Dal 15 ottobre anche deputati e senatori dovranno esibire il Green pass e andare a svolgere il proprio lavoro in commissione e in aula a Montecitorio o a palazzo Madama

Dal 15 ottobre anche deputati e senatori dovranno esibire il Green pass prima di ‘timbrare il cartellino’ e andare a svolgere il proprio lavoro in commissione e in aula a Montecitorio o a palazzo Madama. Lo prevede il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, che – di fatto – predispone che anche il Parlamento, così come il Quirinale e la Corte costituzionale si adattino a quanto stabilito dal Governo. “Gli organi costituzionali, ciascuno nell’ambito della propria autonomia – si legge nel testo – adeguano il proprio ordinamento alle disposizioni” che prevedono l’obbligo della certificazione verde per tutti i lavoratori dal 15 ottobre.

Sì all’autodichia prevista dalla Costituzione, quindi, ma con un chiaro indirizzo sul da farsi. Toccherà ora alle conferenze dei capigruppo di Camera e Senato, già in calendario per la prossima settimana, esaminare la questione per quel che riguarda tutti i dipendenti. Saranno invece gli uffici di presidenza delle due Camere, che sin qui hanno via via stabilito come adattare al Parlamento le misure anti-Covid,a disciplinare l’obbligo per i parlamentari.

La previsione fa già discutere. I gruppi si erano già interrogati sulla questione, con la netta contrarietà in materia da parte di Fratelli d’Italia. Anche il deputato della Lega Claudio Borghi annuncia battaglia: “Come è noto io non vedevo l’ora che il Parlamento mettesse l’obbligo di greenpass perché questa cosa mi avrebbe consentito di ricorrere alla Corte Costituzionale. Il Governo è arrivato prima e mette direttamente lui il green pass alla Consulta. Viviamo in tempi incredibili –scrive su twitter – Pensavo di aver visto tutto ma il governo che intima con termine perentorio a Presidente della Repubblica, Parlamento e Corte Costituzionale di fare una cosa, foss’anche la più giusta del mondo mi mancava”. “Mi informano di alcune piccole modifiche apportate alla Costituzione dalla Cabina di Regia”, aggiunge ironicamente, postando una foto con l’art.1 della Costituzione modificato a penna: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul Green pass. La sovranità appartiene al Governo, che la esercita come gli pare”. Poi una postilla: “Che sia chiaro: se mi fosse stato possibile ricorrere alla Corte Costituzionale in difesa del lavoro di un insegnante o di un infermiere l’avrei fatto. Purtroppo è impossibile, la Costituzione non lo prevede. Mi preoccupano i diritti dei lavoratori, non quelli dei Parlamentari”. Matteo Salvini, in ogni caso, si dissocia: “Se la politica impone il Green Pass ai lavoratori, e addirittura a chi fa volontariato, è ovvio che i politici devono essere i primi a rispettare queste regole, a partire dal Parlamento. Punto”, taglia corto.

Favorevole all’obbligo il Pd: “Il Parlamento accolga l’invito del governo a estendere l’obbligo di Green Pass anche a senatori, deputati e personale di Palazzo Madama e Montecitorio. È importante che il Parlamento dia l’esempio”, dicono Simona Malpezzi e Debora Serracchiani. Dello stesso avviso Maria Elena Boschi: “Ci auguriamo che la Camera si attivi subito – dice la capogruppo renziana – il luogo di rappresentanza delle cittadine e dei cittadini avrebbe potuto essere il primo a dare l’esempio, peccato”.

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