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Grande Napoli, batte la Real Sociedad. L’infortunio di Insigne rende la serata agrodoloce

Fa più male l'infortunio di Lorenzo Insigne oppure il rammarico di aver gettato punti alle ortiche con l'Az Alkmaar alla luce della vittoria contro la Real Sociedad? Da che parte si scelga di valutare la condizione in cui si ritrova il Napoli dopo la seconda giornata di Europa League, il giudizio non può che essere agrodolce. Il successo tiene in corsa gli azzurri per la qualificazione (adesso secondi nel girone alle spalle degli olandesi a punteggio pieno) e incoraggia per il carattere, per la prova complessiva offerta anche sul piano tattico a San Sebastian, in casa di una delle formazioni più in forma del momento in Spagna. Ne sanno qualcosa anche Real Madrid e Barcellona costrette al momento a inseguire i baschi. A mitigarlo è la convinzione (e Gattuso lo aveva chiesto espressamente alla vigilia) che quando in campo i partenopei mettono maggiore determinazione possono anche cambiare gli interpreti (‘ringhio' ne ha cambiati ben sette rispetto al campionato) ma la resa è soddisfacente.

Il Napoli lascia il possesso palla alla Real Sociedad ma non le consegna metri di campo né si dà alle barricate in trincea. La fisicità e la posizione di Bakayoko l'aiutano a far sì che i padroni di casa sbattano contro la prima diga piazzata davanti alla difesa. Non dovesse bastare, c'è Koulibaly ad affiancare l'ex Chelsea quando si sposta in avanti e alza la pressione. Si difende ma non soffre né rischia più di tanto. E così quel 64% e passa appannaggio dei baschi si rivela poco efficace. David Silva fa la differenza ma non bastano né geometrie né capacità di recuperare palloni a mo' di calamita e poi tracciare traiettorie per rilanciare azioni e trame di gioco.

Anzi, nel primo tempo come nella ripresa, è la formazione di Gattuso a capitalizzare al massimo le occasioni create. Attenta, cinica, letale e anche un pizzico fortunata quando Politano lascia partire una bordata dai 25 metri che sbatte sulla testa di Sagnan e s'infila all'incrocio dei pali senza che il portiere, per la traiettoria beffarda possa intervenire.

La nota stonata della serata? La rabbia e la sfortuna del capitano che alza lo sguardo al cielo, impreca contro la malasorte, dà un paio i cazzotti sul prato poi sfila la stringa e la rende a Koulibaly. Il ‘magnifico' abbandona il campo nascondendo la faccia nella maglietta, è un gesto di disperazione per l'ennesimo acciacco muscolare (il secondo dopo quello del 27 scorso) capitatogli a distanza di nemmeno un mese. Il tempo di assaporare il gusto del gol (come contro il Benevento) che in bocca gli resta l'amarezza per quanto accaduto in Europa League.

Peccato, davvero. Era stato lui a creare il primo pericolo verso la porta degli iberici (diagonale angolato che attraversa lo specchio della porta e mette i brividi ai baschi). Ed era stato lui a innescare l'azione che, sull'asse con Petagna, aveva messo Mario Rui davanti alla porta. La persona sbagliata nel momento e nel posto giusti… la conclusione del difensore è da dimenticare: ne scaturisce un tiraccio che avrebbe meritato esecuzione migliore.

A dare ‘una mano' al Napoli, però, ci pensa anche Ospina: sua la parata sulla conclusione di Portu, si sulla sua sinistra e devia in angolo la conclusione. Gattuso cambia qualcosa: dentro Osimhen (che vedrà annullato un gol per posizione irregolare e poi si farà espellere in maniera ingenua nel recupero per doppia ammonizione), Mertens e Di Lorenzo e fa sì che la squadra non perda equilibrio né si lasci schiacciare dalla Real Sociedad. Tiene botta e torna a casa con un successo pesante.

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