese. Bottas, il Barrichello della Lapponia.

Mick Schumacher: 6
Trent’anni fa esordiva suo padre. Mick arriva al traguardo, a differenza del compagno di squadra Mazepin (che forse dovrà abbassare la cresta molto alta), ma scopre, anche con un testacoda dal quale però si salva, che la prima stagione in F1 non sarà una passeggiata di salute. Certo che vedere il cognome Schumacher nella profonda coda della classifica fa un certo effetto…

Red Bull: 5
Colpisce la celerità con cui il team ha detto a Verstappen di restituire la prima posizione a Hamilton: davvero i giudici l’avevano ordinato a tempo di record (una decina di secondi dopo la manovra di Max), oppure si è immaginato che l’olandese, più veloce di Lewis, ce l’avrebbe fatta a sorpassare di nuovo? Sembra un eccesso di zelo, di riverenza e di strategia: prima vinci e poi, se ti stangano, discuti. Resta il fatto che Verstappen si è spento di colpo, una volta tornato alle spalle di Lewis: forse c’entra anche la botta al morale.

Federazione Internazionale: 5
Se in qualifica e nelle prove oltrepassi con tutta la macchina la linea del bordo-pista, ti levano il tempo. Ma in gara è tollerato, sempre che non si violi l’articolo 27-comma 3 che sanziona l’acquisizione di un vantaggio con la manovra. Così si rischia di generare solo equivoci e discussioni: è troppo chiedere di cancellare la norma oppure di uniformarla?

Alpine: 5
Era molto attesa, dopo i progressi della Renault nella scorsa stagione. Invece ha deluso parecchio: il cambio di nome e di livrea per ora non funziona.

Sebastian Vettel: 4
Stava guadagnandosi una sufficienza abbondante con una condotta aggressiva, ma ha piazzato un erroraccio (tamponato Ocon, cercando anche di dargli la colpa) e ci ha fatto rammentare la qualifica pessima e, soprattutto, il Vettel dell’ultima stagione. Se non si dà una mossa rischia di scoprire che da un bilancio in rosso (con la Ferrari) passerà a un conto (sportivo) al verde con l’Aston Martin.

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